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In
Romania la situazione sociale ed economica è
molto difficile.
Il livello di disoccupazione è molto elevato (le
cifre ufficiali parlano del 10%, ma in realtà
sono almeno 3 volte superiori) e gli stipendi
spesso sono inadeguati a garantire un livello
dignitoso di vita.
Nell'ultimo anno c'è stato un vero e proprio
crollo della moneta locale (Lei). Se nel mese di
agosto 1998 il cambio con il dollaro era 8.000
lei, attualmente si è arrivati a 16.500 (100
dollari equivalgono a 1.650.000 lei). Questo
concretamente significa che tutti i prezzi, anche
dei beni necessari, sono aumentati mentre i salari
per la maggior parte sono rimasti invariati. Per
fare alcuni esempi esplicativi: le spese
condominiali negli ultimi otto mesi sono più che
raddoppiate, l'elettricità è aumentata del 70%
circa, la benzina raddoppiata….
Molte famiglie vivono con un solo stipendio che
nella maggioranza dei casi non supera 800.000 Lei
(50 $). Il salario medio in Romania è infatti di
circa 1.500.000, ma ci sono non poche situazioni
in cui lo stipendio corrisponde al minimo fissato
dalla legge, cioè 350.000 lei al mese (20 $).
In generale il livello della vita è molto basso,
solo una minoranza di persone benestanti possono
permettersi beni di lusso come la televisione, la
macchina, il telefono e l'acqua calda in casa.
Anche poter mangiare una pizza (50.000 lei) o
andare al cinema (25.000 lei) sono lussi che in
pochi si possono permettere, ma ancora peggio
molti non possono acquistare generi alimentari
necessari come la carne, il formaggio i salumi, il
latte e l'olio.
Questa situazione si rivela ancora peggiore nel
caso di minoranze etniche. In Romania il 10% della
popolazione è composta da ROM, che vivono
generalmente in condizioni ancora più
drammatiche. Per loro diventa difficilissimo
trovare sia un lavoro (la disoccupazione raggiunge
il 30-40% nella popolazione maschile e il 60%
quella femminile), sia un'abitazione dignitosa.
E' bene sottolineare che parlando di popolazione
ROM non ci riferiamo a zingari nomadi (in Romania
attualmente ce ne sono pochissimi), ma ci
riferiamo a persone che, da diverse generazioni,
si sono insediati e stabilizzati, alcuni in
piccoli villaggi, altri nelle città. Purtroppo
però la discriminazione sociale è elevatissima,
e l'integrazione risulta difficile.
Situazione
dei bambini in Iazu-Cojasca (Romania)
Cojasca
è un villaggio rurale a circa 45 km da Bucarest,
fortemente popolato.
E' abitato per la quasi totalità da famiglie
molto povere in quanto in quella zona è quasi
impossibile trovare una occupazione. Le poche
persone che hanno un lavoro fisso ogni giorno si
recano a Bucarest compiendo un viaggio di circa
tre ore (i mezzi di trasporto e le strade in
Romania sono molto carenti).
In questo villaggio si è individuato un quartiere
periferico, di nome Iazu, interamente abitato da
ROM, che presenta caratteristiche sociali ancora
più critiche.
In questo quartiere (che si raggiunge
attraversando una strada non asfaltata) abitano
circa 2.000 persone in 340 "abitazioni".
La quasi totalità delle abitazioni non è dotata
di gas e di acqua e raramente di servizi come il
bagno e la cucina. Le abitazioni sono costruite
tutte artigianalmente, la maggior parte con terra
e fango, mentre le più ricche sono costruite in
mattoni. Il tasso di natalità è molto elevato;
negli ultimi 8 anni sono nati circa 500 bambini
(63 in media per anno).
Le
famiglie sono molto povere, la maggior parte di
loro sono sotto il livello di sussistenza. Le
carenze nutrizionali sono allarmanti:
l'alimentazione nella maggior parte dei casi si
compone esclusivamente di pane, patate, fagioli e
riso.
E' difficile che un membro della famiglia abbia
un'occupazione fissa (la maggior parte degli
uomini lavorano a giornata o stagionalmente) e
anche quando questo accade un solo salario si
rivela comunque insufficiente per rispondere a
tutti i bisogni della famiglia.
Nonostante le condizioni di povertà estrema in
cui vivono le persone di Iazu, tutti gli abitanti
sono molto uniti e dignitosi. Basta vedere le
fotografie dei bambini, che essendo a conoscenza
del progetto dell'adozione a distanza e del giorno
in cui avremmo fatto la fotografia, si sono
presentati a scuola con l'unico vestito bello (per
molti di loro, tra l'altro, il fatto di essere
fotografati è stata una novità assoluta!).
In
questo quartiere, Iazu, c'è una scuola. Si tratta
di una costruzione vecchia e fatiscente, che non
è dotata di servizi sanitari e come dimensione si
rivela insufficiente ad ospitare tutti i bambini.
Infatti i bambini che frequentano la scuola sono
costretti ad adattarsi a una rotazione di tre
turni diversi:
· dalle 7,30 alle 11,00 frequentano i bambini
delle classi prime e due classi quarte;
· dalle 11,00 alle 14,30 le classi terze e una
seconda classe,
· mentre dalle 14,30 alle 17,30 frequentano una
classe quarta e le rimanenti seconde classi.
Oltre alla situazione oggettiva dovuta alla
mancanza di spazio, occorre segnalare l'assoluta
insufficienza di risorse, relativa a tutto quello
che riguarda le attività educative e didattiche.
Basti pensare come esempio che all'inizio
dell'anno la scuola ha ricevuto appena 70.000 lei
(circa 8.000 lire) per poter effettuare le pulizie
di inizio anno (appena sufficienti per una scopa e
due detergenti!!!).
La scuola dovrebbe ricevere finanziamenti da una
parte dal Ministero dell'Insegnamento e dal Comune
in cui si situa, dall'altra dalle famiglie con
piccoli contributi privati. Gli aiuti statali sono
scarsissimi, e questa purtroppo è una condizione
in cui versano tutte le strutture in Romania, da
quelle della sanità a quelle dell'educazione.
D'altro canto è evidente che in questa località,
dove le famiglie non possono permettersi nemmeno
un pasto al giorno, gli aiuti privati sono molto
vicini allo zero.
Ne risulta quindi che la scuola ha bisogno sia di
tutti gli interventi ordinari di manutenzione (che
da anni non vengono effettuati) sia di un aiuto a
livello materiale. I bambini imparano a leggere e
scrivere in aule completamente spoglie, senza
quaderni, matite, penne e senza i manuali
necessari. Lo stato non riesce a provvedere e le
famiglie non sanno come fare.
Oltre a questo si aggiunge che non tutti i bambini
in Iazu frequentano regolarmente la scuola e
questo accade per diverse ragioni tra le quali
spicca la povertà. Molti bambini non possono
recarsi a scuola perché sono sprovvisti di scarpe
e di vestiti adatti. In particolare durante
l'inverno (che in Romania è molto rigido) la
mancanza di un riscaldamento adeguato nelle aule
scolastiche e l'estrema povertà in cui versano le
famiglie in Iazu, che non si possono permettere
vestiti pesanti e scarpe, induce la maggior parte
delle famiglie a trattenere i bambini in casa. Il
rischio di tutto questo è l'abbandono scolastico
(non è un caso per esempio che l'età dei bambini
non sempre corrisponde alla classe frequentata,
sovente a causa delle condizioni sociali si
perdono anni scolastici importanti) che ha come
immediata conseguenza l'analfabetismo e quindi la
difficoltà nel futuro a trovare un lavoro.
Un
altro problema riguarda la scuola materna che,
oltre a presentare gli stessi problemi della
scuola elementare (mancanza di risorse, di
materiali, ecc.), essendo composta da una singola
cameretta si rivela assolutamente insufficiente ad
ospitare i numerosi bambini. Dei 150-200 bambini
in età prescolare presenti in Iazu riescono a
frequentare con una certa regolarità solo una
quarantina di bambini.
A
questa situazione, già di per sé difficile, si
aggiunge un fatto ancora più drammatico: in
Cojasca, in particolare nel quartiere Iazu, si
sono identificati fino ad oggi almeno 20 casi di
bambini sieropositivi. Si può quindi parlare di
vera e propria zona endemica, e il numero di casi
di sieropositività potrebbe aumentare (alcuni
probabilmente non sono stati ancora scoperti). Si
sottolinea che i casi da noi conosciuti, ad
eccezione di uno, non sono infettati per
trasmissione verticale (madre-bambino), ma per
trasmissione orizzontale cioè per interventi
nosocomiali inadeguati (vaccini con siringhe non
sterili, trasfusioni con sangue non controllato….).
A questo proposito è inutile sottolineare che un
altro bisogno fondamentale riguarda le condizioni
igieniche e sanitarie di tutte le strutture del
paese.
Con
l'aiuto dell'adozione a distanza aiuteremo questa
comunità, a partire dai bisogni dei bambini. La
modalità migliore ci sembra quella di supportare
tutti i bambini in età scolare e prescolare
offrendo loro una possibilità di aiuto materiale
che cerchi di rispondere a tutti i bisogni, a
partire da quelli alimentari e di vestiario, fino
a quelli educativi.
In concreto il contributo dell'adozione a distanza
è utilizzato per acquistare:
· vestiti e scarpe (in particolare per l'inverno)
per ogni bambino;
· merenda giornaliera abbondante, che viene
consumata durante la pausa a scuola;
· medicinali, detergenti e disinfettanti per ogni
classe e per la scuola;
· materiale didattico per ogni bambino (manuali,
quaderni, matite e penne) e per ogni classe
(cartine, libri, colori…).
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