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Testimonianza:
Mattia e Paola di Trento
visitano in Messico il bambino
adottato a distanza
Finalmente, il 26 dicembre, abbiamo incontrato il nostro
“hijo” mexicano: Julio Emmanuel.
La signora Socorro, responsabile del progetto, ci ha fatto
una grandissima sorpresa venendo a prenderci all’Hotel con
Julio.
Lui, inizialmente ci guardava timidamente con i suoi due
grandissimi occhi, poi con il passare del tempo si è sciolto
ed è diventato affettuosissimo.
Tutti e 4 siamo andati a vedere il centro, dove l’AVSI,
grazie ai soldi delle adozioni a distanza, sta cercando di
risolvere il problema della malnutrizione.
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I circa 200 bambini della zona, suddivisi in tre gruppi,
ogni mattina ricevono un’abbondante “colazione” composta da
un pasto completo; tutto sotto gli occhi attenti di una nutrizionista. Julio ci ha raccontato e descritto il rito
del pasto: si entra puntuali in fila indiana, ci si lava le
mani, si prende posto a tavola, si dice la preghiera e si
inizia a mangiare. Finito di mangiare iniziano la scuola e
le altre attività.
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Dopo la visita al centro siamo
andati a casa di Julio: definirla casa è una parola grossa.
Si tratta più che altro di un accampamento, quattro assi che
fanno anche da muro e un tavolo fuori in cortile. Questa è
l’amara realtà.
La zona in cui vive Julio e' una zona
malfamata alle pendici di Monte Alban, periferia di Oaxaca.
Su questa collina sono ammassate centinaia di queste
“casette” di legno che con la pioggia rischiano ogni
volta di franare.
Fa un certo effetto pensare che Monte Alban, uno
dei siti archeologici di maggior interesse del Messico e che
richiama ogni giorni centinaia di “ricchi turisti” è in
realtà una zona poverissima dove si lotta ogni giorno per
sopravvivere. |
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Julio
Emmanuel e i suoi fratelli |
L'incontro con la famiglia è
stato molto bello: c’erano la mamma, la nonna e due dei 3
fratelli di Julio: Juanito e Monica. La situazione familiare
è complicata: 4 figli e 4 padri diversi che adesso non ci
sono più, la mamma con un lavoro saltuario. Ma nonostante
questo cercano di vivere dignitosamente. Abbiamo visto il
quaderno di scuola di Julio, giocato con il fratellino
Juanito, descritto la neve in Italia, sorriso e scherzato
tutti insieme. Julio nel frattempo diventava sempre più
coraggioso; ci ha raccontato della scuola, dei suoi amici e
delle sue partite a calcio. Durante il tempo trascorso
insieme ci siamo accorti dell’importanza di noi “genitori
adottivi” o come ci chiamano loro “padrinos”:
basti pensare che Julio, ma anche sua mamma, conoscevano a
memoria le lettere e le foto che in questi mesi gli abbiamo
spedito; pur non avendoci mai visto sapeva tutto di noi. Per
noi inviare una lettera, vuol dire perdere cinque minuti,
per chi la riceve, come Julio, è una grandissima gioia,
significa essere importante, significa che c’è qualcuno che
ti sta pensando e che ti vuole bene e per qualche minuto,
mentre la legge, regala un sorriso e probabilmente lo fa
sognare.
Prima di salutarci, Julio, ci ha
voluto presentare ai suoi amici, orgoglioso che i suoi
padrinos fossero venuti da oltreoceano a trovarlo (in 10
anni di progetto siamo la seconda coppia che va a trovare il
proprio bimbo a Oaxaca). Dalle “case” vicine in un attimo
sono arrivati quattro bambini, vivacissimi, bellissimi ma
anche un po' gelosi perche' i loro “padrinos”, a
differenza nostra non sono mai andati a trovarli ed è da un
po’ che non gli scrivono. Uno di loro ci ha detto: “tu la conosci Elisa? Puoi dirle che mi scriva e che anche
lei mi venga a trovare?” In cuor nostro avremmo voluto
prendere tutti questi bambini e portarli con noi. È stato
triste dover salutare Julio, la sua famiglia e i suoi amici,
però siamo contenti perché per qualche ora abbiamo regalato
una grande gioia e una grande speranza. Il nostro umore dopo
l’incontro era altalenante: da una parte la felicità di un
incontro che ci ha regalato delle bellissime e
indimenticabili emozioni e dall’altra la tristezza per un
incontro che difficilmente si ripeterà un’altra volta. Siamo
contenti però, perché ci siamo resi conto che con un
piccolissimo sacrifico economico, stiamo aiutando una
famiglia, stiamo regalando e offrendo una speranza.
Grazie Julio, incontrarti è
stato il regalo di Natale più bello che avessimo mai
ricevuto.
Mattia e Paola
di Trento
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