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progetti a sostegno di opere educative e professionali.
LITANI:
il fiume della convivenza
Acqua e sviluppo rurale per gli agricoltori in Libano
BETLEMME: rinasce la speranza
Sostegno a una scuola per 1.000 bambini in Terrasanta
LIMA: la tenerezza sfida il degrado urbano
Educazione, cura e lavoro per 250 famiglie in Perù
KOSOVO: seminare il futuro
Sviluppo e formazione per giovani agricoltori
NORD UGANDA: il miracolo della vita
nell’emergenza Sostegno alla pediatria dell’ospedale di Kitgum
Medio
Oriente
- LITANI - Il
fiume della convivenza
Acqua e sviluppo rurale per gli agricoltori in Libano
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Ripartire dalle sponde del Litani, fiume della
convivenza, per rilanciare il Libano dopo i sanguinosi
combattimenti di luglio e agosto scorsi.
Lungo il fiume, infatti, vivono decine di migliaia di
persone di diverse comunità. Il nuovo progetto (attiva nel Paese
dei cedri dal 1996) è dedicato a loro, attraverso lo
sviluppo sostenibile dell’agricoltura.
Oltre un migliaio
di agricoltori, ad esempio, vengono formati sulle nuove
tecniche di irrigazione e gestione dei terreni, con una
ricaduta positiva su 50mila persone. Dall’aprile scorso,
inoltre, un programma ad hoc coinvolge 180 agricoltori
nella promozione del passaggio da un’agricoltura
tradizionale a quella sostenibile, con la riduzione dei
residui di pesticidi nei prodotti ortofrutticoli e la
promozione dei prodotti stessi. Dal 2003, tra l’altro,
si è ha avviato un grande programma per il miglioramento
della gestione delle acque per l’irrigazione tra il lago
Qaraoun e il villaggio di Bar Elias. Il progetto punta a
sviluppare tutte le risorse idriche, naturalistiche,
economiche, sociali e culturali che traggono la loro
potenzialità dal Litani, coinvolgendo direttamente
coloro che dal fiume traggono il sostentamento per sé e
per la propria famiglia.
“La
nostra esperienza di questi anni ci ha insegnato che il
Libano è un luogo di convivenza possibile. Con il
progetto per la gestione delle acque del fiume Litani,
AVSI crea opportunità di sviluppo. Il problema non è
creare nuovi confini o dividere le risorse della terra,
bensì moltiplicarle”. Alberto Piatti
Medio
Oriente:
Betlemme: rinasce
la speranza Sostegno a una scuola per 1.000 bambini in Terrasanta
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Una
scuola frequentata da oltre mille studenti cristiani e
musulmani nella città della Natività. Un simbolo forte
di fratellanza, in una regione del mondo dove, spesso,
non mancano i contrasti.
Si è
deciso di sostenere questa realtà, gestita dalla
Custodia Francescana che cura i Luoghi Santi, con due
tipi di interventi. Da una parte partecipando ai costi
di ristrutturazione dell’istituto (che non solo
necessita di nuove aule ma anche dell’impianto di
riscaldamento), dall’altro sostenendo a distanza le
spese per la retta e il materiale scolastico di una
cinquantina di alunni provenienti dalle famiglie più
disagiate.
Che non
sono poche, a Betlemme, soprattutto dopo che la
costruzione di un muro attorno alla città ha ostacolato
(e in molti casi impedito) il passaggio ai tanti che
andavano a lavorare a Gerusalemme. La scuola rappresenta
per i ragazzi il luogo del riscatto, il luogo in cui
allargare i propri orizzonti oltre quel muro, oltre la
diffidenza. E dove imparare rispetto e tolleranza,
nonostante le differenze culturali e religiose.
“La
scuola è la base di tutto. Non tutti si recano in
chiesa, ma a scuola sì. E’ questo dunque il luogo in cui
è possibile raggiungere tutte le comunità: il volano
della coesistenza e della crescita comune”. (Padre
Pierbattista Pizzaballa, Custode della Terrasanta)
AMERICA
LATINA:
Lima: la
tenerezza sfida il degrado urbano
Educazione, cura e lavoro per 350 famiglie in Perù
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L’educazione,
la formazione professionale e lo sviluppo umano sono da
sempre al centro degli interventi in Perù.
Quest’anno sono stati avviati due nuovi
progetti nelle zone di Nievería di Huachipa e Lomas de
Carabayllo, due degli insediamenti più degradati della
periferia di Lima. Innanzitutto verranno ampliati i già
esistenti servizi di sostegno educativo, che si
propongono di migliorare il rendimento scolastico dei
bambini e favorirne un’educazione integrale.
Oltre al
sostegno ai bambini nello svolgimento dei compiti,
verranno organizzate attività ricreative per migliorare
il loro grado di socializzazione e sarà avviato con gli
educatori un programma di formazione nutrizionale. In
secondo luogo è stato predisposto un intervento
specifico sui genitori, con l’obiettivo di orientare 350
madri e 150 padri di famiglia sulle migliori strategie
educative per i propri figli.
”Non possiamo mancare a
questa carità. E’ importante che questa gente possa
essere aiutata. Che tutti possano avere ogni giorno un
gesto, un momento di tenerezza per se stessi. Noi
sappiamo cosa significa. Abbracciare ognuno per la stima
che hai per la sua vita: in questo gesto c’è il
contenuto di quello che desideriamo comunicare”.
(Don Julian Carrón in visita a Huachipa, settembre 2006)
EST
EUROPA
Kosovo: seminare il futuro
Sviluppo e formazione per piccoli agricoltori
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E’
mirato allo sviluppo del settore rurale il nuovo
progetto che l’AVSI – da tempo attiva in Kosovo con
programmi di sostegno a distanza - ha lanciato nella
regione di Pec/Peja. L’agricoltura, dopo le rimesse
dei kosovari all’estero, è il principale settore di
sostentamento per la popolazione e una delle chiavi
per lo sviluppo sostenibile del Paese. L’obiettivo
del progetto consiste nel rafforzamento di “Agrodukagjini”,
un network costituito grazie a un altro programma di
Avsi.
A
farne parte sono 12 associazioni (una composta da
vedove di guerra) di piccoli produttori di latte,
ortaggi e frutta e apicoltori della regione. Il
consolidamento di “Agrodukagjini” prevede un
collegamento con aziende e istituzioni pubbliche
attraverso attività di formazione e promozione che
arrivino anche a includere le comunità serbe. A
beneficiarne saranno gli oltre settecento membri del
network e le loro famiglie, circa 3mila persone. Ma
la ricaduta dell’iniziativa avrà effetti positivi
sull’intera regione, abitata da 120mila persone.
”C’è
bisogno di rivitalizzare il settore
dell’agricoltura, visto che gran parte dei kosovari
vive in zone rurali. Tuttora diamo il benvenuto a
quanti vogliono operare per il bene del Kosovo.
Abbiamo, d’altronde, grandi interventi da
affrontare, e il governo, che dispone di un budget
totale pari ad appena 600 milioni di euro, è in
difficoltà”. (Kolë Berisha, presidente
dell’Assemblea parlamentare del Kosovo)
Africa:
Nord Uganda
il miracolo della vita nell’emergenza
Sostegno alla maternità dell’ospedale di Kitgum
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Più
di venticinquemila persone ogni mese muoiono in Uganda
di malattie classificate come “facilmente prevenibili”.
Soprattutto al Nord, la terra degli Acholi devastata da
una guerriglia ultraventennale, dove oltre il 90% degli
abitanti (un milione e mezzo di persone) vive ammassato
nei campi profughi.
L’Ospedale St. Joseph
di Kitgum rappresenta per molti l’ultimo appiglio cui
aggrapparsi nella grave crisi sanitaria che attanaglia
la regione. A rischio sono, in particolare, donne e
bambini. AVSI, presente in Uganda dal 1984 con diversi
programmi, ha perciò deciso di avviare un nuovo progetto
per la ristrutturazione del reparto maternità del St.
Joseph, importante simbolo di speranza nell’emergenza
quotidiana. Le patologie neo-natali nella regione sono
purtroppo molto diffuse. Al St. Joseph molta attenzione
è dedicata alla prevenzione della trasmissione
materno-fetale del virus dell’Hiv. Circa 70 bambini e
oltre seicento adulti vengono curati con i farmaci
anti-retrovirali.
“La nostra filosofia di
intervento è di condividere giorno per giorno la vita
della gente. Condividerne le sofferenze, l’impotenza.
Difendere gli ospedali significa difendere l’ultima
barriera prima del crollo. In particolare la cura di
mamme e bambini è significativa, paradigmatica del
prendersi cura di tutti”. (Filippo Ciantia)
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