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L'origine
del progetto
Quando
alcuni anni fa è cominciata l'
"operazione adozioni a distanza", nessuno
alla Società Autostrada del Brennero pensava fosse
possibile uno sviluppo positivo: l'ambiente di
lavoro molto dispersivo, con uffici periferici su
tutto lo sviluppo dell'autostrada, dal Brennero fino
a Modena, non sembrava agevolare azioni di tipo
"umanitario". Invece le adesioni furono da
subito numerose: 270 il primo anno, quasi 600 (su
circa 800 dipendenti fissi) quest'anno.
Lo spunto
iniziale dell'iniziativa è stata la proposta da
parte di un gruppo di colleghi di condividere un
gesto di solidarietà in occasione del Natale 1997:
un modo semplice per non farsi
"travolgere" dall'affanno quotidiano anche
in tale festività.
Semplice è stata anche la
modalità scelta per aderire all'iniziativa: ogni
dipendente è stato invitato a sotto-firmare una
delega permanente all'Ufficio Personale a trattenere
1 ora di stipendio all'anno, fino a disdetta
scritta, a favore delle adozioni proposte da AVSI.
In questo modo si è riusciti a garantire una certa
continuità nel tempo all'iniziativa.
Probabilmente,
proprio la semplicità dell'iniziativa, sia nello
spunto promotore che nello svolgersi, ha determinato
tale successo insperato: al piccolo impegno
proposto, infatti, hanno aderito in molti, rendendo
veramente concreto il desiderio iniziale di
"fare qualcosa di buono" insieme. In
quattro anni i fondi raccolti ammontano in totale a
circa 40 milioni, di cui 15.000.000 per l'anno
99/2000.
Per il 1999, vista l'entità e la cadenza
annuale del finanziamento, i dipendenti della
Società hanno ritenuto opportuno passare dalle
adozioni ad un'altra forma di aiuto direttamente sui
progetti AVSI: con i fondi raccolti e con quelli in
previsione per i prossimi anni (sempre solo 1 ora
dello stipendio di gennaio) si è deciso di
partecipare ad un progetto più impegnativo, che
riguarda la riabilitazione di bambini mutilati da
mine anti-uomo nel distretto Nord dell'Uganda.
Ciò
soprattutto per rendere meno dispersivo l'impegno,
finalizzato in questo modo alla crescita ed allo
sviluppo di una struttura di cui possano beneficiare
il maggior numero di bambini possibile. Con
l'importo raccolto nel 99 si è potuto coprire il
percorso completo di intervento su 4¸5 bambini
all'anno l'uno, strutturato come segue: - recupero e
trasporto presso l'ospedale - intervento di primo
soccorso - operazione e protesizzazione - degenza
post-operatoria - riabilitazione
Con quanto raccolto
e quanto raccoglieremo nel futuro si
darà continuità e speriamo, sempre maggiori
risorse, a questo progetto. Educazione e Sviluppo ha garantito
la comunicazione dell'inizio di ogni intervento
finanziato, con schede periodiche di aggiornamento,
che sono state divulgate a cura dei promotori a
tutti i dipendenti della Società autostradale.
Così, semplicemente e pazientemente, il desiderio
buono di condivisione sul lavoro di un'iniziativa di
aiuto all'infanzia si sta facendo, piano piano,
sempre più concreto e reale, in modo imprevedibile.
Il
progetto riabilitazione delle mine antiuomo
Le
attività dell'AVSI in Uganda
Nei
distretti settentrionali della repubblica ugandese
é in corso da anni una violenta guerriglia
antigovernativa da parte di gruppi irregolari come
il Lord Resistance Army (LRA).

I
ribelli attaccano villaggi, centri commerciali e
campi profughi costringendo la popolazione a
spostarsi dai luoghi di residenza. Dal 1998 oltre
460.000 sfollati vivono nei campi del nord Uganda
avendo perso casa e beni durante gli attacchi.
La
situazione di grande insicurezza non consente lo
sviluppo dell'economia locale basata su piccole
attivita' artigianali ed agricole a carattere
familiare con i relativi commerci. Circa il 60%
delle forze irregolari sono bambini e ragazzi al di
sotto dei 16 anni che vengono rapiti perchè più
vulnerabili e influenzabili, arruolati e costretti
anche con brutalità a partecipare ad azioni
violente. Dal 1994 si calcola che il LRA abbia
rapito più di 14.000 bambini nei quattro distretti
del Nord Uganda (Kitgum, Gulu, Apac e Lira), le
ragazze adolescenti vengono date ai ribelli come
mogli, mentre solo la metà dei bambini rapiti sono
riusciti a scappare e tornare a casa. Inoltre
l'impiego sempre piu' massiccio, da parte dei
ribelli, di mine anti-personali e anti-carro ha
provocato l'aumento esponenziale del numero degli
amputati di arto inferiore
Nel
Dicembre 1996 il Ministero della sanita' Ugandese ha
identificato AVSI come punto di riferimento per I
servizi riabilitativi a favore delle persone
disabili e in particolare per le vittime da guerra
in Nord Uganda. Nel 1998, all'interno di un
programma di sostegno ai servizi riabilitativi, in
collaborazione col ministero della sanita' Ugandese,
AVSI ha attivato un officina ortopedica
nell'ospedale governativo di Gulu, per fornire
ausili ortopedici a persone con disabilita' motorie.
A causa degli eventi sopra descritti, la maggior
parte di questi pazienti sono costituiti da persone
amputate a causa delle mine antiuomo o da altre
cause belliche. Questo ha reso necessario un
intervento specifico di assistenza per le vittime da
guerra, attraverso un programma di riabilitazione
medica e di reintegrazione sociale.
Decorso
del progetto
In
questa ultima fase, il progetto ha potuto
consolidare e sviluppare ulteriormente le attivita'
gia' iniziate precedentemente. Da Gennaio ad Ottobre
2000, 92 pazienti amputati sono stati ammessi
nell'ospedale di Gulu, beneficiando del programma di
riabilitazione.
Purtroppo
alla fine di Settembre 2000 nel distretto di Gulu e'
scoppiata una tremenda epidemia di Febbre Emorragica
(Ebola) che ha causato oltre 150 morti. Questo ha
compromesso in qualche modo le attivita' nel centro
riabilitativo di Gulu nel periodo Ottobre - Dicembre
2000. ü In questa fase e' stato possibile
migliorare il servizio e il coordinamento nel
distretto di Kitgum grazie alla presenza di un nuovo
fisioterapista espatriato nell'ospedale governativo
di Kitgum.
Anche
se durante questi ultimi mesi sono iniziate delle
trattative di pace tra l'attuale governo e le forze
ribelli, le condizioni di sicurezza in Nord Uganda
sono tutt'ora instabili. Questo ha causato anche
durante questo ultimo anno dei nuovi casi di vittime
da mine antipersona ed armi da fuoco sia tra i
militari che tra i civili.
Durante
quest'ultimo anno di attivita' il progetto ha potuto
realizzare degli interventi infrastrutturali
(ostello per I pazienti e una nuova palestra per la
rieducazione fisioterapica), al fine di migliorare
le capacita' del centro riabilitativo di accogliere
ed assistere persone con disbilita'.
Grazie
all'importante ruolo coperto nella zona interessata,
per quanto riguarda l'assistenza delle vittime da
guerra, il progetto ha potuto partecipare
attivamente alla campagna di sensibilizzazione circa
il problema delle mine antipersona, promossa dal
Ministero della Sanita'.
L'articolazione
del progetto
L'intervento
si articola in queste fasi:
1.
Organizzazione
di cliniche mobili
periferiche per individuare i pazienti che
necessitano di protesi o di ausili ortopedici.
2.
Organizzazione
del trasporto di andata e ritorno dei pazienti dal
loro villaggio di origine all'Officina ortopedica
dell'Ospedale di Gulu, in quanto per la maggior
parte provengono da zone rurali distanti.
3.
Valutazione del paziente, prescrizione e
applicazione dell'arto artificiale e/o di altri
ausili, In questa fase viene valutata l'idoneita'
dei pazienti a ricevere l'arto artificiale
considerando le condizioni generali di salute e lo
stato strutturale e funzionale del moncone amputato
(assessment dei pazienti ).
4.
Le diverse fasi della protesizzazione comprendono
· calco e misurazione del moncone · preparazione
con modellamento della invasatura protesica ·
allineamento con l'arto controlaterale ed
assemblaggio della prima protesi di prova ·
valutazione statica e dinamica del paziente con la
protesi e relativi adattamenti · rifinitura e
consegna · trattamento rieducativo fisioterapico
pre-protesico e valutazione delle capacita' motorie
residue
5.
Trattamento rieducativo funzionale
all'utilizzo della protesi nelle diverse situazioni
quotidiane del paziente protesizzato durante la
degenza presso l'Ospedale di Gulu.
6.
Assistenza psico-sociale per i pazienti
vittime di disturbi comportamentali ed in
particolare donne e bambini svolta da un Assistente
Sociale. Infatti una delle componenti importanti per
la buona riuscita di un intervento protesico è la
reintegrazione sociale dell'amputato, in
considerazione inoltre del particolare evento
traumatico che ha causato l'amputazione, molti dei
pazienti presentano problemi di disagio psichico che
richiedono un intervento specifico di counselling.
7.
Reinserimento dei pazienti dimessi dall'Ospedale
governativo di Gulu nell'ambiente sociale,
lavorativo e educativo attraverso l'incentivazione
di progetti che aiutino i piccoli gruppi familiari
ad autosostenersi e sostengano le persone disabili a
riacquistare un certo grado di autonomia. La ripresa
di alcune semplici attività quotidiane (come la
raccolta di acqua potabile, i piccoli commerci nel
mercato locale, le attività domestiche, la
coltivazione di piccoli appezzamenti di terreno,
ecc.) sono un altro indice di un migliore livello
della qualità di vita delle persone disabili.
8.
Follow up dei disabili dopo il relativo training
all'uso della protesi o dell'ausilio ortopedico.
Questa attività, realizzata dal team composto dal
tecnico ortopedico, dal fisioterapista e
dall'assistente sociale, si svolge presso il
domicilio dei pazienti. Questa azione è
indispensabile per monitorare la funzionalità della
protesi ed il suo utilizzo nella vita quotidiana e
di conseguenza per valutare l'efficacia
dell'intervento e il reinserimento sociale dei
disabili.
La
destinazione dei contributi offerti dall'A22
I
contributi dei dipendenti dell'Autostrada del
Brennero sono stati utilizzati a parziale copertura
delle spese di riabilitazione di 4 bambini amputati.
Il costo medio di riabilitazione di un adulto è
stimato in circa 3 milioni di lire, mentre la somma
necessaria per la riabilitazione di un bambino può
essere anche superiore. Infatti i tipi di
amputazione causati dalle mine sono divisi a seconda
della loro entità in amputazioni monolatere o
bilatere degli arti inferiori e in amputazioni sopra
o sotto le ginocchia.
L'amputazione
bilatera sopra le ginocchia è sicuramente la
situazione peggiore per quanto riguarda i danni
provocati dalle mine e purtroppo capita nella
maggior parte dei casi a bambini proprio a causa
della loro ridotta statura e quindi vicinanza
all'ordigno nel momento dell'esplosione. Infatti sul
numero totale di persone che accusano questo tipo di
amputazione i bambini rappresentano circa il 75% dei
casi. Inoltre in considerazione della crescita e
dello sviluppo fisico dei pazienti più giovani,
diventa importante poter continuare a seguire
adeguatamente il bambino ed effettuare ulteriori
interventi se necessari.
Alcuni
dei bambini direttamente aiutati dai
contributi dell'Autostrada del Brennero A22:
APIO
COUNCY
Councy
è una ragazzina di 13 anni che risiede nelle contea
di Nwoya all'interno del distretto di Gulu situato
nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di
una mina antiuomo le sono state amputate entrambe le
gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha
fatto riferimento Councy è il St. Mary Hospital .
L'intervento di protesizzazione di Councy è stato
effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è
seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento
nel contesto famigliare e l'attività di follow up.
KEKOYON
SAMUEL
Samuel
è un ragazzino di 13 anni che risiede nelle contea
di Gulu all'interno del distretto di Gulu situato
nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di
una mina antiuomo gli è stata amputata la gamba
sinistra al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui
ha fatto riferimento Samuel è il Lacor Hospital .
L'intervento di protesizzazione di Samuel è stato
effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è
seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento
nel contesto famigliare e l'attività di follow up.
OKWANGA
CHARLES
Charles
è un bambino di 10 anni che risiede nelle contea di
Lilak all'interno del distretto di Gulu situato nel
nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di una
mina antiuomo gli sono state amputate entrambe le
gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui ha
fatto riferimento Charles è il St. Mary Hospital .
L'intervento di protesizzazione di Charles è stato
effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è
seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento
nel contesto famigliare e l'attività di follow up.
AKENA
GODFREY
Godfrey
è un ragazzino di 12 anni che risiede nelle contea
di Arua all'interno del distretto di Kitgum situato
nel nord dell'Uganda. A seguito dell'esplosione di
una mina antiuomo gli sono state amputate entrambe
le gambe al di sopra del ginocchio. L'ospedale a cui
ha fatto riferimento Godfrey è il Kitgum Hospital .
L'intervento di protesizzazione di Godfrey è stato
effettuato nel mese di settembre 1998, ad esso è
seguita la rieducazione funzionale, il reinserimento
nel contesto famigliare e l'attività di follow up. |