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Incontro
dibattito sul tema
“La carità sarà sempre necessaria, anche nella
società più giusta.”
Mercoledì
13 dicembre ore 20.45
presso -Teatro S.Marco Via San
Bernardino - Trento
Relatori
Alberto
Piatti,
Segretario generale della Fondazione AVSI al cui Network Edus
aderisce;
Iva
Berasi,
Assessore provinciale all’Emigrazione, Solidarietà
Internazionale, Sport e Pari Opportunità
Don
Carlo Speccher,
Direttore dell’Ufficio Missionario Diocesano
Andrea
Cappelletti,
imprenditore
Carlo
Fedrizzi,
Presidente di Edus Educazione e Sviluppo.



SINTESI
DELL'INTERVENTO
A cura di
Antonio Girardi
“La carità è normalmente
considerata elemosina. Ma da come ne parla il Papa si
capisce che è qualcosa di più. Io credo che prima ancora
di esprimere l’atto di dare qualcosa ai poveri, la
carità consista in una condivisione, nella capacità di
guardare l’altro negli occhi”. Lo ha detto ieri sera
l’assessore alla solidarietà internazionale della
Provincia, Iva Berasi, aprendo il dibattito
promosso da Edus (Educazione e sviluppo) al Teatro S.
Marco di Trento per invitare i relatori a confrontarsi
con la frase di Benedetto XVI che dà il titolo alla
Campagna Tende di quest’anno: “La carità sarà sempre
necessaria, anche nella società più giusta”. Oltre
all’esponente politico del governo provinciale e davanti
al folto pubblico che gremiva la sala, sono intervenuti
anche il direttore dell’ufficio missionario diocesano
don Carlo Speccher, il direttore generale di Avsi
(rete di 25 Organizzazioni non governative impegnate nel
campo della cooperazione allo sviluppo con 100 progetti
in 40 Paesi del mondo) Alberto Piatti, e il
presidente di Edus, co-fondatrice del Network, Carlo
Fedrizzi.
Berasi ha ricordato in
particolare l’impegno delle moltissime associazioni
trentine attive nel settore della solidarietà
internazionale, che pur operando spesso in silenzio si
inseriscono nel solco della grande tradizione dei
missionari trentini e dell’insegnamento della Chiesa,
“da cui siamo stati tutti educati a questa sensibilità”.
L’assessore ha poi sottolineato come i progetti e gli
interventi realizzati dai volontari e sostenuti ogni
anno con 10 milioni di euro dalla Provincia (pari allo
0,25 del bilancio) per rispondere ai bisogni concreti
delle popolazioni dei Paesi più svantaggiati del mondo,
siano preziosi non solo per chi riceve l’aiuto, ma anche
e soprattutto per chi lo porta. “E’ infatti
assolutamente vero – ha concluso Berasi – che, come
evidenzia il nome della vostra associazione,
dall’educazione e dalla formazione delle persone deriva
il vero sviluppo dei popoli”.
Don Carlo Speccher,
dopo aver richiamato l’attenzione sul fatto che i
missionari laici e religiosi trentini nel mondo sono
ancor’oggi il punto di confluenza di importanti
iniziative sostenute anche dalla Provincia nel campo
della solidarietà internazionale, ha identificato la
carità con il bacio dato da S. Francesco al lebbroso.
“Che bisogno c’era di baciarlo? Avrebbe potuto portarlo
a casa sua e curarlo. Ma proprio questa è la carità:
cioè qualcosa di più della solidarietà, perché esprime
l’amore di Cristo per l’uomo”. Ci sono Paesi dell’Africa
dove le scuole, gli ospedali, le banche in cui iniziare
a raccogliere i risparmi non sono stati costruiti dal
governo ma dalla Chiesa, dai missionari che trattano
ogni povero come Gesù.
Dal canto suo Alberto
Piatti, dopo aver insistito sul fatto che la carità
non è un modo per mettersi a posto la coscienza ma
appartiene alla nostra natura umana da cui siamo
istintivamente spinti a dare una mano, ha raccontato la
storia di un ragazzo, Antoine, che in Rwanda gli aveva
consegnato personalmente una lettera nella quale
ringraziava gli amici di Avsi per averlo aiutato a
diplomarsi e a diventare geometra. Dieci anni prima,
poco dopo il genocidio causato in quel Paese dagli
scontri tribali, un volontario di Avsi aveva trovato il
piccolo Antoine arrampicato su un albero. Su quella
pianta era scampato, lui solo, alla strage, ma da lassù
aveva assistito impotente all’uccisione di tutti i suoi
parenti e ad una tale mattanza che aveva perso ogni
speranza e non voleva più mettere piede a terra. Al
volontario sono occorsi tre giorni per convincere
Antoine a scendere. “C’è riuscito perché l’ha guardato
negli occhi – ha spiegato Piatti – e in questo modo gli
ha restituito la fiducia nella vita. La carità – ha
continuato – è il vero fondamento dello sviluppo perché
significa ritrovare insieme all’altro fiducia nella
vita, senza la quale non si costruisce nulla. Proprio
com’è accaduto a noi con Antoine. Ma perché questo
avvenga è necessario trattare la persona per il mistero
che è. Un mistero che non può essere definito da noi e
non è frutto di nessun progetto, ma solo della
disponibilità a condividere con l’altro la tensione al
senso della vita. Costruire case, ponti, scuole, strade
e anche formare ingegneri può essere facile – ha
aggiunto Piatti – ma questo rapporto con la persona come
mistero e questa tensione a condividere il senso della
vita sono la radice più vera della solidarietà
internazionale e della cooperazione allo sviluppo”. Il
direttore di Avsi ha narrato, per chiarire, un’altra
vicenda, questa volta più nota. “Quando gli apostoli
Pietro e Paolo si incontrarono a Roma, dove schiavi e
bestie erano considerati, per legge, “cose animate” di
cui disporre a piacimento, i due non diedero per
protesta l’assalto al Senato ma dissero “non c’è più
giudeo né greco, né schiavo né libero, né uomo né donna,
ma tutti noi siamo uno in Cristo Gesù”. “E’ questo amore
per la persona – ha concluso Piatti –l’inizio di un vero
cambiamento nel mondo. Perché come scrive il Papa: “Non
c’è nessuno ordinamento statale giusto che possa rendere
superfluo il servizio dell’amore. Chi vuole sbarazzarsi
dell’amore si dispone a sbarazzarsi dell’uomo in quanto
uomo”.
Carlo Fedrizzi ha
infine invitato tutti sabato 16 dicembre alle 14.30 in
piazza Lodron a Trento per partecipare all’Edus Day,
iniziativa con cui l’associazione, oltre a raccogliere
fondi in alcuni punti particolarmente “commerciali”
della città, intende “dar ragione” di questo diverso
modo di intendere e vivere la carità e la solidarietà.
Antonio Girardi
L'incontro
è inserito all'interno della Campagna di Solidarietà - Tende di Natale
2006-2007
La prima carità è l'educazione.
Con questo slogan EDUS in collaborazione con il network AVSI come ogni
anno presenta la Campagna delle Tende, una raccolta fondi in Italia e
all'estero a favore di progetti in paesi in via di sviluppo, sostenuta
da una rete di oltre 10mila volontari.
Cinque i nuovi progetti che le Tende vogliono sostenere quest'anno,
favorendo lo sviluppo umano attraverso l'educazione. È solo attraverso
l’educazione che è possibile consolidare un modello di sviluppo che
faccia crescere gli uomini e, con loro, la pace.
Numerosi saranno per tipologia
gli eventi promossi in Trentino là dove la gente e i giovani vivono,
lavorano e studiano.
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