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Adozioni a distanza: un sostegno che
abbraccia molti bambini in un abbraccio
senza confini
Con
l'adozione a distanza si inizia un rapporto con un
bambino o una bambina di un Paese spesso molto
diverso dal nostro, per cultura, costumi e tradizione,
un Paese che comunque presenta sempre condizioni di vita
molto difficili.
Per questo vi sono alcuni comportamenti di cui è
assolutamente necessario tenere conto. Adozioni a distanza
Abbiamo riassunto per gruppo omogenei le domande e le
risposte più frequenti che i nostri sostenitori ci hanno
posto in questi anni.
In questi anni la vita di
molti bambini è cambiata. L'impegno di Edus AVSI Network
continua anche con il tuo contributo! Buona navigazione!
Domande e risposte ....
Quando
nasce l'adozione a distanza?
In
che modo vengono aiutati i bambini?
Chi
è il referente locale?
Chi
è il sostenitore?
Come
nasce un progetto di sostegno a distanza?
Come
avviene la scelta della persona da adottare?
Quanti
bambini sostiene a distanza AVSI, in quali paesi e quanti
bambini avrebbero ancora bisogno di aiuto?
Come
avviene l'informazione periodica sull'andamento del progetto?
Si
possono mandare dei regali?
E'
possibile visitare i bambini adottati?
Cosa
succede quando il bambino non può più essere seguito?
Quanto
costa l'adozione a distanza e come sono utilizzati i soldi dell'adozione?
Cosa
vuol dire per un bambino poter beneficiare di questo sostegno e quanto è
importante che l'impegno venga mantenuto nel tempo?
Come
viene spiegato ai bambini da dove arrivano i contributi che li aiutano a
vivere meglio?

Quando
nasce
l'adozione a distanza?
Si fa risalire al 1958 quando
negli Stati Uniti missionari del PIME formarono il "Club
Missionario dei Genitori Adottivi" al fine di aiutare a
distanza i bambini orfani di una missione in Birmania. In
Italia le prime adozioni a distanza sono state avviate
agli inizi degli anni 1972/3 da missionari e da privati
cittadini impegnati nel Terzo Mondo.
Negli anni
ottanta e novanta, anche a causa della crisi della
cooperazione statale e del crollo delle utopie politiche,
questo tipo di solidarietà si diffonde sempre di più
coinvolgendo anche il mondo laico.
Secondo il
governo attualmente ogni anno sono 1.500 i miliardi donati
attraverso l'adozione a distanza. Secondo il censimento
del Forum delle Associazioni per l'adozione a distanza i
bambini sostenuti dagli italiani sono circa 500.000.
AVSI è stata tra le prime
associazioni in Italia ad occuparsi di sostegno a
distanza, dal 1993.
Fa parte del Coordinamento
La Gabbianella, che riunisce numerose associazioni del
settore, e partecipa attivamente al Forum per l'adozione a distanza, che intende far conoscere meglio la realtà
dell'adozione a distanza e che a
questo scopo ha finora promosso la Carta dei Principi e la
Giornata nazionale dell'adozione a distanza il 6 gennaio,
con iniziative in tutta Italia, mentre attualmente ha in
elaborazione la Carta della Qualità, per approfondire la
conoscenza delle modalità operative ed aiutare i donatori
a scegliere con più consapevolezza a quale associazione
affidarsi.

In che modo vengono aiutati i bambini?
Gli
aiuti vengono portati e dati nel paese dove si trova la
persona, senza che questa debba abbandonare il proprio
contesto familiare, sociale e culturale, favorendo così lo
sviluppo della stessa comunità locale.
Non si tratta
solo di un aiuto economico, ma richiede anche un
coinvolgimento attivo: una responsabilizzazione del
sostenitore e l'assunzione di un diverso stile di vita
coerente con i valori di solidarietà. Per questo viene
richiesto un impegno morale e non giuridico, significando
che la libera scelta di solidarietà è più forte e
vincolante di qualunque contratto.

Chi è il
referente locale?
Il
referente locale è la persona, spesso carismatica,
che sta in "prima linea". Può o meno far parte
dell'associazione, conosce bene la realtà e le necessità
del territorio e si impegna a segnalare i casi da aiutare,
a raccogliere e inviare le informazioni sugli adottati e
sulla situazione sociale, a promuovere lo scambio
epistolare se previsto, a gestire e distribuire gli aiuti
economici secondo gli accordi presi, a controllare il
positivo e utile svolgimento dell'adozione, a verificare
la permanenza dello stato di bisogno.
La fiducia sull'onestà, sulla competenza e sulla
disponibilità del referente è condizione fondamentale per
l'avvio dell'adozione a distanza e la sua collaborazione è
preziosa per il buon andamento del progetto.
Spesso il referente viene invitato in Italia per una
conoscenza diretta con i sostenitori e periodicamente i
responsabili dell'associazione si recano nei luoghi del
progetto per verifiche e approfondimenti.

Chi è il
sostenitore?
In genere è una persona o una famiglia, ma
sono diffuse anche adozioni a distanza fatte da gruppi di
amici, da scuole, da colleghi d'ufficio, da
negozi, da
sindacati, da enti locali, da condomini. Oltre al senso di
solidarietà, in particolare verso i bambini, si possono
aggiungere altre e diverse motivazioni: lo scopo educativo
verso i propri figli o nell'ambito scolastico; la simpatia
o il sostegno a un determinato popolo o paese; il volersi
impegnare concretamente a favore di certe classi sociali a
rischio come: donne, bambini di strada, orfani,
handicappati; il ricordo di una persona cara scomparsa o
come regalo per un matrimonio o un anniversario ( invece
delle spese per fiori, pranzi o per oggetti di circostanza
).
Lo Stato
attraverso: le Commissioni Infanzia del Parlamento, il
Dipartimento agli Affari Sociali della Presidenza del
Consiglio e il Ministero degli Affari Esteri, di fronte
alla rilevanza economica e sociale delle adozioni a
distanza, si è posto l'obiettivo di tutelare i cittadini
sostenitori, di favorire questa forma di solidarietà e di
collegarla alle sue iniziative di cooperazione, agendo in
collaborazione con le organizzazioni del settore.
La Scuola
è l'istituzione più interessata ai progetti di adozione a
distanza in quanto questa esperienza per la sua
concretezza e per il fatto che in genere si rivolge alla
problematica dell'infanzia è facilmente utilizzabile nella
didattica interculturale. Sono molte le singole classi,
gli asili nido, le scuole pubbliche e private che adottano
a distanza. Gli alunni, e spesso anche le loro famiglie,
vengono coinvolti direttamente attraverso un piccolo
contributo mensile, ognuno ad esempio da 1
Euro, oppure
con l'organizzazione di una festa scolastica o di altre
iniziative di raccolta fondi. Assumono molta importanza lo
scambio della corrispondenza, gli incontri organizzati
periodicamente con rappresentanti delle organizzazioni e
con i referenti quando vengono in Italia così come tutto
il materiale che può essere utilizzato a scopo educativo.
Quando l'adozione a distanza è a favore di una scuola tra
le due istituzioni si possono sviluppare forme di
gemellaggio con visite reciproche di insegnanti, scambio
di esperienze e iniziative di collaborazione.

Come nasce un
progetto di sostegno a distanza?
Si costruisce a
partire dalla richiesta di aiuto che perviene dai
rappresentanti di una associazione locale, da un
missionario o da un operatore sociale; persone che i
responsabili delle organizzazioni spesso già conoscono,
stimano e il cui lavoro viene molto apprezzato.
Di solito
occorre comunque una o più visite in loco per elaborare
nel dettaglio come finalizzare il progetto, come
intervenire e i mezzi economici necessari. Viene
individuata la persona che coordinerà gli interventi con
le persone adottate a distanza, quella responsabile della
gestione in loco dei fondi, la cui correttezza e
competenza devono essere fuori discussione, e chi si
occuperà di trasmettere le informazioni, seguire lo
scambio di corrispondenza con i sostenitori e mantenere i
collegamenti con l'organizzazione italiana.

Come avviene
la scelta della persona da adottare?
Viene fatta dal referente
locale in base ai criteri generali previsti nel progetto e
alla sua esperienza nella realtà locale e
comunque tenendo in attenta considerazioni le richieste
del donatore.
E' un compito
difficile dato che innumerevoli sono le situazioni di
bisogno e c'è la consapevolezza di intervenire in modo
determinante sul futuro delle persone. Comunque chi viene
aiutato è una ricchezza per la sua comunità sia perché il
sostegno in genere si estende anche alla sua famiglia sia
perché spesso accade che queste persone, specialmente se
adulte, svolgano a loro volta attività di solidarietà.
La scelta delle persone da sostenere non è definitiva: il
referente verifica che l'aiuto sia utilizzato come
strumento di crescita secondo le finalità del progetto e
se la persona aiutata rifiuta di impegnarsi e si adagia
sulla sua situazione di "assistito", dopo adeguate
sollecitazioni, può decidere di sostituirla con un'altra
persona altrettanto bisognosa di aiuto.

Come avviene l'informazione periodica sull'andamento del progetto
e sul bambino adottato?
Presentazione del progetto
Insieme
alla scheda individuale del bambino vengono inviate
informazioni sulla situazione del Paese e della località
in cui il bambino vive, sui problemi che si trova ad
affrontare, sulla modalità di consegna dell’aiuto. Sono
notizie molto utili per rispondere alle tante domande che
nascono dal contatto con una realtà così diversa da quella
in cui si trovano normalmente i sostenitori. La quota dell'adozione a distanza permette di realizzare interventi
diversi a seconda dei Paesi di residenza del bambino –il
costo della vita varia da Paese a Paese–, ma sempre
significativi per la sua vita e la sua crescita, spesso in
combinazione con altri progetti finanziati con altri
mezzi.
Schede
Al
momento dell’adesione si riceve la scheda con le notizie
personali del bambino
A
volte la foto inviata può essere vecchia perché la
famiglia non ha soldi per farne di nuove. Sarà allora cura
del coordinatore inviare una foto recente appena
possibile.
La
storia personale può essere poco dettagliata, per la legge
sulla privacy (ad esempio per i bambini in istituti, o
figli di madri minorenni con problemi giudiziari) o perché
le notizie significative non sono molte, non diverse da
quelle già illustrate nella presentazione generale.
A
volte il bambino, per motivi d’opportunità valutati dal
coordinatore locale, non sa di avere un sostenitore
individuale.
Notizie
 Possono
arrivare scritte dal bambino, dalla famiglia o dal
coordinatore locale. Possono arrivare comunicazioni e
aggiornamenti sul bambino solo da parte del coordinatore
locale, se il bambino non sa di avere un sostenitore.
Possono
arrivare in ritardo, per le cause più diverse: ritardi
postali o problemi logistici. Le priorità di lavoro dei
coordinatori locali sono sempre definite dalle necessità
dei bambini.
Spesso
le comunicazioni possono sembrare troppo brevi o
ripetitive. Ma occorre ricordare che si tratta di bambini
in condizioni difficili, che faticano a frequentare una
scuola, che vivono in abitazioni dove tavoli e sedie sono
quasi un lusso e in Paesi dove non c’è cultura scritta,
quindi non sono abituati a scrivere lettere.
Corrispondenza
L’indirizzo
a cui inviare la propria corrispondenza viene di solito
comunicato sulla nostra lettera che accompagna le notizie
semestrali: occorre riferirsi sempre all’ultima lettera
ricevuta, per tenere conto di eventuali variazioni
sopravvenute
È
sempre consigliabile l’invio di scritti semplici,
cartoline, fotografie, nella lingua indicata
La
corrispondenza deve essere indirizzata sempre al
coordinatore locale per evitare disguidi
Si
deve indicare il nome del bambino solo all’interno della
busta.
Non
scrivere mai il proprio indirizzo sulla lettera.
A
volte i bambini scrivono sulle lettere il proprio
indirizzo (in molti Paesi insegnano a scuola ad intestare
le lettere), ma non bisogna mai inviare lettere
all’indirizzo del bambino perché spesso nei luoghi in cui
i bambini vivono non c’è un vero servizio postale; le loro
famiglie non dispongono di una casella postale, ma usano
quella di conoscenti e le lettere potrebbero venire
intercettate e l’indirizzo del sostenitore utilizzato da
terzi per richieste improprie
È
importante non inviare mai soldi insieme alla
corrispondenza.
I
coordinatori locali sono impegnati a rispondere a tutte le
lettere che ricevono, ma ciò non sempre può avvenire in
tempi brevi
Può
accadere che le lettere vadano smarrite dai servizi
postali dei vari Paesi.
Non
vengono forniti indirizzi e-mail, numeri di fax e telefoni
per evitare comunicazioni spesso problematiche e comunque
fredde con gli stessi bambini, rispetto piuttosto a
cartoline, foto, disegni, lettere di carta.

Si possono
mandare dei regali?
Verificare
sempre con AVSI Sostegno a distanza la possibilità di
inviare regali.
In
alcuni casi si sconsiglia la spedizione di pacchi:
esistono rischi di smarrimento, manomissioni e spesso le
spese di sdoganamento sono molto elevate e non accessibili
a chi riceve il pacco.
 Se
vengono inviati oggetti è opportuno che non
siano di eccessivo valore economico
C’è
la possibilità di inviare contributi extra, gli stessi
verranno utilizzati dal coordinatore locale secondo le
necessità più urgenti e i desideri del bambino
Se
il bambino sostenuto non ha necessità particolari, i
contributi extra vengono utilizzati, oltre che per un
piccolo presente al bambino, a beneficio di tutti i
bambini seguiti dal progetto. La decisione su come
utilizzarli è affidata al coordinatore locale, che è
presente sul posto e conosce i bisogni e le problematiche
dei bambini inseriti nel suo progetto. Sarà lui a dare
notizia al sostenitore di come il contributo è stato
utilizzato.
Per
mandare contributi extra c/c 624234 Banca Popolare Emilia
Romagna sede di Cesena, ABI 05387 CAB 23901 oppure ccp
11512472 intestato a AVSI indicando nella causale ‘regalo
per + nome bambino + paese’

E' possibile visitare i bambini adottati?
 Sono
generalmente possibili, ed anzi, auspicabili.
Occorre
avvisare con largo anticipo AVSI
per le opportune verifiche
Non
è possibile alcun supporto dal punto di vista logistico
(alloggio e trasporti) per chi effettua la visita
Il
coordinatore sarà a disposizione per organizzare la visita
ai progetti e l’incontro con il bambino
È
sconsigliato invece invitare i bambini in Italia, per i
problemi burocratici connessi all’espatrio dei minori, per
gli alti costi, per il trauma che proverebbero al ritorno
nella condizione d’origine.

Cosa
succede quando il bambino non può più essere seguito?
Quando il
percorso di sostegno del bambino si conclude, o quando
il bambino non può più essere seguito (miglioramento delle
condizioni, trasferimento) il sostenitore riceve una
comunicazione in cui gli viene spiegato il motivo
dell’interruzione e allo stesso tempo gli viene proposto
di continuare il sostegno ad un nuovo bambino.
Talvolta è
difficile comprendere ed accettare la fine del sostegno ad
un bambino, ma occorre rendersi conto che fare un pezzo
di strada insieme ad un bambino, accompagnarlo con il
nostro aiuto per alcuni anni, può realmente segnare una
svolta definitiva nella sua vita.

Quanto
costa e come sono
utilizzati i soldi dell'adozione?
Proprio perché non nascono
a tavolino, i nostri progetti di sostegno a distanza hanno
forme diverse, che dipendono dal contesto, dal paese
in cui vengono realizzati, e dalla storia degli incontri
che ci portano ad impegnarci in essi, e anche dalle
persone che vi lavorano.
In Africa l'adozione
a distanza serve prevalentemente per la scolarizzazione
(tasse scolastiche, divise, libri, materiale didattico,
scarpe - obbligatorie per andare a scuola ma possedute da
pochi, specie in certe zone), e per aiuti di emergenza nei
casi più gravi (visite mediche, medicinali, alimenti).
Contemporaneamente, AVSI si impegna in progetti per la
formazione degli insegnanti e degli operatori sociali, in
modo che i bambini ricevano servizi di migliore qualità
(spesso i bambini, pur iscritti a scuola, in realtà
imparano ben poco, per le cattive condizioni delle scuole
e per la scarsa preparazione e motivazione degli
insegnanti).
In America Latina
l'adozione a distanza permette ai bambini di frequentare
un centro educativo, scuola materna prima e doposcuola
poi. Si tratta di una possibilità importantissima per
questi bambini che al centro ricevono cure igieniche e
sanitarie, pasti, spesso anche abiti, e che altrimenti
sarebbero destinati a passare le loro giornate sulle
strade delle favelas, con le terribili conseguenze che si
possono immaginare.
In Est Europa, dove
purtroppo moltissimi bambini sono rinchiusi in
orfanotrofi, in condizioni spesso al limite della
disumanità, grazie all'adozione a distanza possiamo
realizzare attività educative e ricreative all'interno
degli istituti e dare loro integrazioni alimentari, abiti
adeguati, giocattoli. Allo stesso tempo, si realizzano
progetti per ricercare le famiglie d'origine o per cercare
famiglie di accoglienza in cui i bambini possano essere
inseriti, e si fornisce a queste famiglie un
accompagnamento formativo e se necessario un sostegno
materiale.
In Medio Oriente,
poi, l'intervento si rivolge principalmente alla
scolarizzazione dei bambini più poveri.Infatti pur essendo
le famiglie molto attente al tema dell'istruzione, le
scuole pubbliche sono di scarsa qualità e le scuole
private molto costose. l'adozione a distanza è una grande
opportunità per far convivere insieme bambini di culture e
religioni diverse, è un importante aiuto nell'oggi e la
possibilità di costruire la pace di domani.
L'impegno
economico di 312 Euro
viene mandata direttamente al referente per
sostenere il bambino adottato per quanto
riguarda in particolare il sostegno delle attività
formative del bambino.
Una piccola percentuale
viene trattenuta per l'organizzazione per le spese
di gestione.

Quanti bambini sostiene a distanza AVSI, in quali paesi e
quanti bambini avrebbero ancora bisogno di aiuto?
AVSI sostiene a oggi quasi
27.000 bambini in 32 paesi di Est Europa, Africa,
America Latina e Medio Oriente. l'adozione a distanza è
molto spesso integrato in progetti con altri finanziatori,
e questo permette una importante valorizzazione del
contributo inviato dai singoli donatori. I bambini ancora
bisognosi nel mondo, come purtroppo sappiamo, sono
tantissimi.
AVSI individua le realtà su
cui intervenire non attraverso studi a tavolino, ma sempre
per incontri con persone, i nostri operatori presenti sul
posto che si imbattono in situazioni di necessità, o
persone locali che chiedono aiuto per la loro comunità.
Condizione indispensabile
per poter avviare un progetto di sostegno a distanza è che
vi siano persone adulte in grado di seguire i bambini, in
un accompagnamento educativo che sempre deve accompagnare
qualunque attività di aiuto.
Il nostro metodo infatti si
basa sul principio della centralità della persona: la
persona umana non è ridotta al bisogno pur grandissimo in
cui si trova a vivere, ma è guardata in tutta la sua
dignità ed accompagnata in un percorso che la aiuti a
prenderne coscienza e ad avere la possibilità di esprimere
le proprie potenzialità.

Cosa vuol dire per un bambino poter beneficiare di questo
sostegno e quanto è importante che l'impegno venga
mantenuto nel tempo?
Una collega tornata da poco
da un viaggio su uno dei nostri progetti diceva:
"quando le persone
ci chiedono come viene usato il contributo dell'adozione a
distanza, e noi rispondiamo che paghiamo le tasse
scolastiche, la divisa, i libri, etc., e a volte sembra di
fare poco. E invece per quei bambini è una cosa
grandissima, è veramente l'unica possibilità che hanno,
vivono in un posto dove non c'è assolutamente niente,
niente di bello e niente da fare, andare a scuola è la
loro unica opportunità per sperare in un futuro migliore.
E infatti vedessi come la amano, la scuola, come sono
felici di potervi andare!".
Anche se noi richiediamo un
impegno minimo di solo un anno, per poter dare a tutti la
possibilità di contribuire, naturalmente l'impegno nel
tempo è fondamentale, sia per poter garantire al bambino
un reale percorso di sviluppo, sia perché il sostenitore
possa partecipare di un rapporto, con il bambino e con i
nostri operatori, e perché seguendo l'andamento del
progetto attraverso le comunicazioni periodiche possa
vederlo crescere e ampliarsi.

Come viene spiegato ai bambini da dove arrivano i
contributi che li aiutano a vivere meglio?
Anche questo dipende dal
tipo di situazione in cui il bambino vive e in cui ci
troviamo ad operare. Vi sono situazioni estreme in cui
si ritiene necessario non far sapere al bambino che c'è
una persona precisa che si occupa di lui, ma si parla
genericamente di aiuto proveniente da amici italiani.
Questo perché c'è il rischio di gelosie e invidie tra
famiglie, abusi, richieste ulteriori (è capitato che
estranei intercettassero comunicazioni destinate ai
bambini e si facessero poi presente ai sostenitori
chiedendo soldi o addirittura chiedendo ospitalità in
Italia...).
Quindi a volte si
preferisce non presentare da subito il legame individuale,
ma magari, se possibile, rimandarlo a più tardi, quando il
rapporto di fiducia tra gli operatori e la famiglia potrà
renderlo non più un problema ma una fonte di
arricchimento.
Perché non bisogna
dimenticare che per il bambino e per la sua famiglia
sapere che c'è qualcuno lontano che non li conosce ma che
li aiuta è fonte di grandissima gratitudine. Sono
tantissimi gli episodi che potremmo citare per raccontare
come davvero per chi lo riceve l'adozione a distanza è
ben più dell'aiuto materiale, solo un esempio: in
Argentina, in un progetto iniziato di recente, alcuni
bambini hanno ricevuto una letterina da parte del loro
sostenitore, e allora anche tutti i bambini che non
avevano ancora ricevuto lettere hanno voluto scrivere ai
loro padrini per dire la loro contentezza per questi nuovi
amici!
Comunque la modalità in cui
informare i bambini dell'esistenza dei sostenitori
italiani viene decisa dagli operatori locali, sulla base
della situazione. Le nostre operatrici a Novosibirsk, in
Siberia, hanno preparato una mostra per spiegare ai
bambini sostenuti cos'è l'adozione a distanza, chi sono i
sostenitori italiani e anche dov'è l'Italia, con tanto di
carte geografiche, e com'è rispetto alla Russia:
l'adozione a distanza come occasione per una lezione di
geografia sicuramente originale!
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