AVSI
in Haiti è presente con 15 progetti, 8 persone
espatriate italiane e lavora con 230 native.
Collabora con Unicef, FAO, Unione Europea, EXPO
2015, Comune di Milano, Commissione Giustizia e
Pace, Ministero degli Esteri italiano, Istituto
Italo-Latino Americano. Importanti i fondi privati
di realtà come l’Associazione il Germoglio, BCC di
Treviglio e Carefi n, aiutano AVSI nelle attività;
così come la preziosa
amicizia delle famiglie italiane con il sostegno a
distanza.
La consegna degli aiuti del progetto sostegno a
distanza viene svolta dagli operatori della SAPHA (Solidarité
Avec les Pauvres de Haiti), l’associazione con cui
collaboriamo, i quali consegnano al genitore del
bambino un contributo che poi questi dovrà utilizzare
a favore del figlio.
Gli operatori dell’associazione accompagnano i
genitori nella loro responsabilità. In primo luogo
garantiscono che il contributo venga utilizzato per
pagare le tasse scolastiche, verificano che la
frequenza del bambino a scuola sia regolare e ne
verificano i risultati.
Il contributo viene poi utilizzato anche per
l’acquisto di alimenti, vestiti, materiale scolastico
e per il pagamento delle cure mediche. La consegna dei contributi avviene mensilmente. Questo
facilita un rapporto più stretto con le famiglie e una
verifica più frequente delle condizioni del bambino.
NOTA IMPORTANTE SU ADOZIONI
A DISTANZA
La situazione conseguente al
terremoto in Haiti rende ora il nostro lavoro
molto più difficile. L'emergenza prioritaria ora sono i
soccorsi alla popolazione che intendiamo attivare
con il progetto che
trovi a questa pagina
e per
il quale ti chiediamo un gesto di solidarietà
tramite una donazione. Puoi comunque chiedere di
attivare un'adozione a distanza ad Haiti anche se
nell'immediato non possiamo garantire
l'attivazione dell'adozione a distanza nelle
modalità consuete (invio foto, risposte dei bambini,
invio materiale fotografico, etc.).
Il nostro personale haitiano si sono messi da subito
al lavoro, cercando di far fronte all’emergenza e
aiutando la popolazione nelle priorità più
elementari, compresa quella di accogliere nei nostri
centri i bambini rimasti orfani o che non sono
ancora riusciti a ricongiungersi con le loro
famiglie.
Sostegno a distanza Emergenza Haiti
Essendo un
“Sostegno a distanza in emergenza” saremo in grado
di comunicare solo il nominativo del bambino
affidato e qualche informazione sintetica sulla sua
situazione personale e familiare. Nel corso dei mesi
futuri,cercheremo di integrare queste notizie
(speriamo anche con la foto!) non appena la
situazione andrà migliorando.
«Ora siamo tutti in un
tunnel buio. Ma sentiamo nel cuore che siamo fatti
per la vita. Non da soli, ma con l’aiuto di tutti,
ce la faremo»: con
queste parole di Fiammetta Cappellini,
capo missione AVSI in Haiti, la ringraziamo e la
salutiamo cordialmente.
ALCUNI DATI SUL PAESE – AGGIORNAMENTO
TERREMOTO AD HAITI
Tale terremoto si abbatte
su uno dei Paesi più poveri al Mondo: infatti, con 9,8 milioni di
abitanti, il reddito pro capite annuo è di 361 dollari, il 54% della
popolazione vive con meno di 1 dollaro al giorno e il 78% con meno
di 2 dollari.
L’aspettativa media di vita è 57 anni e quasi metà della popolazione
consiste di giovani sotto i 18 anni. Un minore su sette è orfano di
almeno un genitore e le condizioni familiari sono spesso tragiche:
il 46% delle ragazze sotto i 18 anni sono state vittime di abusi
sessuali, inoltre ci sono 80.000 bambini “restaveks”, cioè in
“domesticità” o semi-schiavitù, in quanto relegati ai lavori
domestici e senza la possibilità di frequentare la scuola.
Per quanto riguarda l’istruzione, la metà della popolazione
complessiva è analfabeta, così come il 33% dei ragazzi tra i 15 e i
18 anni, del resto il tasso di iscrizione scolastica per i bambini
tra 6 e 12 anni è del 23% nelle aree rurali e del 55% in quelle
urbane.
Anche la situazione politica e il livello di sicurezza sono critici:
a seguito di una guerra civile scoppiata nel 2004, le Nazioni Unite
hanno approvato la creazione di una missione per la stabilizzazione
di Haiti, la MINUSTAH. Con un contingente di circa 9.000 soldati e
2.000 civili, essa ha attualmente il mandato di supportare la
stabilizzazione del Paese. Particolare attenzione dovranno porre
questi soldati per evitare episodi di sciacallaggio che si sono del
resto già manifestati.
LA
NOSTRA PRESENZA AD HAITI
Presenza di AVSI in Haiti:
AVSI è presente nel Paese da oltre 10 anni e a differenza di altre
ONG o delle Agenzie delle Nazioni Unite, l’ufficio a Port-au-Prince
è rimasto intatto dal terremoto, il personale espatriato si è
salvato ed è subito operativo, seppur con mille problemi per la
situazione difficile.
Si è provveduto fin dall’inizio a scavare sotto le macerie e a
portare i feriti nei pochi ospedali disponibili. Un grande lavoro si
è fatto anche nel ritrovare il personale italiano in coordinamento
con l’Unità di crisi del Ministero Affari Esteri italiano.
AVSI opera ad Haiti dal 1999 quando avviò un progetto quinquennale
per la formazione superiore agraria nel Municipio di Torbeck,
portando alla creazione di un’azienda agricola sperimentale. Nel
tempo sono stati portati avanti progetti per il miglioramento delle
condizioni di sicurezza alimentare, di approvvigionamento idrico, di
formazione sull’agricoltura ed allevamento e di riforestazione e
protezione ambientale.
AVSI è coinvolta anche a Port-au-Prince, in particolare nei
quartieri di Cité Soleil e Martissant, attraverso interventi a
favore dell’inserimento scolastico di bambini vulnerabili e di
strada, ristrutturazione di scuole, formazione professionale,
sostegno a micro-imprese e dinamiche per la soluzione pacifica dei
conflitti.
EDUSin collaborazione con AVSI ha avviato
fin da subito una serie di azioni miranti ad
alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite
dal tremendo terremoto ad Haiti.
Una
catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva
devastato Haiti, anche se per ora è
impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma
che martedì 12 gennaio 2010, le 16.53 ora locale, quasi
le 23 in Italia, ha colpito l’isola di Haiti e in
particolare la capitale, Port-au-Prince, dove AVSI
lavora dal 1999 con tanti progetti e attività.
Si teme
che i morti siano centinaia e centinaia. L’ennesima
catastrofe che ha nuovamente messo in ginocchio la
popolazione, quella sopravvissuta,
già stremata dalla povertà.