La storia recente dell’Etiopia,
sebbene priva dei frequenti colpi di stato che
caratterizzano la maggioranza dei paesi africani, ha
tuttavia
vissuto guerre, conflitti interni e siccità
ricorrenti.
Dopo la caduta dell’imperatore Haile
Selassie, che ha regnato in Etiopia dal 1930 al
1974, al potere è salita una giunta marxista
capeggiata da Menghistu, a sua volta rovesciata nel
1991 dai ribelli del Fronte di Liberazione del
Tigray (TPLF). Nel 1994 è stata emanata una nuova
Costituzione, in vigore ancor oggi, e da allora si
sono svolte quattro elezioni politiche,
rispettivamente nel giugno del 1995, nel maggio del
2000, nel maggio del 2005 e nel maggio del 2010.
In seguito alla guerra di confine tra
Etiopia ed Eritrea (1998 al 2000), le relazioni tra
i due stati sono rimaste tese e la questione dei
confini ancora non risolta. Dopo la firma del
trattato di pace nel dicembre del 2000, una
commissione internazionale indipendente ha
annunciato, nell’aprile 2002, la decisione presa dai
suoi cinque membri riguardo alla linea di confine.
La demarcazione da loro proposta non è però stata
ancora concordata tra i due stati e una Missione
delle Nazioni Unite per l’Etiopia e l’Eritrea (UNMEE)
ha sorvegliato la zona temporanea di sicurezza,
larga 25 km, posta al confine tra i due stati dal
2000 al 30 luglio del 2008, quando il Consiglio di
sicurezza ha fatto terminare il mandato del UNMEE a
causa delle restrizioni imposte dall’Eritrea al
UNMEE, cosí come il taglio degli approvvigionamenti
di carburante che hanno reso impossibile la
continuazione dello svolgimento dei compiti della
missione delle Nazioni unite e il mantenimento delle
sicurezza per il suo personale.
L’Etiopia, secondo una graduatoria
stilata dalle Nazioni Unite nel 2010 sulla base
dell’Indice di Sviluppo Umano, è al 157° posto su un
totale di 169 paesi presi in esame. Anche
riferendosi a standards africani, il Paese è
caratterizzato da un bassissimo reddito pro capite
ed un elevato analfabetismo. L’Etiopia è ancora
estremamente dipendente dagli aiuti internazionali
per sfamare la sua popolazione; tuttavia l’attuale
Governo è fortemente impegnato nel garantire
l’autosufficienza alimentare del Paese a breve
termine.
Situata nel Corno d’Africa, l’Etiopia
confina con Eritrea, Gibuti, Somalia, Sudan e Kenya.
L’intero territorio è suddiviso in 11 regioni
amministrative che sono: Oromia, Tigray, Amhara,
Afar, Benishangul, Gambela, Harari, Somali, Southern
Nations Nationalities and Peoples Region (SNNPR),
Dire Dawa e Addis Abeba. La lingua ufficiale
dell’Etiopia è l’amarico, anche se lingue come
oromiffa e tigrinya sono molto diffuse in uno stato
che comprende un gran numero di etnie diverse. Le
religioni principali sono quella cristiana ortodossa
e quella musulmana. I maggiori prodotti
d’esportazione dell’Etiopia sono il caffé, le pelli,
i semi oleiferi, la cera d’api e la canna da
zucchero.
Il Sostegno a distanza in Etiopia
Il
progetto SAD in Etiopia nasce in collaborazione con
una scuola cattolica situata a Meki, cittadina a 135
km a sud di Addis Abeba, la capitale, in una zona
rurale e povera della regione Oromia. La Meki
Catholic School e’ una delle poche scuole della zona
e soprattutto l’unica che abbia un insegnamento di
qualità. La scuola é aperta a tutti anche a coloro
i quali non sono in grado di pagare il compenso
scolastico.
Il
progetto si rivolge a 100 bambine selezionate in
base a questi criteri di vulnerabilità
Orfani totali oppure orfani di padre
o madre
Condizione economica della
famiglia/grado di povertà
Numero di bambini in famiglia in età
scolare
Bambine che non vivono con i propri
genitori ma con parenti o tutori
Rendimento scolastico
La
scelta di un progetto di sostegno a distanza rivolta
solo alle bambine, deriva da un’analisi dei bisogni
e delle caratteristiche dell’area d’intervento. In
Etiopia e in particolare in questa zona, infatti, le
figlie femmine non hanno molto spesso le stesse
opportunità di accedere all’insegnamento cosi come i
figli maschi. Inoltre molto spesso le ragazze
abbandonano la scuola presto, senza poter sostenere
gli esami finali a causa di matrimoni e gravidanze
precoci e più in generale a causa del ruolo della
donna nella società, su cui ricadono la maggior
parte dei compiti sia in casa che nei campi.
Pochissime sono le ragazze che riescono a completare
il ciclo scolastico e riescono a superare gli esami
statali finali (grade 10 e 12).
Attraverso il
sostegno a distanza, accompagneremo queste bambine
durante il loro percorso scolastico, dando loro la
possibilitá di avere un’educazione e in seguito una
posizione sociale diversa. Le bambine beneficiano di
diversi interventi diretti, dalla distribuzione del
materiale scolastico necessario, al pagamento del
contributo scolastico richiesto ad ogni studente,
all’assistenza medica e nutrizionale, al sostegno
psicologico.
I
nostri assistenti accompagnano le bambine durante il
percorso del sostegno, attraverso visite famigliari,
scolastiche ed incontri d’ascolto individuali per
garantire un sostegno psicologico, oltre che
materiale alla bambina sostenuta.