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Campagna
di solidarietà -
Tende
2011 – 2012
Alla radice
dello sviluppo: il fattore umano
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ON LINE: aiutaci a cambiare la vita di molti nostri
amici :)
La Campagna delle Tende
Un importante gesto di carità,
nato nel 1990 per sostenere i primi volontari di AVSI
raccogliendo fondi e facendo conoscere il loro lavoro
nel mondo a favore delle popolazioni più fragili.
La “prima Tenda” era un semplice
banchetto allestito fuori da un supermercato in
Lombardia, ricalcando la fine degli Anni ’50 quando i
giovani studenti guidati da don Giussani andavano nella
“Bassa”, la periferia povera di Milano, a portare
gratuitamente attenzione e compagnia alle famiglie
indigenti, senza il pretesto di trovare risposte, né
realizzare azioni filantropiche, bensì imparare
attraverso un gesto esemplare che la legge ultima
dell’esistenza è la gratuità, la carità, contro ogni
possesso egoistico.
Da allora nel periodo natalizio le
Tende di AVSI sono diventate una campagna di
sensibilizzazione e raccolta fondi realizzata grazie al
coinvolgimento di una rete di oltre 12mila sostenitori
volontari, AVSI Point, in Italia e all’estero. Ogni anno
viene presentato un tema specifico, con uno slogan che
vuole far riflettere sulla condizione dell’essere umano
nel mondo, e che detta anche la scelta di progetti che
hanno particolare necessità di essere sostenuti.
Alla radice
dello sviluppo: il fattore umano.
“Perché un
intervento di cooperazione allo sviluppo sia efficace
occorre aiutarsi a riscoprire in sé quel desiderio di
costruire e di migliorare la propria condizione, ed
educare quelle potenzialità e capacità che rendono
ciascuno attore del processo di sviluppo … solo un
rapporto tra persone, mosso da ideali che rispettino
ogni dimensione umana, che sfidino la responsabilità di
chi incontrano (rischio sull’impegno) e che accompagnino
(nel tempo) secondo un cammino educativo, può aiutare la
crescita di soggetti protagonisti e responsabili”
Giorgio Vittadini, presidente Fondazione per la
Sussidiarietà.
(Prefazione del libro della
Fondazione per la Sussidiarietà “Alla radice dello
sviluppo: l’importanza del fattore umano. G.Berloffa,
G.Folloni, I.Schnyder v.W.- Edizioni Guerini e
Associati, Milano 2010)
L'EDITORIALE di
Roberto Fontolan
E così, come ogni anno,
siamo al lavoro per le Tende. In decine di migliaia
daremo vita a incontri, mostre, cene, partite di calcio,
concerti e tutto ciò che si sprigiona dalla fantasia di
chi desidera compiere un atto di utilità. Un gigantesco
spettacolo che attraversa tutta l’Italia, una epidemia
incurabile che propaga i fatti nuovi in arrivo
dall’America Latina, dall’Africa, dal Libano.
Pezzi di mondo dove accade
un cambiamento, dove lo sviluppo “ha un volto” perché lì
“la persona fa la differenza” (secondo i temi delle
scorse edizioni). E dunque le Tende, prima ancora che un
moto nostro di generosità e solidarietà verso chi è nel
bisogno, prima ancora che una nostra azione, sono una
straordinaria occasione di conoscenza e accoglienza.
Siamo innanzitutto noi a ricevere il segnale che ci
viene dal mondo reale.
Ehi, siamo qui, siamo un
fatto dentro la tua vita, ci dicono i nostri amici, i
nostri fratelli di Haiti e del Kenya (e di tutti gli
altri luoghi che campeggiano sulle Tende di quest’anno,
come potrete vedere nelle pagine di Buone Notizie).
Siamo quelli che desiderano cambiare il cuore - per
poter cambiare la storia, la situazione di bisogno in
cui versiamo; la nostra battaglia è tutti i giorni, non
comincia con l’approvazione di un progetto “sul campo”
né tantomeno finisce con la sua eventuale riuscita; non
potremo guarire tutte le ferite provocate dal terremoto
del Cile o fare la pace tra sciiti drusi e cristiani nel
sud del Libano: lavoriamo per questo, lo sogniamo anche,
ma la certezza che ci guida è di un’altra natura.
Riguarda la “cosa” che siamo, non le tante che facciamo.
La cosa che è il cuore, che è nel cuore e che
desideriamo coltivare, aumentare, comunicare: l’unica
forza che è forte davvero e che ci rende forti in tutte
le circostanze, a volte così difficili.
E così, nel fare come ogni
anno le Tende, impariamo da tutti questi nostri amici
sparsi per il mondo che siamo in realtà dei destinatari,
o meglio: per poter essere mittenti occorre avere un
cuore da destinatario.
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