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I progetti di EDUS - Educazione e Sviluppo |
gennaio 2005 – dicembre 2007
Case
famiglia per reinserimento sociale di
ex bambini soldato e di strada in Sierra Leone


COME
NASCE IL PROGETTO:
Il progetto nasce
dall’incontro di EDUS con l’associazione F.H.M.
F.H.M. “The Family
Homes Mouvement”
All’origine del Family
Homes Mouvement vi è l’opera di Padre Giuseppe
Berton, da oltre trent’anni missionario saveriano in
Sierra Leone, che dal 1977 segue il dramma dei
bambini soldato.
L’FHM gestisce una quindicina di family-homes per la
maggior parte distribuite nella capitale Freetown e
dintorni. Le case sono condotte da “genitori” che
hanno già figli loro ma che sono disponibili ad
accogliere ex-bambini soldato o ragazzi con
problemi. Ogni gruppo famigliare dovrebbe
tendenzialmente gestirsi con risorse proprie;
l’aiuto che viene dato dall’FHM dovrebbe riguardare
la casa e le spese scolastiche dei ragazzi, ma ci
sono poi tantissime eccezioni. Oggi, il Movimento
Case Famiglia si prende cura di circa 200 “bambini e
ragazzi della guerra”.
La convinzione che anima l’opera del FHM è che il
carattere di un ragazzo può formarsi solo nel
contesto di una famiglia. Fino ad ora il FHM si è
occupato di circa 3000 ragazzi: il 60% dei quali
sono stati restituiti alle loro famiglie, i restanti
vivono in centri vicini al loro luogo d’origine
oppure lavorano come apprendisti.

Le attività previste
da questo progetto sono:
• Costruzione di 6 abitazioni permanenti
composte da 3 piccole stanze che sostituiscano
quelle temporanee in lamiera
Attualmente le
case/famiglia esterne gestite dal FHM sono 21 e sono
distribuite a Freetown e dintorni, Lungi e Bumbuna.
Il FHM ha recentemente acquistato a Calaba Town,
un’area molto popolata da gente fuggita dall’interno
a causa dei ribelli, 19 acri di terreno dove si
stanno erigendo delle abitazioni temporanee in
lamiera destinate ad accogliere i gruppi di famiglie
affinché possano restare uniti.
Con queste nuove e
dignitose abitazioni sarà possibile garantire
l’accoglienza di circa 40 tra ragazzi e ragazze ora
ospitati all’interno del Centro di Saint Michael e
dei loro genitori. Le famiglie destinatarie degli
alloggi sono per la maggior parte formate da
genitori con figli naturali ai quali si aggiungono i
bambini dati in affido provenienti da F.H.M.

• Rafforzamento delle
attività di reinserimento dei minori del Centro
d’accoglienza “Saint Michael”.
Il Centro d’accoglienza “Saint Michael” gestito dal
FHM svolge la funzione di accogliere e preparare i
bambini di strada ed gli ex ragazzi soldato al loro
reinserimento nella loro famiglia naturale o in una
adottiva oppure nella comunità di origine e di
seguire successivamente le famiglie.
Il progetto contribuirà a migliorare tale attività
dando la possibilità al FHM di aumentare il numero
delle famiglie sostenute mensilmente con generi
alimentari e beni di prima necessità. Lo scopo delle
attività di reinserimento è di rendere entrambi i
genitori più coscienti e responsabili permettendo
loro di dedicarsi in modo costante al recupero
psico-sociale dei loro figli. Per questo si prevede
visite alle famiglie ed un incontro mensile tra i
volontari del Centro e i genitori per discutere le
problematiche che le famiglie, che vivono anche
fuori dal Centro, si trovano a dover affrontare.
The Family Homes
Mouvement (F.H.M.): Movimento Case Famiglia.
Il Family Homes
Mouvement (Movimento Case Famiglia), costituito nel
1985 è stato ufficialmente riconosciuto come ONG dal
governo nel 1996. All’origine di questa associazione
vi è l’opera di Padre Giuseppe Berton, missionario
saveriano da oltre trent’anni in Sierra Leone e che
dal 1977 segue il dramma dei bambini soldato.
Il FHM fin dal 1985 ha
sostenuto e coordinato le famiglie disposte ad
aiutare giovani e bambini che per motivi diversi non
vivevano in un ambiente familiare. Durante questo
periodo di attività sono stati accolti studenti
lontani da casa o ammalati bisognosi di cure.
La convinzione che anima
l’opera del FHM è che il carattere di un ragazzo può
formarsi in modo adeguato solo nel contesto di una
famiglia.
Quando nel 1997 Freetown
cadde in mano ai ribelli la situazione sociale
divenne molto complessa perché la città brulicava di
ragazzi soldato, al recupero dei quali il FHM ha
cominciato da allora ad operare.
Fino ad ora il FHM si è
occupato di circa 3000 ragazzi: il 60% dei quali
sono stati restituiti alle loro famiglie, i restanti
vivono in centri vicini al loro luogo d’origine
oppure lavorano come apprendisti.
AGGIORNAMENTO DEL CONTESTO GENERALE
Le condizioni generali del paese e della città di
Freetown sono rimaste molto problematiche
nell’ultimo anno.
Attualmente viste le
mutate condizioni dei paesi vicini tantissimi
rifugiati e sfollati stanno rientrando in Liberia
(dove comunque la guerra è ancora in corso) e in
Guinea. Freetown si sta spopolando di Guineani e
Liberiani ma contemporaneamente si sta ripopolando
di persone che arrivano dal bush, l’entroterra
povero e cruento dove si è combattuto fina a poco
tempo fa. La società urbana è perciò in continuo
mutamento non è in possesso di dati e non può fare
previsioni.
Inoltre la grave crisi
economica e la corruzione diffusissima rendono di
fatto inefficaci tutte le politiche pubbliche.
Ovviamente la situazione
più difficile la stanno vivendo i bambini, sia nel
contesto urbano, sia nei villaggi e nelle zone
periurbane. Sono molti i casi e i problemi che si
presentano agli operatori che cercano soluzioni per
una realtà fatta di abbandono, sfruttamento,
violenza, malattia e denutrizione, dove ogni caso è
unico e va ascoltato e
accompagnato.
Per questo il metodo
dell’associazione F.H.M. si è rivelato l’unico in
grado di perdurare e di accompagnare i bambini
ex-soldato e i bambini di strada in un percorso di
reintegrazione sociale.
La famiglia è l’unico
luogo in grado di riaccendere il desiderio di
socialità dei bambini e fornirgli la circostanza in
cui una personalità completa possa formarsi.
SINTESI DELLE
ATTIVITA’ REALIZZATE
Anche in presenza delle
difficoltose condizioni , sopra descritte, si è
raggiunto l’obiettivo del progetto.
Cinque delle sei casette
previste sono state terminate a maggio – giugno 2005
e consegnate alle famiglie beneficiarie in agosto
2005. Le case sono complete di piccolo orto
coltivabile e di uno spazio per gli animali
domestici per lo sviluppo di una piccola economia di
auto-sussistenza.
Nel mese di luglio 2005
è stata fatta la selezione dei beneficiari
destinatari degli alloggi.
La sesta casetta è stata
terminata dopo l’estate, stagione che coincide, in
Sierra Leone, con persistenti piogge che impediscono
qualsiasi tipo di lavoro edile. E’ stata consegnata
alla famiglia destinarla in novembre.
Grazie ad un maggiore autofinanziamento della
controparte locale FHM è stato possibile costruire
altre quattro case, che sorgono nel medesimo
villaggio delle precedenti, per un totale di n.10
case realizzate. Queste ulteriori quattro case sono
state costruite contemporaneamente all’edificazione
della sesta casetta e sono state destinate a
famiglie di sfollati, profughi o a famiglie che
avevano perso la loro dimora di proprietà, perché
distrutta durante i combattimenti contro i ribelli.
Anche se non previsto in
progetto si è reso necessario fronteggiare una
situazione di emergenza rappresentata dalla grande
presenza di profughi e rifugiati presenti in città.
Ad ulteriore
testimonianza di come il problema della dimora
costituisca un bisogno ed una necessità impellente
per le famiglie di sfollati e di profughi, la
controparte locale al progetto si è attivata
ricercando finanziamenti in loco per edificare altre
case nel vicino villaggio di Bumbuna, iniziando la
costruzione di altre 6 – 7 casette, che saranno
terminate tra qualche mese. Queste nuove case, che
sorgeranno vicino al margine della strada (vedi
documentazione fotografica), sostituiranno le
abitazioni precarie temporaneamente utilizzate dai
beneficiari.
L’associazione F.H.M.
per questo progetto è stata coinvolta anche nella
fase di accoglienza dei bambini ex soldato o di
strada, sia da un punto di vista formativo ed
educativo, che, in talune situazioni, da un punto di
vista economico.
L’associazione F.H.M.,
con i suoi operatori, in accordo con EDUS, ha
provveduto a fornire ad alcune famiglie beneficiarie
dell’intervento generi alimentari di prima
necessità, quando le famiglie individuate non
riuscivano a provvedervi autonomamente. F.H.M. ed
EDUS, condividendo gli obiettivi, le finalità e il
metodo di intervento, ritengono maggiormente utile
la distribuzione di questi aiuti di prima necessità
piuttosto che l’elargizione di contributi economici.
I momenti di incontro tra i volontari di F.H.M. e le
famiglie sono volti a sostenere ed accompagnare le
stesse nel percorso educativo e di recupero
psico-sociale dei bambini ed a rendere maggiormente
consapevoli e quindi responsabili i genitori, circa
il ruolo educativo da essi ricoperto.
Il personale
specializzato di F.H.M. ha proposto alle famiglie
beneficiarie dell’intervento degli incontri
specifici volti a mettere in luce, da un lato i
problemi vissuti dalla famiglia al di fuori del
Centro e dall’altro le difficoltà incontrate dai
bambini nel processo di risocializzazione a cui sono
stati chiamati.
Progetto
realizzato con il contributo del Comune di Trento
PER LE
DONAZIONI AL PROGETTO:
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Unicreditbanca
c/c
n. 4581604 presso Unicreditbanca -
Sede di Gardolo
- Trento
intestato a EDUS -
Educazione e Sviluppo codice CAB
01803
codice ABI
02008
Banca
di Trento e Bolzano
c/c
n.
n.
4461025 Banca di Trento e
Bolzano - Via Mantova,19
38100 Trento intestato a EDUS -
Educazione e Sviluppo, codice
CAB 01801
codice ABI 03240 CIN E
Versamento
tramite bollettino postale c/c n. 53444543
intestato a Educazione e Sviluppo - EDUS. Il versamento
può essere effettuato presso qualsiasi sportello delle
poste italiane.
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