Intervista a Gabriele Bertani sulla
situazione in Kosovo
I
volontari: «Tornati a 5 anni fa»
Di
Vito Salinaro
«Ora la
situazione è migliorata, ma i danni prodotti in questi
giorni di disordini distruggono anni di lavoro nel dialogo
serbo-albanese». Lo dichiara, preoccupato, Gabriele Bertani,
rappresentante dell'Avsi (l'Associazione volontari per il
servizio internazionale) dall'ufficio di Pristina.
Significa che state già riprendendo le vostre attività
abituali?
Fino a
giovedì era impossibile; temevamo persino per la nostra
sicurezza; non ci si poteva muovere. La Nato sembra aver
ripreso il controllo e nelle ultime ore ho fatto un giro per
Pristina sincerandomi delle mutate condizioni. Insomma
sembra tornata la calma e la popolazione locale già attende
la ripresa delle nostre attività.
Di
quali? Di cosa vi stavate occupando?
Siamo
impegnati principalmente nelle produzioni del settore
agricolo. È la grande risorsa del Kosovo. Lavoriamo
quotidianamente con gli albanesi, che sono la maggioranza
qui: stiamo realizzando un caseificio. L'Onu, prima di far
rientrare i serbi, doveva pensare a questo tipo di problemi.
Cioè
doveva pensare a creare lavoro?
Poteva
provare a creare le condizioni per affrontare due priorità
cui invece sempre più spesso provvediamo noi, gruppi di
volontariato: cioè l'educazione e la ripresa dell'economia.
Sono
fattori che vengono addirittura prima del dialogo
interetnico cui lei faceva riferimento all'inizio?
Penso di
sì. Noi non ci siamo occupati solo del dialogo fra serbi e
albanesi in questi anni; lo stanno facendo altre
organizzazioni che ora sono nei guai perché la tensione è di
nuovo alta. È come se di colpo si fosse tornati a cinque
anni fa. Se prima del dialogo si fosse pensato alle scuole e
al lavoro, il rapporto fra i due popoli ne avrebbe ricevuto
dei benefici. Le due cose sono collegate.
Da dove
riprenderete?
Dalla
certezza che la popolazione ci è amica e che così come era
interessata a vivere in pace dopo la guerra, lo è anche
adesso; il problema sono gli estremisti. Sono loro i veri
responsabili degli scontri di questi giorni. Solo quando
saranno isolati vivremo meglio. Purtroppo hanno dimostrato
ancora che sono potenti e influenti.
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