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Luigi
Giussani High School. Una scuola secondaria per 400
ragazzi.
Taglio del
nastro 3 febbraio a Kampala
Una scuola secondaria per
400 ragazzi di Kireka fatta con 32mila collane di
carta riciclata realizzate dalle donne del Meeting Point
International e distribuite da 1.300 volontari italiani
degli AVSI Point, per le Tende, in azienda, tra amici,
colleghi e in famiglia. Un’amicizia dell’altro mondo che
il Sostegno a distanza permette di continuare.
“Tutto nasce dal desiderio che i
miei ragazzi possano essere guardati come sono stata
guardata io”. Così esordisce Rose Busingye quando le si
chiede della Luigi Giussani High School di Kampala.
“Voglio che questi ragazzi scoprano un rapporto che
riconosca il valore dell’altro, in cui l’altro non deve
diventare lo schiavo delle tue idee, dove l’educatore ti
deve accompagnare al tuo destino. Solitamente, invece,
nelle scuole qui in Uganda e più in generale in Africa,
l’insegnante è il tuo capo e tu sei schiavo di quello
che dice. Quello che ho imparato dal don Gius è che
l’educazione è uno che ti prende per mano e ti dice:
“Vieni, camminiamo insieme, andiamo verso una verità,
che non sono io, ma la verità è un Altro”. Tanto che il
motto della nuova scuola (in Africa ogni istituto ne ha
uno) recita “con le nostre mani, ma con la Sua forza”
ricordando le opere nella tradizione monastica
benedettina.
La “prima Tenda” era un semplice
banchetto allestito fuori da un supermercato in
Lombardia, ricalcando la fine degli Anni ’50 quando i
giovani studenti guidati da don Giussani andavano nella
“Bassa”, la periferia povera di Milano, a portare
gratuitamente attenzione e compagnia alle famiglie
indigenti, senza il pretesto di trovare risposte, né
realizzare azioni filantropiche, bensì imparare
attraverso un gesto esemplare che la legge ultima
dell’esistenza è la gratuità, la carità, contro ogni
possesso egoistico.
Da allora nel periodo natalizio le
Tende di AVSI sono diventate una campagna di
sensibilizzazione e raccolta fondi realizzata grazie al
coinvolgimento di una rete di oltre 12mila sostenitori
volontari, AVSI Point, in Italia e all’estero. Ogni anno
viene presentato un tema specifico, con uno slogan che
vuole far riflettere sulla condizione dell’essere umano
nel mondo, e che detta anche la scelta di progetti che
hanno particolare necessità di essere sostenuti.
Da questa
intuizione, un popolo si è mosso a Kampala come in
Italia, nelle Americhe, in Europa e fino in Asia. In
tutto il mondo è arrivata la domanda, proposta anche
nella campagna delle Tende 2009-2010: abbiamo bisogno di
una scuola secondaria per i ragazzi di Kireka, il
quartiere della capitale in Uganda, dove ha sede anche
il Meeting Point International diretto dall’amica Rose e
le cui donne, madri dei giovani studenti, sono le ormai
famose autrici delle belle collane di carta riciclata. E
così, da tutto il mondo, è arrivato il prezioso
contributo per la costruzione dell’edificio scolastico
che sarà inaugurato il 3 febbraio 2012 e che farà
studiare 400 studenti grazie al Sostegno a distanza. Una
nuova scuola fatta con le collane, fatta cioè con le
migliaia di persone che hanno proposto una collana in
cambio di una donazione. Il risultato è lì da vedere:
oltre 32.000 collane realizzate dalle donne del Meeting
Point hanno percorso chilometri e attraversato i mari
per raggiungere quelle 1.300 persone, amici degli AVSI
Point, che durante le Tende, gli incontri in azienda, le
hanno proposte e raccontate ad amici, colleghi e
parenti. Legati, gli uni agli altri come le collane.
La Luigi Giussani
High School è una scuola secondaria, corrisponde al
liceo in Italia per intenderci. Garantire un percorso
educativo dopo i primi anni della scuola dell’obbligo,
significa dare la possibilità ai giovani di crescere e
accedere, nel futuro, anche all’università. E questa
meravigliosa avventura si concretizza grazie a quella
straordinaria amicizia dell’altro mondo che è il
Sostegno a distanza. “Quando mio padre è morto non avevo
speranza. Prima di incontrare Rose, non pensavo di
potere andare avanti a studiare; ma lei mi ha guardato e
mi ha detto: “Dennis, lo sai che hai un valore? Puoi
fare ciò che vuoi!”. Nemmeno mio padre mi ha mai parlato
così, non mi aveva mai detto che ho un valore, che la
mia vita ha un significato. Una cosa mi è piaciuta
molto: Rose non mi ha semplicemente dato i soldi per
studiare lasciandomi a me stesso, ma ogni volta si è
fermata a parlare con me. Una volta le chiesi cosa
volesse dire con la domanda “credi che la tua felicità
stia nell’andare all’università?” Mi rispose che i
nostri desideri sono infiniti. Questo mi ha spalancato
gli occhi!”. Dennis aveva 7 mesi quando sua madre è
morta, è cresciuto in una famiglia poligama, il padre è
morto di Aids quando aveva 12 anni e da allora è aiutato
dal Meeting Point International di Kampala con il
Sostegno a distanza di AVSI dall’Italia che gli ha
permesso di andare all’università. Storie come questa
evidenziano come sia necessario partecipare alla grande
sfida dell’educazione secondaria in corso in Africa e in
tutti i paesi in via di sviluppo.
Il desiderio per
la nuova scuola è che sia un punto di riferimento, un
luogo in cui gli insegnanti, insieme con gli allievi,
vivano un’esperienza educativa e di crescita umana, dove
la famiglia e la comunità di appartenenza del ragazzo
siano co-protagonisti. “E’ sempre più urgente il bisogno
di dare un’impostazione unitaria alla proposta
educativa. – Afferma John Makoha, responsabile di AVSI
in Uganda – Ciò risulta ancora più evidente a Kireka,
quartiere abitato da persone provenienti da ogni parte
dell’Uganda, di tribù diverse, spesso vittime di guerra
o dell’emarginazione sociale generata dal diffondersi
dell’Aids.”
“L’idea di
costruire una nuova scuola – sottolineano da Kampala
Chiara Broggi e Mauro Giacomazzi di AVSI – nasce proprio
dal fatto che in Uganda nessuno educa i ragazzi a
riconoscere il loro valore e la loro dignità. Nelle
scuole, solitamente, questo non succede, i ragazzi sono
trattati male, spesso picchiati, e al termine del
percorso scolastico sono perfino peggio di quando hanno
iniziato.”
La scuola
secondaria per i ragazzi di Kireka è iniziata due anni
fa in un edificio temporaneo. La prima pietra era stata
posata il 21 maggio 2010 con l’on. Mario Mauro, Rose e
la benedizione di padre Tiboni. A febbraio2012, in
concomitanza con l’inaugurazione dell’edificio, inizia
il nuovo anno scolastico in Uganda e si prevedono di
avere 400 studenti che diventeranno 600 nei prossimi
anni. L’edificio è di circa2.000 metri quadrati di
superficie e ospita 12 classi disposte su 3 piani. Al
momento alcune classi sono adibite a laboratori, uffici
e biblioteca. Nel giro di qualche anno, l’intenzione è
quella di costruire un nuovo building che ospiterà
uffici e laboratori vari. Ogni piano ha il suo complesso
di servizi igienici: una informazione in realtà non così
scontata da queste parti.
Il 95% dei giovani
arriva dal Meeting Point International e la loro
educazione e frequenza scolastica è assicurata da AVSI
con il Sostegno a distanza e da Support International,
il partner tedesco. Questi giovani sono i figli delle
donne di Rose che abbiamo incontrato anche al Meeting di
Rimini nell’agosto 2010 mentre portavano la loro
testimonianza e, arrotolando le collane, ballavano e
cantavano con una gioia incredibilmente travolgente.
Mamme
protagoniste, quasi tutte malate, quasi tutte con il
virus dell’Hiv che hanno sempre chiesto di aiutarle ad
assicurare un futuro ai loro figli. “Chi li aiuterà
quando non ci saremo più? Come diventeranno persone
adulte in grado di prendere le loro decisioni se non
potranno andare a scuola?” Detto fatto. “Queste madri
sono commosse – racconta Rose – dal fatto che grazie
anche alle loro collane, che i volontari degli AVSI
Point hanno instancabilmente proposto a tutti, si sia
costruita una nuova scuola per i loro figli. Sentono che
questa opera nasce dalle loro mani e dall’aiuto degli
amici di tutto il mondo.” Oggi il Meeting Point
International di Kampala, partner del network di AVSI, è
una realtà matura che sostiene più di 5.000 persone
malate di Aids con cure mediche, attività generatrici di
reddito e assicura la scolarizzazione ai bambini. Il
Meeting Point è soprattutto un luogo che ha fatto a
pezzi i soliti luoghi comuni dell’Aids e nel quale il
cuore vince sul pregiudizio e sulla malattia. Lo ha
affermato anche il regista Spike Lee a Cannes alla
premiazione della pellicola cinematografica Greater che
lo raccontava per mano di Emmanuel Exitu.
Ma le mamme del Meeting Point non si sono fermate. Dopo
essersi commosse e aver raccolto dei fondi spaccando
pietre tutto il giorno con martelletti di fortuna da
rivendere come ghiaia ai cantieri edili – anche per le
loro “colleghe americane di New Orleans”, madri nere
come loro, vittime dell’uragano Katrina che ha sconvolto
la costa degli Stati Uniti d’America nel 2008, dando
vita ad una catena di solidarietà alla rovescia – ora
hanno costituito una associazione di catering che
provvede alla preparazione dei pasti per i ragazzi della
nuova scuola e, inoltre, si prendono cura della pulizia
di una parte dell’edificio.
Gli insegnanti
della scuola sono una ventina, tra i quali già un paio
di ex studenti del Meeting Point, e la formazione è
assicurata dal Centro Permanente per l’Educazione (PCE).
Una piattaforma educativa nel board della nuova scuola –
nata da una precedente campagna Tende e con il
contributo del partner spagnolo CESAL e del Ministero
degli Affari Esteri Italiano – che ha già formato oltre
15 mila persone tra cui studenti, professori
universitari, insegnanti, dirigenti scolastici,
assistenti sociali e guardie carcerarie. Il PCE è
impegnato anche sul fronte dell’emergenza educativa in
corso nel Corno d’Africa, organizzando la formazione
agli insegnanti di Dadaab – il più grande campo profughi
del mondo – su richiesta di UNICEF che ha riconosciuto
un metodo educativo particolare e vincente, focalizzato
sul valore di ogni essere umano e che fa scuola in molte
realtà africane. La stessa preside della nuova Luigi
Giussani High School, Sr Biniconcilii Ngabirano, ha
lavorato per molti anni al PCE in qualità di
facilitatrice e, tuttora, è in continuo contatto.
3 febbraio 2012:
taglio del nastro della Luigi Giussani High School con
la partecipazione del Nunzio Apostolico di Kampala,
l’Arcivescovo Paul Tschang In Nam, le autorità locali,
lo staff di AVSI con i suoi partner e numerosi ospiti
internazionali. Ma i veri protagonisti della giornata
sono i ragazzi. Per l’occasione hanno organizzato non
solo canti e balli, ma anche la presentazione di due
mostre: la prima sull’esperienza dei monaci benedettini,
la seconda sulla via Lattea, introdotta dai curatori
della mostra di Euresis. Non possiamo in questa
occasione dimenticare la presenza delle donne del
Meeting Point che vedono realizzarsi un sogno che solo
qualche anno fa sembrava impossibile. La madre di Davis
è un esempio per tutti: si unì al Meeting Point di
Kampala nel 2010 dopo aver scoperto di essere
sieropositiva. Trovare un aiuto per i suoi figli è stato
come una cura per lei. “Quando mia madre seppe di avere
l’Aids fu sconvolta. Gestiva un piccolo chiosco fuori
casa, ma non guadagnava abbastanza per mandarci a scuola
– ricorda Davis – ma il Meeting Point ci aiutò con il
Sostegno a distanza”. “Quando mi resi conto quel giorno
che mio figlio stava per ricevere un sostegno per andare
a scuola, non potemmo neanche cenare. Danzammo tutta la
notte. Fu un sollievo così grande. Ora sapevo che potevo
occuparmi di altre cose mentre mio figlio studiava.” La
nuova scuola non è solo un nuovo edificio nel quale
imparare, ma un luogo bello e sicuro dove i figli di
queste mamme hanno la possibilità di scoprire se stessi
e da qui costruirsi un futuro da uomini protagonisti.
I
numeri della Scuola:
- 400 ragazzi studiano alla Luigi
Giussani High School con il Sostegno a distanza e
diventeranno 600 nei prossimi anni;
- 20 insegnati accompagnano i giovani nel percorso
educativo, formati a loro volta dal Centro Permanente
per l’Educazione (PCE) di Kampala;
- 12 classi ospitano le lezioni, i laboratori e la
biblioteca;
- 2.000 mq è la superficie del terreno sul quale sorge
la scuola;
- 3 piani è alto l’edificio della scuola;
- 85 centesimi di euro è il costo al giorno per
sostenere a distanza un ragazzo, per almeno un anno,
dandogli l’opportunità di studiare;
- 32.000 collane di carta riciclata realizzate dalla
donne del Meeting Point International hanno contribuito
alla costruzione della scuola;
- 1.300 persone volontarie degli AVSI Point hanno
raccolto fondi in Italia per la scuola proponendo le
32mila collane ad amici, parenti e colleghi.
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