
Campagna
di solidarietà -
Tende
2010 – 2011
Le forze che cambiano la storia sono le stesse che
cambiano il cuore dell’uomo
La campagna
tende 2010-11 cade in un anno in cui, nella complessità
della crisi globale è successo il terremoto di Haiti.
Migliaia di persone – commosse dai racconti di Fiammetta
Cappellini – hanno preso miriadi di iniziative personali
e non, per sostenere concretamente il lavoro in corso ad
Haiti. La grande occasione della prossima campagna è che
ogni persona che “ha fatto la differenza” in contesti
diversi, possa riproporre la carità come condizione
necessaria della vita.
La proposta
Le ultime tre campagne hanno avuto come titoli:
• 2007: “Vicky, storie
dell’altro mondo in questo mondo”
• 2008: “Lo Sviluppo ha
un volto”
• 2009: “Crisi e
sviluppo: la persona fa la differenza”
Tre anni fa è stato messo
al centro della campagna il soggetto: Vicky, cioè un
volto preciso, poi – due anni fa – è stato specificato
che “lo sviluppo ha un volto”, lo scorso anno è stato
sottolineato che se il soggetto è animato da un incontro
può fare la differenza, in qualsiasi contesto o
situazione.
Cos’è questo sguardo?
Dove la persona si può
ritrovare? La persona ritrova se stessa imbattendosi in
una presenza che sprigiona un’attrattiva, che provoca e
“sconvolge” per una corrispondenza alla vita secondo la
totalità delle sue dimensioni.
L'EDITORIALE di
Roberto Fontolan
E così, come ogni anno,
siamo al lavoro per le Tende. In decine di migliaia
daremo vita a incontri, mostre, cene, partite di calcio,
concerti e tutto ciò che si sprigiona dalla fantasia di
chi desidera compiere un atto di utilità. Un gigantesco
spettacolo che attraversa tutta l’Italia, una epidemia
incurabile che propaga i fatti nuovi in arrivo
dall’America Latina, dall’Africa, dal Libano.
Pezzi di mondo dove accade
un cambiamento, dove lo sviluppo “ha un volto” perché lì
“la persona fa la differenza” (secondo i temi delle
scorse edizioni). E dunque le Tende, prima ancora che un
moto nostro di generosità e solidarietà verso chi è nel
bisogno, prima ancora che una nostra azione, sono una
straordinaria occasione di conoscenza e accoglienza.
Siamo innanzitutto noi a ricevere il segnale che ci
viene dal mondo reale.
Ehi, siamo qui, siamo un
fatto dentro la tua vita, ci dicono i nostri amici, i
nostri fratelli di Haiti e del Kenya (e di tutti gli
altri luoghi che campeggiano sulle Tende di quest’anno,
come potrete vedere nelle pagine di Buone Notizie).
Siamo quelli che desiderano cambiare il cuore - per
poter cambiare la storia, la situazione di bisogno in
cui versiamo; la nostra battaglia è tutti i giorni, non
comincia con l’approvazione di un progetto “sul campo”
né tantomeno finisce con la sua eventuale riuscita; non
potremo guarire tutte le ferite provocate dal terremoto
del Cile o fare la pace tra sciiti drusi e cristiani nel
sud del Libano: lavoriamo per questo, lo sogniamo anche,
ma la certezza che ci guida è di un’altra natura.
Riguarda la “cosa” che siamo, non le tante che facciamo.
La cosa che è il cuore, che è nel cuore e che
desideriamo coltivare, aumentare, comunicare: l’unica
forza che è forte davvero e che ci rende forti in tutte
le circostanze, a volte così difficili.
E così, nel fare come ogni
anno le Tende, impariamo da tutti questi nostri amici
sparsi per il mondo che siamo in realtà dei destinatari,
o meglio: per poter essere mittenti occorre avere un
cuore da destinatario.
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