I bambini nel mondoAdozioni a distanza
 Ai bambini non
registrati alla nascita viene negata un’identità, un
nome e una nazionalità; nel 2000, oltre 50 milioni di
neonati non sono stati registrati, cioè il 41% delle
nascite nel mondo
11
milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno a
causa di malattie che possono essere facilmente
prevenute con i vaccini.
Circa 120 milioni di
bambini in età scolare non vanno a scuola, di cui il
53% femmine; in Africa subsahariana e in Asia
meridionale oltre 50 milioni di bambine in età scolare
non hanno accesso all’istruzione.
Quasi
ogni paese ha una popolazione di adolescenti che lotta
per sopravvivere nelle strade delle grandi città: i
dati più recenti stimano che il numero di questi
giovani si aggiri intorno ai 100 milioni.
 Povertà:
è la principale causa dei 150 milioni di bambini
sottopeso nei paesi in via di sviluppo, che aumenta il
rischio di morte e compromette lo sviluppo fisico e
mentale.
Dal
1990, oltre 2 milioni di bambini sono stati uccisi e 6
milioni sono stati gravemente feriti nelle guerre. Si
stima che 300.000 minori, di cui 120.000 solo in
Africa, siano stati arruolati con la forza in corpi
militari, per diventare soldati, facchini, messaggeri,
cuochi e schiavi sessuali.
AIDS:
6.000 giovani al giorno contraggono il virus
dell’AIDS. 14 milioni di bambini sotto i 15 anni hanno
perduto uno o entrambi i genitori a causa dell’AIDS.
Lavoro
minorile e sfruttamento: 211 milioni di minori
lavorano; 180 milioni di bambini tra i 5 e i 17 anni
sono coinvolti nelle peggiori forme di lavoro
minorile, un bambino su otto nel mondo.
 Tratta dei minori: è un
business da un miliardo di dollari l’anno, e si stima
che ogni anno coinvolga 1.200.000 bambini e
adolescenti. Nell’Africa subsahariana sta raggiungendo
proporzioni preoccupanti il traffico dei minori
destinati a essere sfruttati in lavori agricoli e
domestici. La tratta delle bambine avviate alla
prostituzione nel Sudest asiatico è un problema di
enormi dimensioni; il traffico è spesso gestito da
autorità di polizia, parenti e tutori, e tutti si
dividono i profitti.
Si è registrato un
notevole incremento nel numero delle ragazzine
provenienti dalla Moldavia, dalla Romania e
dall’Ucraina trasferite clandestinamente in Europa
occidentale da bande criminali con base in Albania, in
Bosnia-Erzegovina, in Kosovo e ex-Jugoslavia.
Dati tratti dal Rapporto
Unicef 2003
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