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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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Neloi Georgica - Romania (1/5)

Cognome: Neloi  Nome: Georgica  Data di nascita: 7 luglio 1990

Luogo di nascita: Targoviste   Città di residenza: Iazu, Cojasca

Nome della madre: Neloi Ioan, 34 anni  Nome del padre: Neloi Niculae, 31 anni  Professione della madre: casalinga   Professione del padre: disoccupato N. componenti nucleo familiare: 5 Tipo di abitazione: casa di mattoni, 2 camere Frequenza scolastica: 5c

 

Situazione familiare

Georgic ha un fratello di nome Marius che ha 13 anni e frequenta la terza media.
Le uniche entrate fisse della famiglia corrispondono al sussicio dello stato peri 2 ragazzi. Per un minorenne, il valore del sussidio è di 130.000 lei al mese (circa 5 Euro) somma assolutamente insfucciente per rispondere ai bisogni vitali di un bambino (un litro di latte, per esempio, costa 12.000 lei).

La famiglia di Gerogic ha un cavallo ed un carro, che rappresenta una modesta fonte di guadagno, non ha però in proprietà terreno agricolo che potrebbe garantire minime risorse alimentari.


Scheda paese Situazione sociale in Romania

In Romania la situazione sociale ed economica è molto difficile.
Il livello di disoccupazione è molto elevato (le cifre ufficiali parlano del 10%, ma in realtà sono almeno 3 volte superiori) e gli stipendi spesso sono inadeguati a garantire un livello dignitoso di vita.
Nell'ultimo anno c'è stato un vero e proprio crollo della moneta locale (Lei). Se nel mese di agosto 1998 il cambio con il dollaro era 8.000 lei, attualmente si è arrivati a 16.500 (100 dollari equivalgono a 1.650.000 lei). Questo concretamente significa che tutti i prezzi, anche dei beni necessari, sono aumentati mentre i salari per la maggior parte sono rimasti invariati. Per fare alcuni esempi esplicativi: le spese condominiali negli ultimi otto mesi sono più che raddoppiate, l'elettricità è aumentata del 70% circa, la benzina raddoppiata….
Molte famiglie vivono con un solo stipendio che nella maggioranza dei casi non supera 800.000 Lei (50 $). Il salario medio in Romania è infatti di circa 1.500.000, ma ci sono non poche situazioni in cui lo stipendio corrisponde al minimo fissato dalla legge, cioè 350.000 lei al mese (20 $).
In generale il livello della vita è molto basso, solo una minoranza di persone benestanti possono permettersi beni di lusso come la televisione, la macchina, il telefono e l'acqua calda in casa. Anche poter mangiare una pizza (50.000 lei) o andare al cinema (25.000 lei) sono lussi che in pochi si possono permettere, ma ancora peggio molti non possono acquistare generi alimentari necessari come la carne, il formaggio i salumi, il latte e l'olio.
Questa situazione si rivela ancora peggiore nel caso di minoranze etniche. In Romania il 10% della popolazione è composta da ROM, che vivono generalmente in condizioni ancora più drammatiche. Per loro diventa difficilissimo trovare sia un lavoro (la disoccupazione raggiunge il 30-40% nella popolazione maschile e il 60% quella femminile), sia un'abitazione dignitosa.
E' bene sottolineare che parlando di popolazione ROM non ci riferiamo a zingari nomadi (in Romania attualmente ce ne sono pochissimi), ma ci riferiamo a persone che, da diverse generazioni, si sono insediati e stabilizzati, alcuni in piccoli villaggi, altri nelle città. Purtroppo però la discriminazione sociale è elevatissima, e l'integrazione risulta difficile.

Situazione dei bambini in Iazu-Cojasca (Romania)

Cojasca è un villaggio rurale a circa 45 km da Bucarest, fortemente popolato.
E' abitato per la quasi totalità da famiglie molto povere in quanto in quella zona è quasi impossibile trovare una occupazione. Le poche persone che hanno un lavoro fisso ogni giorno si recano a Bucarest compiendo un viaggio di circa tre ore (i mezzi di trasporto e le strade in Romania sono molto carenti).
In questo villaggio si è individuato un quartiere periferico, di nome Iazu, interamente abitato da ROM, che presenta caratteristiche sociali ancora più critiche.
In questo quartiere (che si raggiunge attraversando una strada non asfaltata) abitano circa 2.000 persone in 340 "abitazioni". La quasi totalità delle abitazioni non è dotata di gas e di acqua e raramente di servizi come il bagno e la cucina. Le abitazioni sono costruite tutte artigianalmente, la maggior parte con terra e fango, mentre le più ricche sono costruite in mattoni. Il tasso di natalità è molto elevato; negli ultimi 8 anni sono nati circa 500 bambini (63 in media per anno).

Le famiglie sono molto povere, la maggior parte di loro sono sotto il livello di sussistenza. Le carenze nutrizionali sono allarmanti: l'alimentazione nella maggior parte dei casi si compone esclusivamente di pane, patate, fagioli e riso.
E' difficile che un membro della famiglia abbia un'occupazione fissa (la maggior parte degli uomini lavorano a giornata o stagionalmente) e anche quando questo accade un solo salario si rivela comunque insufficiente per rispondere a tutti i bisogni della famiglia.
Nonostante le condizioni di povertà estrema in cui vivono le persone di Iazu, tutti gli abitanti sono molto uniti e dignitosi. Basta vedere le fotografie dei bambini, che essendo a conoscenza del progetto dell'adozione a distanza e del giorno in cui avremmo fatto la fotografia, si sono presentati a scuola con l'unico vestito bello (per molti di loro, tra l'altro, il fatto di essere fotografati è stata una novità assoluta!).

In questo quartiere, Iazu, c'è una scuola. Si tratta di una costruzione vecchia e fatiscente, che non è dotata di servizi sanitari e come dimensione si rivela insufficiente ad ospitare tutti i bambini. Infatti i bambini che frequentano la scuola sono costretti ad adattarsi a una rotazione di tre turni diversi:
· dalle 7,30 alle 11,00 frequentano i bambini delle classi prime e due classi quarte;
· dalle 11,00 alle 14,30 le classi terze e una seconda classe,
· mentre dalle 14,30 alle 17,30 frequentano una classe quarta e le rimanenti seconde classi.
Oltre alla situazione oggettiva dovuta alla mancanza di spazio, occorre segnalare l'assoluta insufficienza di risorse, relativa a tutto quello che riguarda le attività educative e didattiche. Basti pensare come esempio che all'inizio dell'anno la scuola ha ricevuto appena 70.000 lei (circa 8.000 lire) per poter effettuare le pulizie di inizio anno (appena sufficienti per una scopa e due detergenti!!!).
La scuola dovrebbe ricevere finanziamenti da una parte dal Ministero dell'Insegnamento e dal Comune in cui si situa, dall'altra dalle famiglie con piccoli contributi privati. Gli aiuti statali sono scarsissimi, e questa purtroppo è una condizione in cui versano tutte le strutture in Romania, da quelle della sanità a quelle dell'educazione. D'altro canto è evidente che in questa località, dove le famiglie non possono permettersi nemmeno un pasto al giorno, gli aiuti privati sono molto vicini allo zero.
Ne risulta quindi che la scuola ha bisogno sia di tutti gli interventi ordinari di manutenzione (che da anni non vengono effettuati) sia di un aiuto a livello materiale. I bambini imparano a leggere e scrivere in aule completamente spoglie, senza quaderni, matite, penne e senza i manuali necessari. Lo stato non riesce a provvedere e le famiglie non sanno come fare.
Oltre a questo si aggiunge che non tutti i bambini in Iazu frequentano regolarmente la scuola e questo accade per diverse ragioni tra le quali spicca la povertà. Molti bambini non possono recarsi a scuola perché sono sprovvisti di scarpe e di vestiti adatti. In particolare durante l'inverno (che in Romania è molto rigido) la mancanza di un riscaldamento adeguato nelle aule scolastiche e l'estrema povertà in cui versano le famiglie in Iazu, che non si possono permettere vestiti pesanti e scarpe, induce la maggior parte delle famiglie a trattenere i bambini in casa. Il rischio di tutto questo è l'abbandono scolastico (non è un caso per esempio che l'età dei bambini non sempre corrisponde alla classe frequentata, sovente a causa delle condizioni sociali si perdono anni scolastici importanti) che ha come immediata conseguenza l'analfabetismo e quindi la difficoltà nel futuro a trovare un lavoro.

Un altro problema riguarda la scuola materna che, oltre a presentare gli stessi problemi della scuola elementare (mancanza di risorse, di materiali, ecc.), essendo composta da una singola cameretta si rivela assolutamente insufficiente ad ospitare i numerosi bambini. Dei 150-200 bambini in età prescolare presenti in Iazu riescono a frequentare con una certa regolarità solo una quarantina di bambini.

A questa situazione, già di per sé difficile, si aggiunge un fatto ancora più drammatico: in Cojasca, in particolare nel quartiere Iazu, si sono identificati fino ad oggi almeno 20 casi di bambini sieropositivi. Si può quindi parlare di vera e propria zona endemica, e il numero di casi di sieropositività potrebbe aumentare (alcuni probabilmente non sono stati ancora scoperti). Si sottolinea che i casi da noi conosciuti, ad eccezione di uno, non sono infettati per trasmissione verticale (madre-bambino), ma per trasmissione orizzontale cioè per interventi nosocomiali inadeguati (vaccini con siringhe non sterili, trasfusioni con sangue non controllato….). A questo proposito è inutile sottolineare che un altro bisogno fondamentale riguarda le condizioni igieniche e sanitarie di tutte le strutture del paese.

Con l'aiuto dell'adozione a distanza aiuteremo questa comunità, a partire dai bisogni dei bambini. La modalità migliore ci sembra quella di supportare tutti i bambini in età scolare e prescolare offrendo loro una possibilità di aiuto materiale che cerchi di rispondere a tutti i bisogni, a partire da quelli alimentari e di vestiario, fino a quelli educativi.
In concreto il contributo dell'adozione a distanza è utilizzato per acquistare:
· vestiti e scarpe (in particolare per l'inverno) per ogni bambino;
· merenda giornaliera abbondante, che viene consumata durante la pausa a scuola;
· medicinali, detergenti e disinfettanti per ogni classe e per la scuola;
· materiale didattico per ogni bambino (manuali, quaderni, matite e penne) e per ogni classe (cartine, libri, colori…).

 
 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008