I
BAMBINI
La persistenza della crisi socioeconomica ha
contribuito ad aggravare la vulnerabilità dei
bambini nel Paese. Sul piano socioeconomico, si nota
la presenza di bambini deportati,
maltrattati, bambini lavoratori, bambini di strada,
bambini vittime di abusi sessuali, ecc. ma
soprattutto il loro elevato tasso di
descolarizzazione.
Sul piano sanitario la vulnerabilità si manifesta
nell’impossibilità per i bambini di accedere alle
cure mediche, nell’elevato numero di bambini
sieropositivi, di bambini con handicap motori o
psichici, di bambini non vaccinati e malati di
morbillo e altre malattie virali, oppure vittime di
carenze alimentari e vitaminiche.
Ugualmente, i bambini sono esposti a numerosi rischi
a livello psicosociale, come mancanza affettiva,
ostacoli a una crescita equilibrata, e a molteplici
disagi, in quanto costretti troppo spesso ad
affrontare la malattia dei genitori. In questo
contesto, alcuni bambini crescono nell’assenza quasi
totale di un adulto di riferimento. Sul piano
nazionale, l’8% dei bambini di meno di 18 anni sono
orfani di padre e/o di madre : l’1% ha perduto
entrambi i genitori, il 5% è orfano di padre e il 2%
di madre.
A causa della crescita del rischio di decesso dei
genitori con l’avanzare dell’età, la proporzione di
orfani di padre e/o di madre aumenta in modo tragico
coll’aumentare dell’età del bambino, passando da
meno dell’1% a 0-1 anni al 18% a 15-17 anni. Non c’è
praticamente alcuna differenza tra i sessi (8% e
9%).
Quanto all’HIV/AIDS, bisogna dire che la Costa
d’Avorio è il paese più colpito in Africa dell’Ovest
da questa malattia con una percentuale stimata
attorno al 7% nel 2002 secondo il rapporto ONUSIDA
del 2004 e del 4,7% nel 2005 secondo EIS. La fascia
d’età da 15 a 49 anni è la più colpita: di questa,
il 51% sono donne, a causa della loro vulnerabilità
socio-economica.
La trasmissione madre-figlio è considerevole (dal 25
al 30%). Il numero di orfani a causa dell’HIV/AIDS
in Costa d’Avorio è stimato attorno ai 310 000, cioè
il 32% sul numero di orfani totale (ancora secondo
il rapporto ONUSIDA 2004). 40 000 bambini vivono con
l’HIV/AIDS, 16 200 bambini sono malati alla nascita.
Le proiezioni per l’anno 2010 prevedono che il
numero degli orfani raggiunga il milione.
Solo circa il 10% di questi bambini beneficiano di
un sostegno e di un’assistenza. L’epidemia di
HIV/AIDS resta evidentemente preoccupante per lo
sviluppo dei paesi africani poiché colpisce la
fascia di popolazione più produttiva (15-49 anni)
della società e interessa tutti i settori
dell’attività socio-economica. Appare come una
minaccia reale per la popolazione, in particolare
per i bambini, vittime innocenti e i soggetti più
vulnerabili.
L’INTERVENTO DI AVSI
Diversi
attori sociali (Istituzioni Internazionali,
Associazioni e ONG come AVSI) contribuiscono alla
realizzazione di una effettiva politica nazionale di
presa in carico ed educazione dei bambini
vulnerabili (OEV). In particolare, il progetto di
AVSI è indirizzato a bambini orfani, o che hanno i
genitori colpiti dall’HIV/AIDS, o che sono essi
stessi malati.
Scopo dell’azione di AVSI è di favorire, per questi
bambini e le loro famiglie, l’accesso
all’istruzione e ai servizi sanitari, e di garantire
loro un sostegno educativo e affettivo, sia
instaurando una relazione personale col bambino e i
genitori (o tutori), sia realizzando attività ed
eventi che coinvolgano tutti i bambini della
comunità in cui AVSI opera. In ogni ufficio AVSI c’è
un’équipe formata da due assistenti sociali
coordinati da un responsabile.
Ogni assistente segue personalmente un centinaio di
bambini. Il rapporto personale tra gli operatori
sociali e i bambini è garantito da visite regolari a
casa, dove vengono incontrati anche i fratelli, e
gli altri familiari, o i tutori, del bambino
seguito. Gli operatori sociali realizzano inoltre
una serie di attività aggregative finalizzate a
rafforzare lo spirito di compagnia tra i bambini e i
ragazzi del quartiere e, in particolare, garantire
l’integrazione sociale dei bambini e degli stessi
parenti sieropositivi che, come avviene spesso in
Africa, sono vittime della stigmatizzazione e quindi
dell’emarginazione da parte della società.
Le attività promosse variano dalle visite guidate ai
tornei sportivi, alle giornate ricreative
caratterizzate da giochi e attività a sfondo
educativo. In Giugno, ad esempio, è stata celebrata
con una festa rivolta a tutti i bambini e alle loro
famiglie la Giornata Internazionale del Bambino: per
l’occasione sono state proposte attività di lettura,
disegno, visione di film su tematiche sociali,
cartoni per i più piccoli, oltre a una conferenza
sul tema dei diritti del bambino per i genitori e
gli adulti.
Per quanto riguarda il sostegno all’istruzione,
oltre ad assistere le famiglie con il pagamento
delle rette e la fornitura di divise e materiale
scolastico, AVSI ha provveduto a organizzare corsi
di recupero pomeridiani, per i bambini con maggiori
necessità. A questo si aggiunge la partecipazione
alla mensa per assicurare loro almeno un pasto al
giorno.
Sul piano sanitario, il progetto si impegna a
realizzare convenzioni con centri di sanità e
ospedali per garantire, ai bambini seguiti e alle
loro famiglie, cure mediche a prezzi più agevolati.
Nella stessa direzione va anche l’impegno per
realizzare campagne di vaccinazione e
anti-parassitaggio. Da non dimenticare le attività
educative in termini di prevenzione.
Un’attenzione speciale, inoltre, viene dedicata ai
casi di bebé con madri sieropositive, i quali, non
potendo ricevere il latte direttamente dalla madre,
ricevono latte in polvere e altri alimenti specifici
per integrare la loro dieta. Allo stesso modo, gli
operatori sociali sono impegnati a seguire i bambini
sieropositivi, che necessitano di farmaci
antiretrovirali, o di altre cure mediche.
Saràgarantito ai bambini anche un sostegno giuridico
e « puntuale », soprattutto a quelli che non sono
stati dichiarati alla nascita e non dispongono
quindi di alcun documento d’identità.
Il progetto di AVSI, infine, non vuole limitarsi a
fornire assistenza ai bambini in difficoltà e alle
loro famiglie, ma puntare piuttosto a generare
progressivamente, in queste stesse famiglie,
condizioni di autonomia tali da scongiurare la
necessità di un intervento esterno.
Si tratta, in questo senso, di promuovere l’avvio
di piccole attività nei settori del mercato locale,
dopo aver individuato le persone disponibili e
interessate e, all’occorrenza, aver donato loro una
formazione adeguata.
Il progetto SAD (Sostegno A Distanza) di AVSI si
sviluppa nel Comune di Yopougon
e nel
Comune di Abobo, nel distretto di Abidjan.