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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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In cammino nel mondo: una presentazione delle attività di AVSI attraverso immagini: dalla fuga della guerra e dalla ricerca di un rifugio al problema dell’educazione e della pace e della speranza

 

NIGHT COMMUTERS: IN FUGA DALLA GUERRA

Li chiamano “oring ayela”, quelli che fuggono la guerra. Sono i night commuters del Nord Uganda, i pendolari della notte. Quasi tutti bambini. Fuggono dai villaggi, si rifugiano in città, dove AVSI ha costruito rifugi per loro e ha in corso progetti. Scappano dalla ferocia dei ribelli. Camminano ogni giorno dieci, anche quindici chilometri. A piedi nudi.

Photo courtesy: Silvia Morara per AVSI – Nord Uganda, distretto di Kitgum. Night commuters.

EDUCAZIONE PER TUTTI: A PIEDI NUDI A SCUOLA

Nel mondo oltre 100 milioni di bambini non vanno a scuola. La maggior parte di loro vive nei paesi in via di sviluppo. Molte volte i bambini poveri non possono permettersi né il costo, né il tempo della scuola, perché sono impegnati in lavori di sostegno alla famiglia oppure perché vivono in aree rurali remote o in regioni troppo povere senza scuole. Sono oltre 50.000 i bambini e ragazzi da 0 a 18 anni coinvolti nei progetti di educazione di AVSI nel mondo.

Photo courtesy: Silvia Morara per AVSI – Nord Uganda, distretto di Kitgum. Campo sfollati di Pajimo.

 

SVILUPPO SOSTENIBILE: IN CAMMINO VERSO L’INTEGRAZIONE

Uno degli obiettivi del Millennio si prefigge, entro il 2015, di migliorare le condizioni di vita di almeno 100 milioni di persone che vivono ancora nelle aree urbane informali, più comunemente conosciute come slums o favelas. Molti gli interventi di AVSI nel mondo a favore dello sviluppo sostenibile: dalle opere di costruzione per il miglioramento delle abitazioni, all’urbanizzazione e il risanamento dell’ambiente; dal sostegno per l’accesso ai servizi fondamentali, come educazione, salute, formazione e lavoro, al rafforzamento della famiglia e delle reti di solidarietà.

Photo courtesy: Fabio Cuttica (Agenzia Contrasto) – Brasile, Salvador de Bahia. Il quartiere di Alagados.

 

EX BAMBINI SOLDATO: VERSO UNA VITA NORMALE

Si stima che circa 300.000 minori nel mondo siano stati costretti a diventare “bambini-soldato”.

Molti dei quali ad un’età inferiore ai 7 anni. I bambini che hanno fatto l’esperienza di un attacco dei ribelli convivono quotidianamente con la paura. Chi è riuscito a fuggire subisce dei traumi da cui rimane emotivamente segnato. Ma i bambini hanno una grandissima capacità di recupero. Se aiutati ed accompagnati, possono imparare ad affrontare le loro esperienze per riprendere una vita normale.

Il supporto psicosociale di AVSI ricostruisce i loro legami psico-affettivi e li aiuta a sviluppare le capacità necessarie per affrontare e risolvere i problemi.

Photo courtesy: Silvia Morara per AVSI – Nord Uganda, Kitgum. Bambino in fuga dai ribelli.

 

RIFUGIATI: UN POPOLO IN CERCA DI UNA CASA

Oltre 17 milioni di persone nel mondo vivono in condizioni precarie senza fissa dimora.

Costretti ad abbandonare le loro case perché perseguitati per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le proprie opinioni politiche. Molti anche a causa di aggressioni esterne o eventi naturali che hanno turbato gravemente l’ordine pubblico.

Nel 2002, la violenta eruzione del vulcano Nyiragongo, ha sommerso la cittadina di Goma,nella R.D del Congo, creando una catena inarrestabile di profughi.

Qui AVSI è intervenuta in soccorso alla popolazione.

 

Photo: Francesco Fantini by fotoGraf per AVSI – R. D. del Congo, Goma.

SPERANZE DI PACE: L’UNICA STRADA PERCORRIBILE

Nel Nord Uganda è in corso una tragedia umanitaria. La guerra civile in Uganda ha causato almeno 20.000 vittime tra i civili,  altrettanti bimbi rapiti e oltre un milione di rifugiati in campi profughi. Il conflitto ha colpito gravemente i servizi sanitari. Gli ospedali sono sovraffollati e il carico di pazienti supera di gran lunga il numero di letti disponibili. La guerra sta peggiorando il problema della malnutrizione.

Per far fronte a queste emergenze AVSI, in Uganda dal 1984, è sempre rimasta al fianco della popolazione con progetti in loro sostegno e mantenendo la speranza nella pace.

Photo courtesy: Silvia Morara per AVSI – Nord Uganda, distretto di Kitgum. Generi di prima necessità come aiuti alla popolazione sfollata.

 

EMERGENZA IRAQ: SULLA VIA DELLA RICOSTRUZIONE

In Iraq, dopo la caduta del regime di Saddam Hussein, AVSI ha deciso di intervenire in sostegno a una decina di opere educative. Nonostante la difficile situazione in cui versa il paese, l’intervento di AVSI è mirato ad aiutare a riavviare un processo di normalità nella vita della popolazione, che è il vero e legittimo desiderio della gente.

Photo: Alberto Repossi per AVSI – Iraq, Dora Mecanic. Una delle periferie più povere di Baghdad.

 

GIOCO: PRIMI PASSI VERSO IL MONDO

Il compito principale dei bambini che vivono nei paesi in via di sviluppo è quello di aiutare la famiglia. Molte volte anche solo l’impegno di andare a prendere l’acqua li occupa per ore, negando loro il diritto di andare a scuola e di giocare.

Educazione non è solo istruzione, ma soprattutto aiutare a far esprimere i talenti della persona. In molti progetti di AVSI, accanto alle attività scolastiche, il gioco è un momento essenziale per lo sviluppo dell’espressività e delle capacità relazionali dei bambini.

 

Photo: Francesco Fantini by fotoGraf per AVSI – Messico, Xoxocotlan, periferia di Oaxaca. Centro di recupero psico-pedagogico.

 

SUSSIDIARIETA’: LA STRADA DELLO SVILUPPO

Realizzare progetti di sviluppo avendo come punto centrale la persona significa condividernei bisogni, il senso della vita e commuoversi per il personale destino: senza di ciò la risposta al bisogno è un gesto di bontà autogratificante o una strategia politica. Ogni persona, ogni comunità, per quanto carente, rappresenta una ricchezza. Questo significa valorizzare ciò che le persone hanno già costruito.

Un progetto di sviluppo calato dall’alto è violento perché non partecipato oppure inefficace e senza futuro in quanto solo assistenziale. L’unica strada percorribile per il vero sviluppo è favorire la società civile di aggregarsi per realizzare soluzioni ai propri bisogni e favorire la libera intrapresa degli uomini.

 

Photo courtesy: Silvia Morara per AVSI – Nord Uganda. Sulla strada, verso il futuro.

 

 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008