Progetti EDUS
nel mondo ante anno 2000

 

Albania - Ospedale  di Valona (1998)

 Brasile - Belo Horizonte (1999) (

Brasile -Salavador Bahia (1998-1999)

Brasile- Mines Gerais (2000)

Cile -San Bernardo (1997)

 Ex-Yugoslavia - Diocesi di Sarajevo (1997)

Libano- Quartaba Aquorao (2000)

Libano - Ain-Ebel (2004-2005)

Kosovo - Municipalità di Peja Pec (2001)

Kosovo - Municipalità di Peja-Pec (2006)

Kenya - Nairobi (1995)

Messico - Campeche (1998)

Nigeria - Ilasan - Lagos (1998)

Peru - LIma (1997)

Romania - regione di Cluj (2000)

Rwanda -Nyanza e Gatagara (1995) 

Russia - Novosibirsk (1997)

Uganda - Gulu (2000)

Uganda- Meeting Point di Kampala (1996)

d

 

 

Uganda - distretto di Gulu

2000
 Progetto di riabilitazione ed assistenza  tecnico-ortopedica per le vittime di mine anti-uomo  in Nord Uganda distretto di Gulu 

Ente finanziatore: Dipendenti autostrada Brennero A 22

Clicca qui per gli ultimi aggiornamenti dei ragazzi assistiti

 

L'origine del progetto

brennero1.jpg (29924 byte)Quando alcuni anni fa è cominciata l' "operazione adozioni a distanza", nessuno alla Società Autostrada del Brennero pensava fosse possibile uno sviluppo positivo: l'ambiente di lavoro molto dispersivo, con uffici periferici su tutto lo sviluppo dell'autostrada, dal Brennero fino a Modena, non sembrava agevolare azioni di tipo "umanitario". Invece le adesioni furono da subito numerose: 270 il primo anno, quasi 600 (su circa 800 dipendenti fissi) quest'anno. 

brennero2.jpg (20076 byte)Lo spunto iniziale dell'iniziativa è stata la proposta da parte di un gruppo di colleghi di condividere un gesto di solidarietà in occasione del Natale 1997: un modo semplice per non farsi "travolgere" dall'affanno quotidiano anche in tale festività.

brennero8.jpg (38715 byte)Semplice è stata anche la modalità scelta per aderire all'iniziativa: ogni dipendente è stato invitato a sotto-firmare una delega permanente all'Ufficio Personale a trattenere 1 ora di stipendio all'anno, fino a disdetta scritta, a favore delle adozioni proposte da AVSI. In questo modo si è riusciti a garantire una certa continuità nel tempo all'iniziativa. 

brennero3.jpg (33131 byte)Probabilmente, proprio la semplicità dell'iniziativa, sia nello spunto promotore che nello svolgersi, ha determinato tale successo insperato: al piccolo impegno proposto, infatti, hanno aderito in molti, rendendo veramente concreto il desiderio iniziale di "fare qualcosa di buono" insieme. In quattro anni i fondi raccolti ammontano in totale a circa 40 milioni, di cui 15.000.000 per l'anno 99/2000. 

brennero5.jpg (38283 byte)Per il 1999, vista l'entità e la cadenza annuale del finanziamento, i dipendenti della Società hanno ritenuto opportuno passare dalle adozioni ad un'altra forma di aiuto direttamente sui progetti AVSI: con i fondi raccolti e con quelli in previsione per i prossimi anni (sempre solo 1 ora dello stipendio di gennaio) si è deciso di partecipare ad un progetto più impegnativo, che riguarda la riabilitazione di bambini mutilati da mine anti-uomo nel distretto Nord dell'Uganda. 

brennero10.jpg (36219 byte)Ciò soprattutto per rendere meno dispersivo l'impegno, finalizzato in questo modo alla crescita ed allo sviluppo di una struttura di cui possano beneficiare il maggior numero di bambini possibile. Con l'importo raccolto nel 99 si è potuto coprire il percorso completo di intervento su 4¸5 bambini all'anno l'uno, strutturato come segue: - recupero e trasporto presso l'ospedale - intervento di primo soccorso - operazione e protesizzazione - degenza post-operatoria - riabilitazione 

brennero 12.jpg (27418 byte)Con quanto raccolto  e quanto raccoglieremo nel futuro si darà continuità e speriamo, sempre maggiori risorse, a questo progetto. Educazione e Sviluppo ha garantito la comunicazione dell'inizio di ogni intervento finanziato, con schede periodiche di aggiornamento, che sono state divulgate a cura dei promotori a tutti i dipendenti della Società autostradale. Così, semplicemente e pazientemente, il desiderio buono di condivisione sul lavoro di un'iniziativa di aiuto all'infanzia si sta facendo, piano piano, sempre più concreto e reale, in modo imprevedibile.

Il progetto riabilitazione delle mine antiuomo

Le attività dell'AVSI in Uganda 

Nei distretti settentrionali della repubblica ugandese é in corso da anni una violenta guerriglia antigovernativa da parte di gruppi irregolari come il Lord Resistance Army (LRA). 

I ribelli attaccano villaggi, centri commerciali e campi profughi costringendo la popolazione a spostarsi dai luoghi di residenza. Dal 1998 oltre 460.000 sfollati vivono nei campi del nord Uganda avendo perso casa e beni durante gli attacchi. 

brennero9.jpg (35035 byte)La situazione di grande insicurezza non consente lo sviluppo dell'economia locale basata su piccole attivita' artigianali ed agricole a carattere familiare con i relativi commerci. Circa il 60% delle forze irregolari sono bambini e ragazzi al di sotto dei 16 anni che vengono rapiti perchè più vulnerabili e influenzabili, arruolati e costretti anche con brutalità a partecipare ad azioni violente. Dal 1994 si calcola che il LRA abbia rapito più di 14.000 bambini nei quattro distretti del Nord Uganda (Kitgum, Gulu, Apac e Lira), le ragazze adolescenti vengono date ai ribelli come mogli, mentre solo la metà dei bambini rapiti sono riusciti a scappare e tornare a casa. Inoltre l'impiego sempre piu' massiccio, da parte dei ribelli, di mine anti-personali e anti-carro ha provocato l'aumento esponenziale del numero degli amputati di arto inferiore 

brennero7.jpg (34540 byte)Nel Dicembre 1996 il Ministero della sanita' Ugandese ha identificato AVSI come punto di riferimento per I servizi riabilitativi a favore delle persone disabili e in particolare per le vittime da guerra in Nord Uganda. Nel 1998, all'interno di un programma di sostegno ai servizi riabilitativi, in collaborazione col ministero della sanita' Ugandese, AVSI ha attivato un officina ortopedica nell'ospedale governativo di Gulu, per fornire ausili ortopedici a persone con disabilita' motorie. A causa degli eventi sopra descritti, la maggior parte di questi pazienti sono costituiti da persone amputate a causa delle mine antiuomo o da altre cause belliche. Questo ha reso necessario un intervento specifico di assistenza per le vittime da guerra, attraverso un programma di riabilitazione medica e di reintegrazione sociale. 

Decorso del progetto

In questa ultima fase, il progetto ha potuto consolidare e sviluppare ulteriormente le attivita' gia' iniziate precedentemente. Da Gennaio ad Ottobre 2000, 92 pazienti amputati sono stati ammessi nell'ospedale di Gulu, beneficiando del programma di riabilitazione.

Purtroppo alla fine di Settembre 2000 nel distretto di Gulu e' scoppiata una tremenda epidemia di Febbre Emorragica (Ebola) che ha causato oltre 150 morti. Questo ha compromesso in qualche modo le attivita' nel centro riabilitativo di Gulu nel periodo Ottobre - Dicembre 2000. ü In questa fase e' stato possibile migliorare il servizio e il coordinamento nel distretto di Kitgum grazie alla presenza di un nuovo fisioterapista espatriato nell'ospedale governativo di Kitgum.

brennero11.jpg (27913 byte)Anche se durante questi ultimi mesi sono iniziate delle trattative di pace tra l'attuale governo e le forze ribelli, le condizioni di sicurezza in Nord Uganda sono tutt'ora instabili. Questo ha causato anche durante questo ultimo anno dei nuovi casi di vittime da mine antipersona ed armi da fuoco sia tra i militari che tra i civili. 

Durante quest'ultimo anno di attivita' il progetto ha potuto realizzare degli interventi infrastrutturali (ostello per I pazienti e una nuova palestra per la rieducazione fisioterapica), al fine di migliorare le capacita' del centro riabilitativo di accogliere ed assistere persone con disbilita'. 

Grazie all'importante ruolo coperto nella zona interessata, per quanto riguarda l'assistenza delle vittime da guerra, il progetto ha potuto partecipare attivamente alla campagna di sensibilizzazione circa il problema delle mine antipersona, promossa dal Ministero della Sanita'.

L'articolazione del progetto 

brennero4.jpg (34039 byte)L'intervento si articola in queste fasi: 

1. Organizzazione di cliniche mobili periferiche per individuare i pazienti che necessitano di protesi o di ausili ortopedici. 

2. Organizzazione del trasporto di andata e ritorno dei pazienti dal loro villaggio di origine all'Officina ortopedica dell'Ospedale di Gulu, in quanto per la maggior parte provengono da zone rurali distanti. 

3.  Valutazione del paziente, prescrizione e applicazione dell'arto artificiale e/o di altri ausili, In questa fase viene valutata l'idoneita' dei pazienti a ricevere l'arto artificiale considerando le condizioni generali di salute e lo stato strutturale e funzionale del moncone amputato (assessment dei pazienti ). 

4.  Le diverse fasi della protesizzazione comprendono · calco e misurazione del moncone · preparazione con modellamento della invasatura protesica · allineamento con l'arto controlaterale ed assemblaggio della prima protesi di prova · valutazione statica e dinamica del paziente con la protesi e relativi adattamenti · rifinitura e consegna · trattamento rieducativo fisioterapico pre-protesico e valutazione delle capacita' motorie residue 

5.  Trattamento rieducativo funzionale all'utilizzo della protesi nelle diverse situazioni quotidiane del paziente protesizzato durante la degenza presso l'Ospedale di Gulu. 

6.  Assistenza psico-sociale per i pazienti vittime di disturbi comportamentali ed in particolare donne e bambini svolta da un Assistente Sociale. Infatti una delle componenti importanti per la buona riuscita di un intervento protesico è la reintegrazione sociale dell'amputato, in considerazione inoltre del particolare evento traumatico che ha causato l'amputazione, molti dei pazienti presentano problemi di disagio psichico che richiedono un intervento specifico di counselling.

7.  Reinserimento dei pazienti dimessi dall'Ospedale governativo di Gulu nell'ambiente sociale, lavorativo e educativo attraverso l'incentivazione di progetti che aiutino i piccoli gruppi familiari ad autosostenersi e sostengano le persone disabili a riacquistare un certo grado di autonomia. La ripresa di alcune semplici attività quotidiane (come la raccolta di acqua potabile, i piccoli commerci nel mercato locale, le attività domestiche, la coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno, ecc.) sono un altro indice di un migliore livello della qualità di vita delle persone disabili. 

8.  Follow up dei disabili dopo il relativo training all'uso della protesi o dell'ausilio ortopedico. Questa attività, realizzata dal team composto dal tecnico ortopedico, dal fisioterapista e dall'assistente sociale, si svolge presso il domicilio dei pazienti. Questa azione è indispensabile per monitorare la funzionalità della protesi ed il suo utilizzo nella vita quotidiana e di conseguenza per valutare l'efficacia dell'intervento e il reinserimento sociale dei disabili.

La destinazione dei contributi offerti dall'A22 

I contributi dei dipendenti dell'Autostrada del Brennero sono stati utilizzati a parziale copertura delle spese di riabilitazione di 4 bambini amputati. Il costo medio di riabilitazione di un adulto è stimato in circa 3 milioni di lire, mentre la somma necessaria per la riabilitazione di un bambino può essere anche superiore. Infatti i tipi di amputazione causati dalle mine sono divisi a seconda della loro entità in amputazioni monolatere o bilatere degli arti inferiori e in amputazioni sopra o sotto le ginocchia.

 L'amputazione bilatera sopra le ginocchia è sicuramente la situazione peggiore per quanto riguarda i danni provocati dalle mine e purtroppo capita nella maggior parte dei casi a bambini proprio a causa della loro ridotta statura e quindi vicinanza all'ordigno nel momento dell'esplosione. Infatti sul numero totale di persone che accusano questo tipo di amputazione i bambini rappresentano circa il 75% dei casi. Inoltre in considerazione della crescita e dello sviluppo fisico dei pazienti più giovani, diventa importante poter continuare a seguire adeguatamente il bambino ed effettuare ulteriori interventi se necessari.

Alcuni dei  bambini direttamente aiutati dai contributi dell'Autostrada del Brennero A22:

 APIO COUNCY

Councy è una ragazzina di 13 anni che risiede nelle contea di Nwoya all'interno del distretto di Gulu situato nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di una mina antiuomo le sono state amputate entrambe le gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha fatto riferimento Councy è il St. Mary Hospital . L'intervento di protesizzazione di Councy è stato effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento nel contesto famigliare e l'attività di follow up.

KEKOYON SAMUEL

Samuel è un ragazzino di 13 anni che risiede nelle contea di Gulu all'interno del distretto di Gulu situato nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di una mina antiuomo gli è stata amputata la gamba sinistra al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha fatto riferimento Samuel è il Lacor Hospital . L'intervento di protesizzazione di Samuel è stato effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento nel contesto famigliare e l'attività di follow up.

OKWANGA CHARLES

Charles è un bambino di 10 anni che risiede nelle contea di Lilak all'interno del distretto di Gulu situato nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di una mina antiuomo gli sono state amputate entrambe le gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha fatto riferimento Charles è il St. Mary Hospital . L'intervento di protesizzazione di Charles è stato effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento nel contesto famigliare e l'attività di follow up.

AKENA GODFREY

Godfrey è un ragazzino di 12 anni che risiede nelle contea di Arua all'interno del distretto di Kitgum situato nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di una mina antiuomo gli sono state amputate entrambe le gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha fatto riferimento Godfrey è il Kitgum Hospital . L'intervento di protesizzazione di Godfrey è stato effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento nel contesto famigliare e l'attività di follow up.

 
 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 04 gennaio, 2012  
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