Adozioni a distanza in
SUDANAdozioni a distanza
Scuola
di Chahari, vicino a Isoke
Cari
amici!
Il
sostegno a distanza in Sudan sarà
avviato a brevissimo.
Una
persona italiana ha trascorso tre mesi sul posto per
verificare la fattibilità, preparare il materiale e
le schede dei bambini e nel giro di qualche giorno
saremo operativi e potremo mandare la documentazione
del bambino assegnato nel giro di alcune settimane.
Il sostegno a distanza
sarà attivato nella scuola di Chahari, vicino a
Isoke, nella diocesi di Torit.
La
scuola si compone di 3 capanne, l'aula insegnanti e'
un albero dalle ampie fronde (le allego qualcuna
delle foto che ho fatto durante la mia missione in
Sud Sudan lo scorso novembre), i bambini vanno a
scuola ma per molti periodi dell'anno non possono
farlo perché devono andare nella foresta a
raccogliere bacche selvatiche o appostarsi per
catturare gli uccellini con la fionda, il tutto per
poter mangiare.
Con il sostegno a
distanza garantiremo un pasto, il materiale
didattico, retribuzione e formazione degli
insegnanti, e cercheremo di rendere la struttura
più adeguata in modo da non dover interrompere le
lezioni nella stagione delle piogge.
Per quanto riguarda le
informazioni, AVSI si impegna ad inviare due
aggiornamenti all'anno e questo per tutti i nostri
progetti di sostegno a distanza e
perciò anche per
il Sud Sudan.
Normalmente e'
possibile anche per il sostenitore inviare lettere e
foto ai bambini, per quanto riguarda il Sudan
sicuramente vi saranno problemi a livello di
trasporto, logistica, comunicazione, tenendo conto
che attualmente la zona si raggiunge solo con
piccolissimi aerei privati, non c'e' posta
elettronica, non ci sono strade praticabili, anche
se speriamo che le cose possano migliorare.
Vuoi
sottoscrivere subito un'adozione in Sudan?
Allora caro amico
CLICCA QUI e nel campo messaggio scrivi "SUDAN"
DANIA TONDINI
Responsabile Adozioni a Distanza di AVSI
in partnership con gli amici di EDUS
REPORT
SULLA SITUAZIONE IN SUD SUDAN
E LA SUA MARTORIATA STORIA
ANNO 2004: Per oltre 20 anni il Sud
Sudan è stato teatro di una guerra tra il nord del
paese, sotto il controllo del Governo di Khartum, ed
il sud, dove l’Esercito di Liberazione del Sudan
si è battuto per
l’indipendenza.
Sono i civili che in questi 20 anni
di guerra hanno pagato il maggior tributo in
termini di vittime Le associazioni per la difesa
dei diritti umani
stimano che almeno 2 milioni
di persone abbiano perso la
vita a causa della guerra.In alcune zone rurali, sanità
e servizi sociali sono
praticamente inesistenti. .....
CLICCA QUI per consultare il report
ECHO approva il progetto.
Cinque settimane di missione AVSI, lo scorso
febbraio, in zone
completamente dimenticate dal mondo.
Dove
solo ora, con i cessate il
fuoco e la speranza degli accordi di pace,
s’incomincia a valutare la
vastità della tragedia. Stiamo parlando
del Sud Sudan, un paese afflitto da una
guerra civile che dal 1983 ha
causato oltre 2 milioni e mezzo di vittime, fra
combattimenti, fame e
malattie. Ma anche più di 4 milioni di sfollati
e profugi.
Responsabili della
missione di valutazione per capire le
emergenze e i bisogni nella contea di Torit,
Pietro Galli, che solitamente
da Kitgum (nord Uganda) coordina i programmi
di emergenza, Andrea Bornati, medico
volontario e diverso
personale locale che collabora sempre con AVSI sui
progetti legati all’emergenza
sudanese, con forti conoscenze del territorio
e dei possibili problemi della popolazione.
Alla missione
hanno anche partecipato la fotografa Silvia
Morara (www.silviamorara.it)
e i giornalisti Claudio Monici di
Avvenire e Gian Micalessin de Il Giornale.
Una missione di estrema
importanza che ha permesso di ottenere
proprio ora l’approvazione del progetto da
ECHO (agenzia umanitaria
dell’Unione Europea) che come obiettivo
prevede l’assistenza alla popolazione della
contea di Torit.
Di
villaggio in villaggio si è incontrata la
popolazione per indagare
sulle necessità e sui problemi che da oltre 10 anni
non sono mai stati affrontati
da nessuna agenzia umanitaria.
Perché guerra e
l’inaccessibilità di queste sperdute zone di
boscaglia e savana, al confine con l’Uganda,
lo hanno impedito. In questi
villaggi acqua, sanità, scuole, sicurezza alimentare
sono i principali problemi emersi dalla
valutazione.Senza contare i possibili profughi in
arrivo se pace veramente
sarà.
|
Alcuni dati
economici riferiti al paese
|
Superficie
:
2 503 890 Kmq
Popolazione :
24 940 683 ab. (cens.1993);
31 100 000 ab. (stima 2000)
Indice di sviluppo
umano:0.499 (139° posto)
Natalità :
4.11 % (1996)
Mortalità Infantile :
6.6 % (2000)
Popolazione Urbana :
36.1% (2000)
Analfabeti :
49.2% (1995)
Debito Estero :
16 326 ml $ USA (1997)
|