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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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Grazie Raffaella Carrà!

 

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Adozioni a distanza: un sostegno che abbraccia molti bambini in un abbraccio senza confini

 

Con l'adozione a distanza si inizia un rapporto con un bambino o una bambina di un Paese spesso molto diverso dal nostro, per cultura, costumi e tradizione, un Paese che comunque presenta sempre condizioni di vita molto difficili.

Per questo vi sono alcuni comportamenti di cui è assolutamente necessario tenere conto. Adozioni a distanza

Abbiamo riassunto per gruppo omogenei le domande e le risposte più frequenti che i nostri sostenitori ci hanno posto in questi anni.

In questi anni la vita di molti bambini è cambiata. L'impegno di Edus AVSI Network  continua anche con il tuo contributo! Buona navigazione!

Domande e risposte ....

Quando nasce l'adozione a distanza?

In che modo vengono aiutati i bambini?

Chi è il referente locale?

Chi è il sostenitore?

Come nasce un progetto di sostegno a distanza?

Come avviene la scelta della persona da adottare?

Quanti bambini sostiene a distanza AVSI, in quali paesi e quanti bambini avrebbero ancora bisogno di aiuto?

Come avviene l'informazione periodica sull'andamento del progetto? 

Si possono mandare dei regali? 

E' possibile visitare i bambini adottati? 

Cosa succede quando il bambino non può più essere seguito? 

Quanto costa l'adozione a distanza e come sono utilizzati i soldi dell'adozione?

Cosa vuol dire per un bambino poter beneficiare di questo sostegno e quanto è importante che l'impegno venga mantenuto nel tempo?

Come viene spiegato ai bambini da dove arrivano i contributi che li aiutano a vivere meglio?

Quando nasce l'adozione a distanza?

Si fa risalire al 1958 quando negli Stati Uniti missionari del PIME formarono il "Club Missionario dei Genitori Adottivi" al fine di aiutare a distanza i bambini orfani di una missione in Birmania. In Italia le prime adozioni a distanza sono state avviate agli inizi degli anni 1972/3 da missionari e da privati cittadini impegnati nel Terzo Mondo.

Negli anni ottanta e novanta, anche a causa della crisi della cooperazione statale e del crollo delle utopie politiche, questo tipo di solidarietà si diffonde sempre di più coinvolgendo anche il mondo laico.

Secondo il governo attualmente ogni anno sono 1.500 i miliardi donati attraverso l'adozione a distanza. Secondo il censimento del Forum delle Associazioni per l'adozione a distanza i bambini sostenuti dagli italiani sono circa 500.000.

AVSI è stata tra le prime associazioni in Italia ad occuparsi di sostegno a distanza, dal 1993.

Fa parte del Coordinamento La Gabbianella, che riunisce numerose associazioni del settore, e partecipa attivamente al Forum per l'adozione a distanza, che intende far conoscere meglio la realtà dell'adozione a distanza e che a questo scopo ha finora promosso la Carta dei Principi e la Giornata nazionale dell'adozione a distanza il 6 gennaio, con iniziative in tutta Italia, mentre attualmente ha in elaborazione la Carta della Qualità, per approfondire la conoscenza delle modalità operative ed aiutare i donatori a scegliere con più consapevolezza a quale associazione affidarsi.

In che modo vengono aiutati i bambini?

Gli aiuti vengono portati e dati nel paese dove si trova la persona, senza che questa debba abbandonare il proprio contesto familiare, sociale e culturale, favorendo così lo sviluppo della stessa comunità locale.

Non si tratta solo di un aiuto economico, ma richiede anche un coinvolgimento attivo: una responsabilizzazione del sostenitore e l'assunzione di un diverso stile di vita coerente con i valori di solidarietà. Per questo viene richiesto un impegno morale e non giuridico, significando che la libera scelta di solidarietà è più forte e vincolante di qualunque contratto.  

Chi è il referente locale?

Il referente locale è la persona, spesso carismatica, che sta in "prima linea". Può o meno far parte dell'associazione, conosce bene la realtà e le necessità del territorio e si impegna a segnalare i casi da aiutare, a raccogliere e inviare le informazioni sugli adottati e sulla situazione sociale, a promuovere lo scambio epistolare se previsto, a gestire e distribuire gli aiuti economici secondo gli accordi presi, a controllare il positivo e utile svolgimento dell'adozione, a verificare la permanenza dello stato di bisogno.

La fiducia sull'onestà, sulla competenza e sulla disponibilità del referente è condizione fondamentale per l'avvio dell'adozione a distanza e la sua collaborazione è preziosa per il buon andamento del progetto.

Spesso il referente viene invitato in Italia per una conoscenza diretta con i sostenitori e periodicamente i responsabili dell'associazione si recano nei luoghi del progetto per verifiche e approfondimenti.

Chi è il sostenitore?

In genere è una persona o una famiglia, ma sono diffuse anche adozioni a distanza fatte da gruppi di amici, da scuole, da colleghi d'ufficio, da negozi, da sindacati, da enti locali, da condomini. Oltre al senso di solidarietà, in particolare verso i bambini, si possono aggiungere altre e diverse motivazioni: lo scopo educativo verso i propri figli o nell'ambito scolastico; la simpatia o il sostegno a un determinato popolo o paese; il volersi impegnare concretamente a favore di certe classi sociali a rischio come: donne, bambini di strada, orfani, handicappati; il ricordo di una persona cara scomparsa o come regalo per un matrimonio o un anniversario ( invece delle spese per fiori, pranzi o per oggetti di circostanza ).

Lo Stato attraverso: le Commissioni Infanzia del Parlamento, il Dipartimento agli Affari Sociali della Presidenza del Consiglio e il Ministero degli Affari Esteri, di fronte alla rilevanza economica e sociale delle adozioni a distanza, si è posto l'obiettivo di tutelare i cittadini sostenitori, di favorire questa forma di solidarietà e di collegarla alle sue iniziative di cooperazione, agendo in collaborazione con le organizzazioni del settore.

La Scuola è l'istituzione più interessata ai progetti di adozione a distanza in quanto questa esperienza per la sua concretezza e per il fatto che in genere si rivolge alla problematica dell'infanzia è facilmente utilizzabile nella didattica interculturale. Sono molte le singole classi, gli asili nido, le scuole pubbliche e private che adottano a distanza. Gli alunni, e spesso anche le loro famiglie, vengono coinvolti direttamente attraverso un piccolo contributo mensile, ognuno ad esempio da 1 Euro, oppure con l'organizzazione di una festa scolastica o di altre iniziative di raccolta fondi. Assumono molta importanza lo scambio della corrispondenza, gli incontri organizzati periodicamente con rappresentanti delle organizzazioni e con i referenti quando vengono in Italia così come tutto il materiale che può essere utilizzato a scopo educativo. Quando l'adozione a distanza è a favore di una scuola tra le due istituzioni si possono sviluppare forme di gemellaggio con visite reciproche di insegnanti, scambio di esperienze e iniziative di collaborazione.

Come nasce un progetto di sostegno a distanza?

Si costruisce a partire dalla richiesta di aiuto che perviene dai rappresentanti di una associazione locale, da un missionario o da un operatore sociale; persone che i responsabili delle organizzazioni spesso già conoscono, stimano e il cui lavoro viene molto apprezzato.

Di solito occorre comunque una o più visite in loco per elaborare nel dettaglio come finalizzare il progetto, come intervenire e i mezzi economici necessari. Viene individuata la persona che coordinerà gli interventi con le persone adottate a distanza, quella responsabile della gestione in loco dei fondi, la cui correttezza e competenza devono essere fuori discussione, e chi si occuperà di trasmettere le informazioni, seguire lo scambio di corrispondenza con i sostenitori e mantenere i collegamenti con l'organizzazione italiana.

Come avviene la scelta della persona da adottare?

Viene fatta dal referente locale in base ai criteri generali previsti nel progetto e alla sua esperienza nella realtà locale e comunque tenendo in attenta considerazioni le richieste del donatore.

E' un compito difficile dato che innumerevoli sono le situazioni di bisogno e c'è la consapevolezza di intervenire in modo determinante sul futuro delle persone. Comunque chi viene aiutato è una ricchezza per la sua comunità sia perché il sostegno in genere si estende anche alla sua famiglia sia perché spesso accade che queste persone, specialmente se adulte, svolgano a loro volta attività di solidarietà.

La scelta delle persone da sostenere non è definitiva: il referente verifica che l'aiuto sia utilizzato come strumento di crescita secondo le finalità del progetto e se la persona aiutata rifiuta di impegnarsi e si adagia sulla sua situazione di "assistito", dopo adeguate sollecitazioni, può decidere di sostituirla con un'altra persona altrettanto bisognosa di aiuto.

Come avviene l'informazione periodica sull'andamento del progetto e sul bambino adottato?

Presentazione del progetto

Insieme alla scheda individuale del bambino vengono inviate informazioni sulla situazione del Paese e della località in cui il bambino vive, sui problemi che si trova ad affrontare, sulla modalità di consegna dell’aiuto. Sono notizie molto utili per rispondere alle tante domande che nascono dal contatto con una realtà così diversa da quella in cui si trovano normalmente i sostenitori. La quota dell'adozione a distanza permette di realizzare interventi diversi a seconda dei Paesi di residenza del bambino –il costo della vita varia da Paese a Paese–, ma sempre significativi per la sua vita e la sua crescita, spesso in combinazione con altri progetti finanziati con altri mezzi.

Schede

Al momento dell’adesione si riceve la scheda con le notizie personali del bambino
A volte la foto inviata può essere vecchia perché la famiglia non ha soldi per farne di nuove. Sarà allora cura del coordinatore inviare una foto recente appena possibile.
La storia personale può essere poco dettagliata, per la legge sulla privacy (ad esempio per i bambini in istituti, o figli di madri minorenni con problemi giudiziari) o perché le notizie significative non sono molte, non diverse da quelle già illustrate nella presentazione generale.
A volte il bambino, per motivi d’opportunità valutati dal coordinatore locale, non sa di avere un sostenitore individuale.

Notizie

Possono arrivare scritte dal bambino, dalla famiglia o dal coordinatore locale. Possono arrivare comunicazioni e aggiornamenti sul bambino solo da parte del coordinatore locale, se il bambino non sa di avere un sostenitore.
Possono arrivare in ritardo, per le cause più diverse: ritardi postali o problemi logistici. Le priorità di lavoro dei coordinatori locali sono sempre definite dalle necessità dei bambini.
Spesso le comunicazioni possono sembrare troppo brevi o ripetitive. Ma occorre ricordare che si tratta di bambini in condizioni difficili, che faticano a frequentare una scuola, che vivono in abitazioni dove tavoli e sedie sono quasi un lusso e in Paesi dove non c’è cultura scritta, quindi non sono abituati a scrivere lettere.

Corrispondenza

L’indirizzo a cui inviare la propria corrispondenza viene di solito comunicato sulla nostra lettera che accompagna le notizie semestrali: occorre riferirsi sempre all’ultima lettera ricevuta, per tenere conto di eventuali variazioni sopravvenute
È sempre consigliabile l’invio di scritti semplici, cartoline, fotografie, nella lingua indicata
La corrispondenza deve essere indirizzata sempre al coordinatore locale per evitare disguidi
Si deve indicare il nome del bambino solo all’interno della busta.
Non scrivere mai il proprio indirizzo sulla lettera.
A volte i bambini scrivono sulle lettere il proprio indirizzo (in molti Paesi insegnano a scuola ad intestare le lettere), ma non bisogna mai inviare lettere all’indirizzo del bambino perché spesso nei luoghi in cui i bambini vivono non c’è un vero servizio postale; le loro famiglie non dispongono di una casella postale, ma usano quella di conoscenti e le lettere potrebbero venire intercettate e l’indirizzo del sostenitore utilizzato da terzi per richieste improprie
È importante non inviare mai soldi insieme alla corrispondenza.
I coordinatori locali sono impegnati a rispondere a tutte le lettere che ricevono, ma ciò non sempre può avvenire in tempi brevi
Può accadere che le lettere vadano smarrite dai servizi postali dei vari Paesi.
Non vengono forniti indirizzi e-mail, numeri di fax e telefoni per evitare comunicazioni spesso problematiche e comunque fredde con gli stessi bambini, rispetto piuttosto a cartoline, foto, disegni, lettere di carta.

Si possono mandare dei regali?

Verificare sempre con AVSI Sostegno a distanza la possibilità di inviare regali.
In alcuni casi si sconsiglia la spedizione di pacchi: esistono rischi di smarrimento, manomissioni e spesso le spese di sdoganamento sono molto elevate e non accessibili a chi riceve il pacco.
Se vengono inviati oggetti è opportuno che non siano di eccessivo valore economico
C’è la possibilità di inviare contributi extra, gli stessi verranno utilizzati dal coordinatore locale secondo le necessità più urgenti e i desideri del bambino
Se il bambino sostenuto non ha necessità particolari, i contributi extra vengono utilizzati, oltre che per un piccolo presente al bambino, a beneficio di tutti i bambini seguiti dal progetto. La decisione su come utilizzarli è affidata al coordinatore locale, che è presente sul posto e conosce i bisogni e le problematiche dei bambini inseriti nel suo progetto. Sarà lui a dare notizia al sostenitore di come il contributo è stato utilizzato.
Per mandare contributi extra c/c 624234 Banca Popolare Emilia Romagna sede di Cesena, ABI 05387 CAB 23901 oppure ccp 11512472 intestato a AVSI indicando nella causale ‘regalo per + nome bambino + paese’

E' possibile visitare i bambini adottati?

Sono generalmente possibili, ed anzi, auspicabili.
Occorre avvisare con largo anticipo AVSI  per le opportune verifiche
Non è possibile alcun supporto dal punto di vista logistico (alloggio e trasporti) per chi effettua la visita
Il coordinatore sarà a disposizione per organizzare la visita ai progetti e l’incontro con il bambino
È sconsigliato invece invitare i bambini in Italia, per i problemi burocratici connessi all’espatrio dei minori, per gli alti costi, per il trauma che proverebbero al ritorno nella condizione d’origine.

Cosa succede quando il bambino non può più essere seguito?

Quando il percorso di sostegno del bambino si conclude, o quando il bambino non può più essere seguito (miglioramento delle condizioni, trasferimento) il sostenitore riceve una comunicazione in cui gli viene spiegato il motivo dell’interruzione e allo stesso tempo gli viene proposto di continuare il sostegno ad un nuovo bambino.

Talvolta è difficile comprendere ed accettare la fine del sostegno ad un bambino, ma occorre rendersi conto che fare un pezzo di strada insieme ad un bambino, accompagnarlo con il nostro aiuto per alcuni anni, può realmente segnare una svolta definitiva nella sua vita.

Quanto costa e come sono utilizzati i soldi dell'adozione?

Proprio perché non nascono a tavolino, i nostri progetti di sostegno a distanza hanno forme diverse, che dipendono dal contesto, dal paese in cui vengono realizzati, e dalla storia degli incontri che ci portano ad impegnarci in essi, e anche dalle persone che vi lavorano.

In Africa l'adozione a distanza serve prevalentemente per la scolarizzazione (tasse scolastiche, divise, libri, materiale didattico, scarpe - obbligatorie per andare a scuola ma possedute da pochi, specie in certe zone), e per aiuti di emergenza nei casi più gravi (visite mediche, medicinali, alimenti). Contemporaneamente, AVSI si impegna in progetti per la formazione degli insegnanti e degli operatori sociali, in modo che i bambini ricevano servizi di migliore qualità (spesso i bambini, pur iscritti a scuola, in realtà imparano ben poco, per le cattive condizioni delle scuole e per la scarsa preparazione e motivazione degli insegnanti).

In America Latina l'adozione a distanza permette ai bambini di frequentare un centro educativo, scuola materna prima e doposcuola poi. Si tratta di una possibilità importantissima per questi bambini che al centro ricevono cure igieniche e sanitarie, pasti, spesso anche abiti, e che altrimenti sarebbero destinati a passare le loro giornate sulle strade delle favelas, con le terribili conseguenze che si possono immaginare.

In Est Europa, dove purtroppo moltissimi bambini sono rinchiusi in orfanotrofi, in condizioni spesso al limite della disumanità, grazie all'adozione a distanza possiamo realizzare attività educative e ricreative all'interno degli istituti e dare loro integrazioni alimentari, abiti adeguati, giocattoli. Allo stesso tempo, si realizzano progetti per ricercare le famiglie d'origine o per cercare famiglie di accoglienza in cui i bambini possano essere inseriti, e si fornisce a queste famiglie un accompagnamento formativo e se necessario un sostegno materiale.

In Medio Oriente, poi, l'intervento si rivolge principalmente alla scolarizzazione dei bambini più poveri.Infatti pur essendo le famiglie molto attente al tema dell'istruzione, le scuole pubbliche sono di scarsa qualità e le scuole private molto costose. l'adozione a distanza è una grande opportunità per far convivere insieme bambini di culture e religioni diverse, è un importante aiuto nell'oggi e la possibilità di costruire la pace di domani.

L'impegno economico di 312 Euro viene mandata direttamente al referente per sostenere il bambino adottato per quanto riguarda in particolare il sostegno delle attività formative del bambino.

Una piccola  percentuale viene trattenuta per l'organizzazione per le spese di gestione.

Quanti bambini sostiene a distanza AVSI, in quali paesi e quanti bambini avrebbero ancora bisogno di aiuto?

AVSI sostiene a oggi quasi 27.000 bambini in 32 paesi di Est Europa, Africa, America Latina e Medio Oriente. l'adozione a distanza è molto spesso integrato in progetti con altri finanziatori, e questo permette una importante valorizzazione del contributo inviato dai singoli donatori. I bambini ancora bisognosi nel mondo, come purtroppo sappiamo, sono tantissimi.

AVSI individua le realtà su cui intervenire non attraverso studi a tavolino, ma sempre per incontri con persone, i nostri operatori presenti sul posto che si imbattono in situazioni di necessità, o persone locali che chiedono aiuto per la loro comunità.

Condizione indispensabile per poter avviare un progetto di sostegno a distanza è che vi siano persone adulte in grado di seguire i bambini, in un accompagnamento educativo che sempre deve accompagnare qualunque attività di aiuto.

Il nostro metodo infatti si basa sul principio della centralità della persona: la persona umana non è ridotta al bisogno pur grandissimo in cui si trova a vivere, ma è guardata in tutta la sua dignità ed accompagnata in un percorso che la aiuti a prenderne coscienza e ad avere la possibilità di esprimere le proprie potenzialità.

Cosa vuol dire per un bambino poter beneficiare di questo sostegno e quanto è importante che l'impegno venga mantenuto nel tempo?

Una collega tornata da poco da un viaggio su uno dei nostri progetti diceva:

 "quando le persone ci chiedono come viene usato il contributo dell'adozione a distanza, e noi rispondiamo che paghiamo le tasse scolastiche, la divisa, i libri, etc., e a volte sembra di fare poco. E invece per quei bambini è una cosa grandissima, è veramente l'unica possibilità che hanno, vivono in un posto dove non c'è assolutamente niente, niente di bello e niente da fare, andare a scuola è la loro unica opportunità per sperare in un futuro migliore. E infatti vedessi come la amano, la scuola, come sono felici di potervi andare!".

Anche se noi richiediamo un impegno minimo di solo un anno, per poter dare a tutti la possibilità di contribuire, naturalmente l'impegno nel tempo è fondamentale, sia per poter garantire al bambino un reale percorso di sviluppo, sia perché il sostenitore possa partecipare di un rapporto, con il bambino e con i nostri operatori, e perché seguendo l'andamento del progetto attraverso le comunicazioni periodiche possa vederlo crescere e ampliarsi.

Come viene spiegato ai bambini da dove arrivano i contributi che li aiutano a vivere meglio?

Anche questo dipende dal tipo di situazione in cui il bambino vive e in cui ci troviamo ad operare. Vi sono situazioni estreme in cui si ritiene necessario non far sapere al bambino che c'è una persona precisa che si occupa di lui, ma si parla genericamente di aiuto proveniente da amici italiani. Questo perché c'è il rischio di gelosie e invidie tra famiglie, abusi, richieste ulteriori (è capitato che estranei intercettassero comunicazioni destinate ai bambini e si facessero poi presente ai sostenitori chiedendo soldi o addirittura chiedendo ospitalità in Italia...).

Quindi a volte si preferisce non presentare da subito il legame individuale, ma magari, se possibile, rimandarlo a più tardi, quando il rapporto di fiducia tra gli operatori e la famiglia potrà renderlo non più un problema ma una fonte di arricchimento.

Perché non bisogna dimenticare che per il bambino e per la sua famiglia sapere che c'è qualcuno lontano che non li conosce ma che li aiuta è fonte di grandissima gratitudine. Sono tantissimi gli episodi che potremmo citare per raccontare come davvero per chi lo riceve l'adozione a distanza è ben più dell'aiuto materiale, solo un esempio: in Argentina, in un progetto iniziato di recente, alcuni bambini hanno ricevuto una letterina da parte del loro sostenitore, e allora anche tutti i bambini che non avevano ancora ricevuto lettere hanno voluto scrivere ai loro padrini per dire la loro contentezza per questi nuovi amici!

Comunque la modalità in cui informare i bambini dell'esistenza dei sostenitori italiani viene decisa dagli operatori locali, sulla base della situazione. Le nostre operatrici a Novosibirsk, in Siberia, hanno preparato una mostra per spiegare ai bambini sostenuti cos'è l'adozione a distanza, chi sono i sostenitori italiani e anche dov'è l'Italia, con tanto di carte geografiche, e com'è rispetto alla Russia: l'adozione a distanza come occasione per una lezione di geografia sicuramente originale!

 

 

Adozioni a distanza - Un abbraccio senza confini

 

"Condividere i bisogni per
condividere insieme il senso della vita.

Per condividere i bisogni di una persona, è necessario condividere con lei il senso della vita (avere "simpatia" e commuoversi per il suo personale destino); senza di ciò la risposta al bisogno è un gesto di bontà autogratificante, o una strategia politica. 

 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008