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Un
disegno che ha inviato recentemente al direttore
dell'Unione commercio e turismo della provincia di
Trento
Contesto
economico e sociale di Campeche
Capeche
è la capitale
dello Stato omonimo, è situata sulla penisola
caraibica del Messico nella zona sud-est della
confederazione, presso la penisola dello Yucatan.
Il tasso di disoccupazione è del 15%, e il 40%
della popolazione percepisce un salario saltuario
ed inferiore al salario minimo per un livello di
vita accettabile. Le condizioni abitative e
sociali, sono molto precarie, il 40% delle
abitazioni non ha servizi. Si aggiungono la
generale mancanza di professionalità e lo scarso
livello di istruzione che tocca oltre il 60%, con
un tasso di analfabetismo di oltre il 14%, in
aumento di anno in anno.
Tale situazione di povertà in cui versa gran
parte della popolazione è causa di gravi problemi
sociali, che si ripercuotono principalmente sulla
popolazione infantile, costretta a vivere
esperienze drammatiche: l'abbandono della famiglia
(principalmente da parte del padre), la
prostituzione, l'alcolismo, l'aumento e la
proliferazione del fenomeno dei bambini di strada
("niños de la calle"), che, per via
della mancanza della presenza di un adulto in
casa, sono portati a cercare fuori dal nucleo
familiare compagnia e modelli, con i risultati che
ben si conoscono. Ma le situazioni di maggior
vulnerabilità per i bambini sono in casa: per la
situazione della famiglia ampliata tipica
messicana, è difficile che un bambino vada in
strada, se anche non vive nella casa paterna vi
sono sempre zii, madrine, nonni che bene o male lo
accolgono. Ma non è meno grave che un bambino in
casa sia aggredito, violentato, abbandonato.
Paradossalmente quelli che vanno in strada sono i
superstiti, coloro che cercano di intravedere una
possibilità di cambiamento, mentre quelli che
restano hanno la certezza assoluta che la loro
vita non potrà essere altrimenti.
La denutrizione nei bambini di età inferiore
ai cinque anni rappresenta uno dei maggiori
problemi di salute pubblica in Messico; secondo i
dati delle ultime indagini nazionali
sull'alimentazione 1996-1998, il 47,3% dei bambini
di età inferiore ai cinque anni, a livello
nazionale, presenta, in misura diversa, segni di
denutrizione misurata sul rapporto peso/età. I
principali fattori che causano il rischio di
denutrizione sono la scarsa disponibilità di
alimenti a livello sia territoriale sia familiare,
lo scarso potere di acquisto della famiglia per le
spese alimentari, la mancanza di lavoro e le
insufficienti entrate del capo-famiglia, la
mancanza dei basilari servizi igienico-ambientali,
le condizioni abitative, le abitudini igieniche.
Il Governo dello Stato, per rispondere a questa
priorità nazionale e cosciente della situazione,
ha deciso di promuovere il programma "Lotta
alla povertà estrema": unire gli sforzi è
il primo passo per ottenere migliori risultati
nello sviluppo di programmi come questo. Nello
stato di Campeche i vari interventi in favore dei
bambini hanno dato origine a utili collaborazioni
tra diverse istituzioni.
Il Centro di Solidaridad Juvenil L'Associazione
Centro de Solidaridad Juvenil di Campeche, nata
nel luglio 1988 in seguito ad un progetto AVSI e
oggi condotta interamente da personale messicano,
fu costituita da un gruppo di giovani ed
insegnanti della città. Suo scopo come
Associazione Civile, è di promuovere il
miglioramento culturale, morale e fisico della
popolazione, aiutando giovani e bambini bisognosi.
La sede del Centro si trova in Samulà, uno dei
quartieri più poveri e disagiati di Campeche.
Le attività che il Centro svolge sono
molteplici: · pensionato e mensa per giovani
studenti senza possibilità economiche ·
assistenza psicologica, sanitaria e sociale alla
popolazione in particolare difficoltà ·
incontri, corsi, manifestazioni sportive rivolti
al mondo giovanile · mensa per bambini di
famiglie povere · corsi di formazione
professionale e avviamento al lavoro (CESAD) per
le madri · collaborazione nel settore
nutrizionale in un centro di riabilitazione per
bambini con handicap · centro diurno per bambini
in situazione di difficoltà estrema
Il progetto Il progetto sostiene due tipi di
intervento a favore dei bambini dello Stato di
Campeche: 1. Case di accoglienza diurna (CAIC:
Centros de Atención Infantil Comunitarios) 2.
"Alberghi" Infantili: sono centri di
accoglienza per bambini abbandonati.
La situazione di generale povertà dei bambini
che frequentano questi centri di accoglienza è
critica, a causa dello scarso livello economico
dei genitori, dell'abbandono dei doveri familiari
da parte di questi ultimi e della loro mancanza di
preparazione.
Molti bambini sono figli di madri che lavorano,
prevalentemente impiegate come domestiche, con un
salario inferiore al minimo. La maggior parte di
esse, inoltre, rappresenta l'unico sostegno della
famiglia, che conta mediamente oltre quattro
componenti.
La collaborazione di AVSI e Centro de
Solidaridad Juvenil con entrambe queste realtà,
sia con i Centri diurni sia con i Centri
residenziali, si svolge a livello della
problematica della nutrizione, settore in cui CSJ
ha molta preparazione e numerose altre esperienze
in atto.
D'accordo con le responsabili dei centri, gli
esperti del CSJ pianificano una dieta giornaliera
che tenga conto delle abitudini locali, e dei
suggerimenti della nutrizionista (che
precedentemente effettua lo studio di ogni singolo
caso), nel rispetto della storia personale di ogni
bambino. La collaborazione prevede concretamente,
oltre alla consulenza, la fornitura degli alimenti
necessari per la preparazione dei pasti. Il
contributo dell'adozione a distanza viene
utilizzato per questo.
Le singole famiglie, inoltre, ricevono visite a
domicilio da parte dei volontari e del personale
del CSJ, e da parte delle stesse responsabili dei
Centri. Queste visite hanno lo scopo di favorire
l'instaurarsi di un rapporto con i genitori, oltre
che di raccogliere informazioni sulla storia
personale e sulla situazione di ogni bambino, che
sono estremamente utili per valorizzare al meglio
le cure ricevute all'interno del Centro. In
prospettiva, si andrà a costituire un gruppo
stabile di genitori che siano corresponsabili del
centro stesso.
Il sostegno è quindi centrato sull'aspetto
nutrizionale dei bambini, sia a livello medico e
dietologico che a livello materiale, come aiuto
nella fornitura degli alimenti. Nello sviluppo del
progetto sono previste anche attività di
formazione per il personale che quotidianamente si
occupa dei bambini. E' da segnalare che la
collaborazione con il CSJ è di tipo educativo,
fondata su una presenza stabile, mentre tutte le
altre collaborazioni con enti o privati sono
sporadiche e si limitano ad una fornitura
occasionale di beni e/o servizi (corsi di
formazione o altro), ma senza generare un rapporto
stabile e continuativo con i responsabili e il
personale dei Centri.
CENTRI DI ACCOGLIENZA INFANTILE COMUNITARI (CAIC)
I CAIC nascono dall'esigenza di rispondere ai
bisogni dei bambini e delle bambine che vivono in
condizioni di estrema povertà, che non godono di
nessun tipo di assistenza sociale (medica,
sanitaria, scolastica etc.) e che non hanno
accesso ai livelli minimi di benessere.
Molti di questi bambini, oltre alla condizione
di povertà, si trovano a sperimentare il
temporaneo abbandono da parte di papà o mamma che
devono assentarsi tutto il giorno da casa per
procurarsi un po' di soldi. Nella maggioranza dei
casi i bambini piccoli rimangono affidati per
tutto il giorno alle cure dei fratelli maggiori
(6-8 anni) o di persone anziane e malate.
In genere le case sono di un solo ambiente nel
quale i bimbi rimangono praticamente rinchiusi
dato che i terreni limitrofi non sono pavimentati,
sono lontani dai luoghi di divertimento ed i
genitori cercano di non farli uscire di casa
quando loro non sono presenti a causa anche degli
elevati indici di assuefazione ad alcool e droghe
inalate che si riscontrano nella comunità, e non
ultimo, la frequenza di altri abusi sessuali su
bambini.
Nei CAIC una donna della comunità, e che
quindi comprende e condivide le necessità e la
preoccupazione dei genitori, si fa carico dei
bambini delle famiglie vicine in un ambiente il
più sano possibile. A questo fine i centri
ricevono appoggio dal DIF (Desarrollo Integral de
la Familia - Settore Sociale dello Stato), che
fornisce mobilia (tavolini e sedie), materiale
educativo e supporto per ottenere che il rapporto
tra la responsabile ("madre cuidadora")
e i bambini sia veramente educativo e faccia
sperimentare e nascere abitudini e comportamenti
positivi.
I bambini, di età dai due ai sei anni, sono
accuditi in un ambiente simile a quello delle
proprie case, ma sotto le cure di un adulto che
riceve una quota di denaro dai genitori del minore
per cucinare e prestare le cure necessarie al
bambino. L'orario di permanenza dei bambini al
centro va dalle 8 del mattino alle 17. Durante la
giornata i bambini fanno colazione, giocano,
dormono, si lavano, pranzano, svolgono attività
educative (puzzle, disegni, passeggiate, tagliare,
incollare…). Partecipano inoltre alle attività
della comunità.
Tutte queste attività hanno lo scopo di
educare il bambino all'affermazione della propria
identità personale, familiare e all'educazione ai
valori della comunità. I bambini imparano a
percepirsi come parte importante della loro
famiglia, della comunità e del paese, cominciando
dal riconoscimento dei propri bisogni quotidiani.
La quota di contributo versata dai genitori è
minima (40-60 pesos alla settimana, l'equivalente
di 8.000-12.000 lire per ogni bambino), viene
fissata sulla base della situazione economica
della madre e varia se ha più di un figlio. Con
questa quota la "madre cuidadora" paga:
due pasti al giorno (colazione e pranzo) di ogni
bambino, acqua, luce, gas, affitto e altre spese
di funzionamento. Non riceve salario, anche se
quando nel centro vi sono più di 10 bambini è
necessario l'aiuto di un'altra persona che viene
retribuita sempre con questo denaro.
Con le risorse a disposizione non sarebbe
possibile fornire ai bambini una alimentazione
adeguata. Nella maggioranza dei casi, questi
bambini soffrono di denutrizione fin dallo stato
pre-natale, hanno bisogno più che mai nel corso
dei primi anni di vita di recuperare peso e
necessitano degli elementi nutritivi sufficienti
per non correre il rischio di cadere in stato di
denutrizione grave. Per questo è nato il progetto
del Centro di Solidaridad Juvenil, in appoggio
all'aspetto nutrizionale. Un apporto calorico
adeguato al benessere dei bambini, attraverso la
fornitura di pasti sufficienti e adeguatamente
preparati sotto il profilo igienico dà loro
l'opportunità di un più alto grado di benessere
e di una adeguata qualità della vita.
Inoltre, grazie all'adozione a distanza e quindi
alla fornitura dei pasti da parte del CSJ, il
denaro delle quote pagate dai genitori viene
utilizzato per migliorare le condizioni degli
ambienti in cui vivono i bambini, comprare
materiale didattico e migliorare per quanto
possibile la qualità del programma a favore del
bambino (ventilatori, materassini, giochi
didattici…). Il DIF infatti non si fa carico
della manutenzione delle abitazioni. Quando inizia
un CAIC si occupa della tinteggiatura delle pareti
del luogo dove stanno i bambini e cerca di
apportare un miglioramento almeno apparente dei
locali, ma non vi sono impegni precisi in tal
senso, in quanto i miglioramenti e le condizioni
degli ambienti dipendono dalla responsabilità
della "madre cuidadora".
E' importante rilevare che i CAIC mettono il
bambino al centro dello sviluppo familiare e
sociale della comunità come principale
protagonista. E' interessante osservare per
esempio che il lavoro di inserimento dei bambini
nel progetto sostegno a distanza è stato molto
utile per gli operatori e ha permesso loro di
conoscere meglio la situazione personale,
familiare, le esigenze e i desideri dei bambini da
loro seguiti. Inoltre, le visite a domicilio
realizzate dagli operatori al fine di predisporre
un piano di lavoro hanno approfondito la
conoscenza dei bambini, del loro contesto
affettivo e delle loro esigenze.
ALBERGUES INFANTILES
Sono centri di accoglienza
residenziale per bambini in condizioni difficili.
In particolare il progetto interessa i seguenti
centri: · Il Centro Maria Palmira di Campeche,
dove viene fornito ai bambini alloggio,
alimentazione, cure mediche e nella misura del
possibile anche sostegno psicologico o
psichiatrico e pedagogico. Il Centro lavora anche
in collaborazione con lo Stato. I bambini ospitati
si trovano in stato di abbandono per diverse
ragioni, perché si sono volontariamente
allontanati da casa, perché entrambi i genitori
sono in carcere, perché hanno subito violenza
all'interno dell'ambito familiare. · Il Centro
San Pedro Pescador di Ciudad del Carmen, che
ospita bambini che hanno subito abbandono,
violenza o maltrattamenti fisici. Questo centro è
nato per far fronte alla forte situazione di
rischio in cui vive la popolazione della città,
come iniziativa di un gruppo di donne che con
pazienza, coinvolgendo poco a poco amici e
aziende, sono riuscite a costituirlo. Il centro è
totalmente finanziato da privati. Il metodo
applicato in questo centro privilegia il rapporto
personale con ogni bambino, nel rispetto della
personalità e dei tempi di ognuno, in un ambiente
di grande familiarità e accoglienza. Da segnalare
che alcune delle madri che avevano abbandonato i
figli sono state coinvolte in un rapporto e sono
poi entrate a far parte del personale che lavora
nel centro. · Il Centro Niño Jesus. e il Centro
Cristo Joven si occupano di fornire ai bambini e
minori orfani di uno o entrambi i genitori
alimentazione, abbigliamento, istruzione,
assistenza medica e psicologica e di realizzare
attività ricreative. Il principale obiettivo è
di reinserirli nell'ambito familiare e a tale
scopo, i fine settimana, li trascorrono con la
famiglia per farli sentire amati.
Attraverso la fornitura di alimenti di base
essenziali come fagioli, pasta, olio, zucchero,
latte, riso, l'intervento dell'adozione a distanza
contribuisce ad una delle spese fondamentali del
centro, e permette perciò di utilizzare altre
risorse a disposizione degli Albergues per cure e
servizi volti al miglioramento della vita del
bambino (assistenza medica e psicologica, acquisto
di vestiario e materiale scolastico). Il fatto di
poter contare su contributi stabili e non solo su
donazioni occasionali, dà la possibilità di
pianificare in modo più ordinato le risorse e
quindi di non stabilire in maniera improvvisata, a
seconda del denaro disponibile, l'alimentazione
quotidiana dei bambini. Inoltre, grazie alla
convenzione stipulata con il CSJ, gli esperti del
Centro possono monitorare la situazione dei
bambini e correggere gli operatori negli aspetti
che non contribuiscono allo sviluppo e al
benessere del bambino: si tratta quindi di una
collaborazione basata essenzialmente sull'aspetto
nutrizionale, ma che in realtà si allarga
all'intera sfera della cura del bambino, portando
grandi benefici sul metodo educativo utilizzato.
Negli "Albergues" vi sono anche
bambini che non sono inseriti nel progetto
sostegno a distanza ma che beneficiano ugualmente
dell'aiuto del Centro de Solidaridad Juvenil. Si
tratta di bambini la cui permanenza presso il
centro non è definitiva: sono bambini per i quali
è in corso un procedimento legale per il rientro
nelle loro famiglie, o figli di carcerati che
stanno per terminare la detenzione, o bambini che
saranno accolti a breve da altri familiari.
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