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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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Tende di Natale 1999

Da dieci anni AVSI organizza nei mesi tra dicembre e febbraio una campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi che coinvolge 100mila volontari in oltre 300 città italiane. Ogni anno vengono scelti dei particolari progetti a cui destinare questi fondi. 

La campagna di quest'anno, realizzata in collaborazione con la Compagnia delle Opere non profit e la Fondazione Banco Alimentare, ha come slogan Condividere i bisogni per condividere il senso della vita e riguarda cinque progetti da realizzare in Kosovo, a Timor Est, in Costa d'Avorio, a Gerusalemme e a Milano.

CONDIVIDERE I BISOGNI
PER CONDIVIDERE IL SENSO DELLA VITA

Non è solo un atto di generosità, è un cambiamento di mentalità teso a conoscere il senso della vita sia per chi dà sia per chi riceve. Cambiare mentalità, conoscere il senso della vita è il modo per cominciare a giudicare diversamente la realtà e diventare protagonisti cioè uomini liberi. E questa maggior libertà è il bisogno più grande che abbiamo, poveri e ricchi.

Kossovo 

Con la fine della guerra AVSI è subito intervenuta in Kosovo con la distribuzione di generi alimentari, progetti di ricostruzione e iniziative di aiuto all'infanzia. Nei villaggi di Zborc, di Prugovc e Barileva AVSI ha deciso di farsi carico della ricostruzione degli edifici scolastici per consentire ai ragazzi di studiare in condizioni dignitose e alimentare nell'intera comunità un senso di speranza nel futuro.

A Prugovc ci sono 200 bambini.

La scuola primaria è andata completamente distrutta durante la guerra e l'attività scolastica viene svolta sotto una tenda.

Lo stesso accade a Barileva per 400 bambini, in età compresa tra i 7 e i 14 anni, e nel villaggio di Zborc, dove 160 bambini - e sono quelli che hanno vissuto più a lungo la pressione della guerra - sono costretti a fare scuola nella casa messa a disposizione da uno degli abitanti del villaggio. 

Gerusalemme 

Le Scuole del Patriarcato Latino hanno iniziato la loro attività nella West Bank, in Israele e in Giordania nel 1850.


La loro filosofia nel campo dell'educazione è quella di accettare studenti di qualsiasi ceto sociale e religione.

 E oggi contano più di 18.000 studenti che frequentano le 11 scuole situate nei villaggi cristiani della West Bank, di Gaza e della Giordania.


Il progetto di AVSI prevede la formazione degli insegnanti che devono seguire bambini che richiedono programmi educativi speciali, nelle classi normali.

Per fare questo e per rendere operativo il programma su tutta la rete delle 11 scuole si intende dotare le strutture e gli insegnanti di strumenti adeguati per piccoli gruppi di ragazzi che richiedono una particolare attenzione.

 

Milano 

Da anni le Suore di Carità dell'Assunzione costituiscono una presenza di speranza e di condivisione nei quartieri alle periferia delle grandi città.

A Milano per i quartieri a Sud-Est della città, a Torino in Borgo Vittoria, a Trieste nella zona Industriale, a Napoli nei quartieri storici di Spaccanapoli, a Roma nel quartiere Primavalle e infine a Cordoba in Spagna. A Milano le Suore di Carità dell'Assunzione hanno la loro casa in Via Martinengo.

Accanto al lavoro di aiuto domiciliare, presso l'Istituto sono operativi un ambulatorio medico con specialità in diverse discipline, un doposcuola per i ragazzi delle scuole medie, ed offrono inoltre il pasto ad alcuni bambini provenienti da situazioni di gravissimo disagio. Sono circa un migliaio le famiglie che vengono seguite in un anno dalle Suore nella sola Milano, e 200 i bambini che vengono seguiti regolarmente.

Ma molte di più sono le situazioni di bisogno. Per questo le Suore di Carità dell'Assunzione hanno bisogno di nuovi spazi per creare una mensa per i bambini e per ampliare la ricettività del doposcuola.

E il progetto di AVSI prevede la realizzazione di una struttura che possa rispondere adeguatamente ad entrambi i bisogni.

Timor Est

Cosa sia successo in questo piccolo angolo di mondo è sotto gli occhi di tutti. Il Paese, di 800 mila abitanti, ha registrato nelle ultime settimane 7000 morti, 113.000 deportati, 200.000 profughi in fuga sulle montagne, esposti al freddo, senza viveri e senza la benché minima assistenza medico-sanitaria.

Sono questi i dati terrificanti dell'ultimo eccidio perpetrato ai danni della popolazione di Timor Est, il cui unico torto è quello di aver scelto l'indipendenza dall'Indonesia, attraverso elezioni democratiche riconosciute dalla Comunità Internazionale.

Già negli anni tra il 1976 ed il 1979, dopo l'invasione di Timor da parte dell'esercito indonesiano e l'annessione dell'isola all'Indonesia, la repressione aveva causato oltre 200.000 morti tra la. E oggi le rappresaglie assumono anche il marcato carattere di persecuzione politco-religiosa.

Per questo AVSI ha deciso di sostenere i fratelli di Timor Est con l'invio di aiuti alimentari e medicinali attraverso le diocesi di Dili e Baucau.

Costa d'Avorio

In Costa d'Avorio l'affronto del problema dei malati di mente è caratterizzato da un lato dall'uso di modelli magico-religiosi dall'altro dall'abbandono totale, senza alcuna possibilità di cura o di riabilitazione.


L'intervento dell'Associazione S. Camillo di Bouakè, sorta nella seconda metà degli anni ottanta ad opera di Gregoire Ahougbonon, ha permesso in tre anni la liberazione ed il ricupero di oltre 800 malati.

Per 300 di loro è stato possibile il reinserimento in famiglia dopo un periodo di cura, riabilitazione e formazione lavoro.

E questo grazie a due Centri di Prima Accoglienza o farmes realizzati per la presa in carico dei pazienti e il processo di cura e di riabilitazione. Avsi intende realizzare due nuove "fattorie", per il reinserimento sociale e lavorativo dei malati di mente e dei ragazzi di strada, la prima in un villaggio alla periferia di Bouakè e la seconda nella città di Korogò, nell'area Nord della Costa d'Avorio.

 
 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008