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Cognome:
Alvino
do Nascimento Nome:
Kethele Data
di nascita:8
maggio 1999 Luogo
di nascita: Rio de Janeiro (Brasile) Città
di residenza:Rio de Janeiro - Copacabana Nome
della madre: Anna Paola Alvino Nome
del padre: Jorge Magalaes Nascimento Professione
della madre: cassiera Professione
del padre: cameriere N.
componenti nucleo familiare: 8 Tipo
di abitazione: casa di mattoni
in affitto
Frequenza
scolastica:0
Situazione familiare
Kethele
è una bambina che da due mesi frequenta la nostra
scuola materna.
E' una bambina ansiosa e insicura,
il periodo di adattamento è stato abbastanza
difficile ma l'abbiamo superato e adesso viene
volentieri. Si è molto legata alle sue educatrici
soprattutto a Monica.
La mamma sta aspettando un
altro bambino, vivono nella casa dei nonni che è
abbastanza spaziosa ma hanno in progetto un'altra
sistemazione soprattutto adesso che arriverà un
altro bambino.
Per il momento i genitori sono abbastanza uniti ma
il papà ha un'altra figlia del matrimonio
precedente e inoltre non ha un lavoro fisso. Il
reddito famigliare è di circa 300 reais.
Ecco un altro
disegno che ci ha inviato Kethele in ottobre
2005
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La Scuola Materna "Cantinho da Natureza"
nasce nel 1962 all'interno dell'Opera Sociale
della Parrocchia Santa Cruz di Copacabana.
La Scuola ha questo nome: Angolino della natura,
proprio perché immersa letteralmente nella
foresta tropicale tipica dei morri,
(colline/montagne) che sovrastano la città, dove
è localizzata. La favela non è molto estesa ma
conta, dall'ultimo censimento del '92, circa
26.000 abitanti. Le infrastrutture non sono
assenti ma alle volte molto carenti. La rete
fognaria è presente e in buono stato anche se non
riesce a raggiungere tutte le abitazioni; la rete
elettrica e idrica è per lo più abusiva e senza
sicurezza. Per quanto riguarda l'assistenza
sanitaria nel quartiere sottostante di Copacabana
c'è il Posto di salute, un poliambulatorio
plurispecialistico che assiste gratuitamente
l'utenza ma la cui capacità è ridotta in
rapporto alla domanda.
Vicino alla scuola c'è un ambulatorio medico e
dentistico da noi gestito con dei volontari per
dare assistenza soprattutto ad anziani e malati
che non possono andare fino all'ambulatorio in
Copacabana.
Le famiglie di questi bambini sono per lo più
famiglie carenti a basso reddito i cui rapporti
sono instabili e alle volte violenti.
Difficilmente i genitori sono sposati, per lo più
dopo pochi anni di vita comune si separano creando
poi nuovi nuclei familiari. Infatti molti bambini
dell'asilo hanno legami di parentela fra loro
perché il papà o la mamma ha avuto figli con
altri.
Un fenomeno molto diffuso nella favela è
l'etilismo per lo piú maschile ma presente anche
fra le donne. Ciò è da legarsi soprattutto
all'alto indice di disoccupazione maschile.
Una peculiarità di tutte le favelas di Rio è che
si estendono su queste montagne all'interno della
città mentre in tutte le altre città brasiliane
la favela è generalmente situata alla periferia.
Questo ha chiaramente delle conseguenze
significative, per esempio le donne trovano
facilmente lavoro nelle famiglie che abitano nel
quartiere, per questo motivo la disoccupazione è
soprattutto maschile.
Le abitazioni dei nostri bambini sono molto
modeste e in genere affollate.
La divisione dello spazio è irrazionale: alle
volte ci sono più stanze di pochi metri quadrati,
il bagno spesso in comune con altre famiglie, non
esiste pavimentazione, ventilazione adeguata e
sicurezza igienica.
Le abitazioni sono di mattoni senza intonaco,
alcune di legno e lamiera.
Visitando le famiglie sono rimasta spesso
impressionata, ci sono bambini che passano il
giorno intero sulla strada perché in casa non
c'è spazio, oppure quando tornano dall'asilo
stanno fino al giorno dopo in una stanzetta di 3 m
quadrati con la mamma sopra un materasso. In una
casa che ho visitato vivono in 17 in 3 stanze.
Quando ho visto queste case mi sono resa più
conto di cosa significa per questi bambini poter
avere uno spazio come quello che noi offriamo
all'asilo dove possono giocare, correre, fare la
doccia, mangiare seduti a un tavolo, o dormire su
un materassino tutto per loro.
In tutte le case comunque non manca lo stereo e la
parabolica questa è la mentalità dei favelados,
alle volte non hanno niente per cenare ma hanno
sempre l'ultimo CD che è uscito! Dove c'è
povertà urbana, accade spesso che i valori siano
stravolti nel loro ordine e il favelado vivendo un
certo complesso di inferiorità cerca di sopperire
a questo disagio attraverso cose che lo fanno
apparire il più possibile.
Ci sono famiglie che col tempo ampliano e
abbelliscono la casa, altre invece non hanno alcun
interesse.
Alle volte accade che la famiglia cambi quartiere
o per motivi di lavoro, nel senso che il papà o
la mamma hanno trovato lavoro in un altro
quartiere, oppure l'altro motivo frequente di
sposta menti é la separazione per cui la mamma
torna alla famiglia di origine o trova un altro
uomo. Questa è in genere la causa dell'uscita del
bambino dal programma di adozione a distanza.
Attualmente ospitiamo nell'asilo 90 bambini
dall'uno ai quattro anni. L'asilo funziona dalle 8
del mattino fino alle 17 e oltre alle attività
pedagogiche offriamo 4 refezioni al giorno e tutta
l'assistenza igienico-sanitaria necessaria.
La nostra opera non è solo educativa del bambino,
ma vorrebbe abbracciare nella sua integralità il
bambino, la famiglia e il contesto nel quale la
famiglia è inserita. Per questo il nostro
intervento non si limita ad essere pedagogico ma
è anche sociale sanitario e preventivo. Per
questo motivo visitiamo le famiglie e favoriamo un
rapporto con i genitori.
L'iniziativa di adozione a distanza è quindi, un
reale aiuto non solo economico per i bambini e le
famiglie, ma anche l'occasione per conoscere e
addentrarsi in questa realtà bisognosa di aiuto e
di condivisione.
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