INVITO
incontri con Padre Berton
Cari amici !
siamo lieti di invitarvi a 2 incontri in cui racconteremo
l’esperienza maturata dalla nostra associazione EDUS -
EDUCAZIONE E SVILUPPO in Sierra Leone, dove in
collaborazione con delle realtà locali siamo intervenuti
per il recupero e reinserimento sociale dei bambini ex
soldato e di strada.
Alle serate sarà presente Padre Giuseppe Berton referente
locale dell’associazione F.H.M. partner della
nostra organizzazione
EDUS - EDUCAZIONE E SVILUPPO
25 settembre 2008 -
Tesero
Ore 20.30 presso la
Sala Bavarese di Tesero
Tema: esperienza umana e professionale in atto nel
centro di formazione
professionale per la lavorazione del legno.
Saranno presenti come
testimonial, oltre a Padre Berton, i due falegnami
volontari di Tesero che sono andati per conto
di Edus in Sierra Leone a
febbraio e marzo
2008
26 settembre 2008 -
Rovereto
Ore 17.30
presso l'Aula Magna
del Palazzo Istruzione a Rovereto
(all'interno della manifestazione EDUCA per maggior
informazioni vedi
www.educaonline.it)
Tema: la prima carità è l'educazione.
Sarà presente, oltre a Padre
Berton, Gabriella Bigi
GABRIELLA
BIGI di Reggio Emilia, insegnante elementare di scuola
statale. Ha collaborato come volontaria AVSI a progetti
educativi in Africa: dal 1999 al 2003 in Nigeria, a
Lagos, come formatrice degli insegnanti della Scuola St.
Peter and Paul. Ha collaborato inoltre alla formazione degli
insegnanti e all'impostazione della Scuola Primaria e
Secondaria di Mayenkineh, Freetown (Sierra Leone) gestita
dal Family Home Movement, movimento di famiglie locali nato
dall'esperienza di Padre Bepi Berton
Padre
Giuseppe Berton è nato a Marostica (VI) nel 1932 e da
quarant’anni è missionario saveriano in Sierra Leone.
Laureato a Glasgow in filosofia morale e logica dal 1964 al
1966 comincia la missione in Sierra Leone dove dal 1972 vi
si stabilisce definitivamente.
Dal suo impegno in favore dei bambini e dei ragazzi di
strada, mancanti di un ambiente familiare e che
necessitavano di un aiuto e un sostegno, nel 1985 nasce a
Bumbuna il Family Homes Movement (movimento case famiglia)
riconosciuto nel 1996 come Organizzazione Non Governativa
dal governo sierraleonese.
Dal 1985 l’attività principale è stata quella
di creare dei luoghi di accoglienza per questi giovani
attraverso il coinvolgimento di famiglie disponibili ad
aprire le proprie case ed accoglierli. Da qui trae origine
il nome dell’organizzazione “Movimento Case Famiglia”.
Con lo scoppio della guerra nel 1991 e con l’emersione del
drammatico fenomeno dei bambini soldato, l’attività di padre
Berton subisce un notevole cambiamento portandolo a
concentrare tutte le proprie energie al sostegno e all’aiuto
della popolazione e dei minori colpiti dal conflitto.
Dal 1991 al 2002, circa 3.000 ragazzi soldato sono stati
assistiti da padre Berton ed F.H.M. nella capitale, di cui
il 60% sono stati riuniti alle proprie famiglie e inviati
presso i centri di accoglienza operanti nelle aree di
provenienza dei ragazzi, oppure inseriti nelle case
accoglienza di F.H.M.
Nel 1997 padre Berton a sostengo delle proprie opere apre a
Lakka – nella penisola di Freetown in un ex Club vacanze
abbandonato – un centro di prima accoglienza (S. Michael)
attivo per il recupero di bambini soldato e di strada.
Attualmente, ristabilita la pace, padre Berton e Family
Homes Movement, di cui lui è il responsabile educativo, sono
ritornati ad occuparsi prevalentemente dei bambini di
strada, dei ragazzi disagiati e del recupero degli ex
bambini soldato abbandonati al loro destino al termine del
conflitto, gestendo in Sierra Leone varie attività educative
e numerose strutture di accoglienza ed assistenza.
EDUS IN SIERRA LEONE DAL
2003
Dal
2003 EDUS opera in Sierra Leone, in collaborazione con
F.H.M. e padre Berton, a favore dei ragazzi di strada e/o
ex-soldato.
Ad oggi sono state realizzate iniziative a sostegno del
progetto case-famiglia rivolte all’accoglienza dei ragazzi
orfani e al sostegno delle realtà scolastiche gestite da
F.H.M.
In particolare sono state costruite n.12 abitazioni per
ospitare le famiglie adottive che fanno parte del programma
di recupero di F.H.M., sono state sostenute alcune spese di
gestione e di personale della scuola primaria “The Holy
Family Primary School”, è stata costruita la struttura
principale del centro di formazione professionale “Holy
Family Vocational Institute” adibita a falegnameria e aula
didattica e vi sono state sostenute le spese di allestimento
della struttura ed avviamento delle attività.
Durante questi anni di collaborazione si è
potuto apprezzare il lavoro svolto da padre Berton e F.H.M.
sia come risultati raggiunti che come metodologia adottata
constatando come tale presenza sia divenuta un punto di
riferimento per centinaia di ragazzi e giovani e per molte
famiglie dei quartieri marginali di Freetown.
In merito all’esperienza missionari di padre Giuseppe Berton
nel 2006 è stato pubblicato un libro dal titolo “QUATTRO
GIORNI QUARANT’ANNI – con padre Bepi in Sierra Leone”
scritto da Davide Rondoni.
Sierra Leone: uno dei
paesi più poveri del mondo
Ricordiamo che la
Sierra Leone è uno dei paesi più poveri del
mondo e la situazione si è ulteriormente
aggravata in seguito alla guerra civile che ha
purtroppo portato alla morte di migliaia di
uomini donne e soprattutto bambini.
Donne e bambini
sono stati oggetto di orribili violenze e abusi,
migliaia di giovanissimi tra i 4 e i 16 anni sono
stati arruolati come bambini-soldato (nel 2000 il
30% dei combattenti aveva meno di 15 anni),
marchiati a fuoco con le sigle dei gruppi ribelli,
drogati e costretti a uccidere, mutilare e
commettere abusi sessuali.
Il 90% delle bambine rapite dai ribelli sono state
violentate, molte di esse sono poi state uccise o
ridotte in schiavitù.
Oggi il Paese esce da un conflitto protrattosi per
oltre 10 anni il cui impatto sulle condizioni di
vita della popolazione è risultato devastante.
Nonostante i progressi fatti in termini di stabilità
politica interna ed assistenza umanitaria alla
popolazione, le condizioni di vita restano molto
gravi e la popolazione non ha ancora accesso a molti
servizi di base.
Il conflitto ha infatti intaccato gravemente la
capacità delle famiglie di soddisfare i propri
bisogni primari, quali un'alimentazione adeguata,
l'accesso all'acqua potabile e ai servizi
igienico-sanitari.
Per questi motivi la Sierra
Leone risulta essere uno dei paesi più poveri del
mondo, soprattutto nelle zone periferiche della
capitale, popolate per lo più da persone che
arrivano dalle zone interne del Paese e/o rifugiati
dagli stati confinanti. I problemi ed i bisogni
riscontrati abbracciano praticamente tutti i
settori, dall’assistenza sanitaria, alla possibilità
di istruzione, al tasso di disoccupazione altissimo,
al degrado sociale dei nuclei famigliari, all’alto
tasso di violenza, alla pressoché totale mancanza di
servizi, ecc.
Le
donne e i bambini sono le vittime principali della
povertà in cui versa il Paese, come tragicamente
dimostrano i tassi di mortalità, tra i più alti al
mondo, nonostante la riduzione della mortalità
infantile negli ultimi anni che, dal 2001 è passata
da 316 bambini morti ogni 1.000 nati vivi al dato
attuale di 270 decessi prima del 5° anno di vita.
Tale dato posiziona il Paese al primo posto nel
mondo come mortalità infantile prima del quinto anno
di vita e per mortalità materna, con 1.800 gestanti
che ogni 100.000 parti muoiono per complicazioni
insorte durante la gravidanza.
A questa situazione già drammatica si è aggiunta la
tragedia degli ex-bambini soldato rapiti dai ribelli
nel corso di incursioni e stragi nei villaggi di
appartenenza e che a conflitto terminato si
ritrovano privi di tutto e con terribili esperienze
di violenza e di morte alle spalle, spesso
insanabili. L’accoglienza e il recupero di questi
bambini è stata per anni la necessità più urgente a
cui padre Berton ha cercato di rispondere fondando a
questo scopo l’associazione Family Homes Movement.
Family Homes Movement (F.H.M.)
Family
Homes Movement (F.H.M.) è una ONG locale nata dal
lavoro di padre Giuseppe Berton nel 1985 e
registrata ufficialmente presso il governo della
Sierra Leone dal 1996
Dall’impegno di padre Berton con i bambini soldato e
di strada, dal suo coinvolgimento con la popolazione
locale e dal suo esempio di missione è stato
possibile far emergere quella capacità associativa
indispensabile per valorizzare e rafforzare la
libera aggregazione delle persone e delle famiglie
sfociata nella creazione di quei corpi intermedi che
costituiscono un tessuto sociale ricco di
corresponsabilità e partecipazione e di F.H.M.
costituisce uno dei principali esempi.
Attualmente in F.H.M. vi sono impegnate più di 50
persone locali a tempo pieno per lo svolgimento
delle varie attività, oltre a diverse persone,
principalmente insegnanti ed operatori sociali
locali, che partecipano a tempo parziale o come
volontari.
La finalità di F.H.M. è quella di accompagnare e
sostenere i bambini e i giovani sierraleonesi che
vivono particolari situazioni di difficoltà ed
emarginazione, in un percorso finalizzato al pieno
recupero della persona in tutte le sue componenti ed
esigenze.
Questo lavoro con un numero sempre maggiore di
ragazzi, ha portato ad aprire il centro di prima
accoglienza San Michel a Lakka, ad ampliare il
numero delle case accoglienza, ed a iniziare
attività specifiche di carattere educativo,
formativo e sociale.
In particolare nel 2001, visti i bisogni educativi e
formativi emersi in particolare nell’estrema area
periferica ad est di Freetown, F.H.M. ha acquisito
un vasto appezzamento di terreno a Mayenkineh (Calaba
town) per costruire un centro educativo che possa da
un lato offrire servizi scolastici e di formazione
professionale adatti ed accessibili ai beneficiari,
e dall’altro essere anche un luogo di accoglienza,
di ritrovo e di riferimento stabile per i giovani
dell’area e per i loro ambiti di appartenenza
(famiglie, clan, comunità).
Oggi padre Berton ed F.H.M. seguono, sostengono e
gestiscono le seguenti iniziative ed opere:
• 52 case accoglienza dislocate in varie parti del
paese (Freetown, Bumbuna, Makeni, Tabai) che
accolgono oltre 350 bambini e giovani. Le case sono
condotte da “genitori” che hanno già figli loro ma
che sono disponibili ad accogliere altri bambini o
ragazzi, mediamente in numero compreso fra i 4 e 6
ragazzi.
• Il centro di accoglienza “Saint Michael” a Lakka
utilizzato come punto di prima accoglienza per i
giovanissimi assistiti in preparazione
all’inserimento in famiglia o all’avviamento alla
vita civile e lavorativa autonoma. Attualmente
ospita circa 40 bambini.
• La scuola primaria e secondaria denominata “Holy
Family Primary School” operativa dal 2004 a
Mayenkineh, nell’area densamente popolata di Cabala
Town, periferia est di Freetown. Ad oggi ospita
1.050 studenti e 45 insegnanti. Attualmente sono
inoltre in fase di realizzazione l’edificio
destinato ad accogliere l’istituto superiore, con
una capienza di circa 200 studenti ed un nuovo
padiglione da adibire asilo.
• Il centro di formazione professionale “Holy Family
Vocational Institute” composto di un padiglione
principale, ultimato nel mese di gennaio 2008 e
destinato alla formazione di falegnami che
attualmente ospita 30 studenti e 5 insegnanti, e due
padiglioni secondari, in fase di realizzazione,
destinati ad ospitare un’officina meccanica per
fabbri, un laboratorio di sartoria e un laboratorio
per la produzione di mattoni in calcestruzzo.
• Programma di sostegno a distanza per oltre 400
bambini ed adolescenti che vivono in condizioni di
particolare difficoltà in varie parti del paese;
questo intervento è svolto in collaborazione con
alcune realtà italiane.
Molte attività ed opere di F.H.M. sono state
realizzate tramite la collaborazione di diversi
donatori ed organizzazioni private italiane,
attraverso il finanziamento di progetti specifici.
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