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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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  Adozioni a distanza in ROMANIAAdozioni a distanza

L’aiuto dell'adozione a distanza raggiunge le più importanti città del paese (Bucarest, Constanta, Cluj, Arad, Galati) e numerosi villaggi dell’interno.

Grazie a progetti integrati con vari finanziatori, sono aiutati bambini sieropositivi, attraverso il pagamento dei medicinali e lo svolgimento di attività ricreative nel tempo libero.

Il sostegno ai bambini affetti da HIV è spesso integrato da attività di educazione e sensibilizzazione svolte nelle famiglie. Inoltre l'adozione a distanza permette che i bambini siano accolti in famiglie affidatarie o reinseriti nelle famiglie d’origine, grazie all’aiuto materiale che permette alle famiglie di avere risorse sufficienti per un compito tanto difficile.

Nel villaggio di Cojasca si aiuta l’inserimento dei bambini rom nella scuola materna, elementare e media, fornendo materiale didattico, vestiario, alimenti, medicinali e prodotti per l’igiene. Inoltre per i ragazzi più grandi si svolgono interventi di orientamento e formazione professionale.

Altri interventi riguardano bambini di famiglie povere, con aiuti materiali volti alla scolarizzazione dei bambini e alla prevenzione dell’abbandono.
 

 

 

Situazione sociale in Romania

La Romania presenta al momento attuale una situazione sociale difficile a motivo di una lunga storia politica ed economica altrettanto difficile.
Il livello della vita è in generale molto basso poiché bassi sono gli stipendi ed alta la disoccupazione. La disoccupazione è di circa il 10% ed il salario medio non supera i 3.500.000 lei (120 Euro circa). Il costo dei beni di prima necessità (molti dei quali sono equiparabili a quelli italiani) è alto in paragone con gli stipendi. Pertanto la macchina, la televisione, il telefono e la lavatrice rappresentano per la maggior parte delle persone dei beni di lusso. In campagna poi (la Romania presenta un paesaggio rurale molto esteso che inizia appena fuori dalle grandi città) le case non possiedono né l’acqua corrente,è il gas, né, in molti casi, i servizi igienici.
In un simile contesto molti problemi sviai tendono ad aumentare e, nel tempo, ad aggravarsi. Primo fra essi l’integrazione delle minoranze etniche tra cui gli zingari Rom (nome con cui si sono identificate a livello internazionale le popolazioni migrate nell’XI secolo dall’India e dall’Egitto e stabilitasi, in piccoli villaggi e/o in città, in condizioni di povertà drammatiche.


Situazione degli abitanti di Iazu (comune di Cojasca)

Iazu è un villaggio rurale che appartiene al comune di Cojasca. E’ situato a 45 Km. da Bucarest ed è
Interamente abitato da Rom. Il comune di Cojasca è un comune molto povero, vi appartengono tre villaggi (Cojasca, Fintanele e Iazu) di cui gli ultimi due abitati da Rom e dei quali il villaggio di Iazu presenta condizioni di vita maggiormente critiche. Il villaggio è abitato da circa 3.000 persone che vivono in abitazioni costruite tutte in mattoni ed, in molti casi, terra e fango, di pochi metri quadrati di dimensioni ciascuna in cui abitano insieme intere generazioni (figli, genitori, nonni) fino anche a 10/12 persone. Ciascuna delle abitazioni possiede qualche letto, la televisione, la stufa a legna, la corrente elettrica ed in nessun caso bagno e cucina.

Pochissimi degli abitanti del villaggio possiedono u lavoro fisso. Alcuni di loro ogni giorno percorrono lunghi chilometri per raggiungere la città, unica fonte stabile di occupazione. Altri riescono ad ottenere qualche guadagno grazie a lavori a giornata nei villaggi circostanti, ai lavori stagionali nei campi per i contadini dei villaggi circostanti (periodo che gli abitanti di Iazu chiamano «delle vacche») o alla vendita di mattoni costruiti artigianalmente dagli stessi a fianco delle loro abitazioni.

Si tratta in ogni caso di lavori saltuari non in grado di offrire le risorse sufficienti alle famiglie e ai bambini per una alimentazione adeguata (l’alimentazione «normale» degli abitanti del villaggio è composta di pane, patate, verze, polenta) e per le normali necessità della vita come il vestirsi, l’andare a scuola e la salute.

Le famiglie vivono dei contributi statali per la disoccupazione (900.000 al mese paria 30 Euro circa per un periodo massimo di 9 mesi) e per l’infanzia (210.000 lei al mese pari a 7 Euro circa per ogni bambino iscritto alla scuola fino ai 16 anni). Degli abitanti di Iazu moltissimi sono i bambini: 430 sono solo quelli iscritti alla scuola materna ed elementare cioè in età compresa dai 4 ai 10 anni.

Appartiene infatti alla cultura Rom l’usanza di sposarsi molto presto (anche a 13/14 anni), avere molti figli e considerare importante il legame famigliare, in un contesto come quello rumeno in cui migliaia di bambini sono abbandonati negli ospedali e negli istituti.


Le famiglie dei bambini con bisogni «speciali»

Gli operatori di AVSI hanno incontrato i primi abitanti di Iazu nel 1998 all’ospedale Victor Babes di Bucarest. Si trattava di bambini sieropositivi che andavano periodicamente a farsi curare all’ospedale di Bucarest e che colpirono gli operatori di AVSI per la presenza dei famigliari accanto ai bambini malati. Allora già migliaia di bambini scoperti sieropositivi erano stati abbandonati dai loro genitori negli ospedali. La Romania possiede infatti il triste primato nel numero di bambini sieropositivi infettati attraverso manovre ospedaliere errate (vaccini con siringhe non sterilizzate, trasfusioni di sangue non controllato), databili tutte nei primi anni ’90.

Gli operatori di AVSI andarono a visitare i bambini sieropositivi di Iazu al loro villaggio e constatando le condizioni in cui vivevano, iniziarono i primi sostegni a loro favore. Nel tempo poi il sostegno si è allargato ai bambini portatori da handicap del villaggio, bambini cioè che a motivo del loro stato di salute necessitavano più di altri di un sostegno alla crescita e all’educazione.

Il lavoro allora incominciato e tuttora in corso grazie all'adozione a distanza, intende andare incontro ai primari bisogni materiali ed educativi dei bambini «speciali». In particolare:

Alimentazione adeguata allo stato di salute; i bambini e le loro famiglie godono al momento di un buono alimentare mensile. Dall’inizio dell'adozione a distanza (’98) ad oggi si è passati dalla consegna a domicilio del pacchetto alimentare ad una convenzione con un negozio locale di alimentari dove le famiglie si recano periodicamente ad acquistare generi alimentari in base ad una lista di alimenti tra i quali scegliere di volta in volta ed una somma concordata con ciascuna famiglia e con il negoziante.

Cure mediche; all’inizio del programma Sostegno a Distanza e fino allo scorso anno i bambini venivano visitati settimanalmente al domicilio da un medico appositamente assunto. Ora, considerando il generale miglioramento dello stato di salute dei bambini, della maggiore e migliore collaborazione con i medici locali e di specialità della sezione malattie infettive dell’ospedale di riferimento dei bambini sieropositivi, i bambini vengono visitati periodicamente nel dispensario locale dai medici di famiglia che, in base ad una convenzione effettuata dagli operatori di AVSI con la farmacia del comune, offrono ai bambini stessi e gratuitamente gran parte dei farmaci necessari per il buono stato di salute del bambino. Occorre considerare che in Romania i canali normali di assistenza pubblica (ospedali, dispensario locale) non riescono a garantire le cure i farmaci necessari a causa di continuatagli di spesa. Nel dispensario locale ad esempio i farmaci gratuiti sono disponibili solo i primi 7/8 giorni del mese. Il ricovero all’ospedale avviene poi sempre in condizioni difficili (medici e infermieri che chiedono quasi sempre di essere pagati pur trattandosi di cure gratuite, porzioni di cibo scarse e di qualità scarsa, mancanza di pulizia, assenza della presenza di un parente a causa del corso elevato dei trasporti). Ai bambini sieropositivi e con handicap di Iazu e ai loro genitori è garantito un sostegno economico per i costi di trasporto agli ospedali ed in molti casi sono sostenute, sempre grazie all'adozione a distanza, le spese alimentari per la permanenza all’ospedale l’accompagnamento personalizzato agli ospedali di specialità.

Sostegno ai genitori. I genitori dei bambini con bisogni «speciali» vengono visitati settimanalmente al domicilio degli operatori di AVSI. Si tratta molto spesso di un semplice accompagnamento nell’affrontare e nel superare situazioni difficili(crisi familiare, problemi educativi con i figli, ricerca e primo contatto con medici di specialità) oltre che un aiuto concreto nell’espletamento dei diritti legali legati allo stato di salute dei figli (certificato di invalidità, ecc.). Nel corso dell’ultimo anno si è inoltre offerto ai genitori l’occasione di momenti periodici di condivisione delle particolari problematiche con cui ogni giorno si confrontano, aiutati da alcuni specialisti (psicologo, medico di specialità).

Integrazione scolastica e attività educative per i bambini sieropositivi. La Romania presenta al momento attuale una situazione difficile dal punto di vista dell’affronto di questa particolare malattia. I fondi a disposizione per i trattamenti sanitari sono pochi e la paura della gente nei confronti della malattia è ancora alta. I bimbi sieropositivi di Iazu (al momento 12), come tantissimi altri bambini sieropositivi rumeni, pur avendo raggiunto i 10/12 anni al momento in cui gli operatori AVSI li incontrarono, non avevano mai frequentato la scuola né avevano avuto occasione di stare con altri bambini della stessa età. Ora, dei 12 bambini, 7 frequentano regolarmente la scuola e partecipano a momenti settimanali di recupero scolastico e di attività extra scolastiche (musica e teatro) organizzate dentro la scuola elementare grazie al programma Sostegno a Distanza. Nell’ultimo anno abbiamo cercato di offrire agli stessi bimbi la possibilità di momenti ricreativi e di svago (gite in città e in montagna, feste di compleanno) assieme ad altri bambini della stessa età (compagni di scuola, cugini, vicini di casa).


La scuola

Il lavoro iniziato all’interno della scuola elementare del villaggio per l’integrazione dei bambini sieropositivi ha condotto allora gli operatori di AVSI alla presa di coscienza delle necessità reali ed urgenti esistenti all’interno di essa, affinché i bambini del villaggio in età corrispondente al ciclo primario (in Romania, corrispondente a 4 classi, dai 7 ai 10 anni) potessero godere del normale diritto all’istruzione e all’educazione.
I bambini di Iazu non frequentavano assiduamente la scuola; appartiene alla cultura Rom il non considerare la scuola importante per la vita e la crescita dei propri figli. La situazione economica delle famiglie di Iazu del resto non permetteva loro dia acquistare né i vestiti nuovi né le scarpe. Né tantomeno, il materiale didattico necessario. Così spesso accadeva che a causa del freddo o delle necessità in famiglia (fratelli più piccoli da curare, necessità di manodopera per il lavoro del padre) i bimbi non andavano a scuola. In più la scuola presentava un anno e mezzo fa una situazione critica dal punto di vista delle risorse materiali. La struttura (costruzione vecchia e fatiscente) non disponeva di servizi igienici e lo spazio a disposizione per lo svolgimento delle lezioni era inadeguato alle reali necessità; una delle classi esistenti (di pochi metri quadrati di dimensione) era a disposizione dei bambini di 6 anni per l’ultima classe della scuola materna ma a motivo delle dimensioni de della situazione generale della scuola non aveva mai ottenuto l’autorizzazione al funzionamento dal Ministero dell’Istruzione.
Tutti i bambini della scuola (380) imparavano nel corso di tre turni di rotazione giornalieri (7,30-11/11-14,30/14,30-17) a motivo della mancanza di spazio. I fondi a disposizione per le spese di manutenzione erano insufficienti a garantire il normale così che il materiale per le pulizie e la legna per il riscaldamento spesso mancavano.

La difficile situazione incontrata all’interno della scuola, la generale situazione di analfabetismo degli abitanti di Iazu e la conseguente difficoltà ad affrontare le normali situazioni della vita (es. ricerca del lavoro) ha condotto gli operatori di AVSI a ritenere urgente e necessario un intervento all’interno della scuola, coscienti che solo dall’educazione può partire ogni probabile cambiamento.
Così, grazie all'adozione a distanza, sono stati acquistati da subito: materiale didattico per ciascun bambino (quaderni, matite, libri), materiale didattico speciale per la scuola (registratori, materiale di gioco, cartine), vestiti e scarpe per ciascun bambino, detergenti e disinfettanti per la scuola.

I bambini della scuola inoltre, dalla primavera 2001 e per la prima volta nella loro vita, hanno avuto la possibilità di svolgere gite in città ed in montagna, assieme con i loro compagni e gli insegnanti. L’idea di introdurre simili attività è nata dal desiderio di offrire ai bambini di Iazu la possibilità di scoprire il mondo intorno e al di fuori del loro piccolo villaggio, anche a partire dalla generale mancanza di contenuti da comunicare e dalla incapacità di espressione dei bambini con cui tutte le volte gli operatori di AVSI si scontravano al momento di scrivere le lettere ai sostenitori italiani.
Il supporto dato ai bambini, a condizione che frequentassero la scuola, ha significato l’inizio di un rapporto con i genitori e, attraverso incontri periodici effettuati all’interno della scuola insieme agli insegnanti, un dialogo costante ed insistente su importanti tematiche educative.
Non poche sono state le difficoltà che tuttora ogni giorno incontriamo; la generale rassegnazione indotta dallo stato di povertà in cui la gente vive, la diffidenza sempre un po’ latente negli abitanti del villaggio e nella cultura Rom in genere tale per cui con difficoltà riescono ad immaginare che c’è qualcuno nel mondo che ha deciso di dare a loro un aiuto gratuitamente (in questo la corrispondenza da parte del sostenitore è sempre un aiuto grande), l’abitudine ad essere considerati tutti uguali radicata nella gente a motivo della lunga storia di comunismo, motivo per cui sino ad ora abbiamo chiesto ai sostenitori di utilizzare gli eventuali contributi supplementari per beni che possono essere suddivisi in modo uguale tra i bambini (es. vacanze estive).

l'adozione a distanza nella scuola elementare intende continuare ad offrire ai bambini gli strumenti didattici e personali (vestiti) necessari per lo svolgimento del normale percorso scolastico, alla scuola il materiale necessario per il mantenimento delle condizioni igienico sanitarie (materiali per la pulizia) oltre che implementare attività extra-scolastiche più vicine ai reali interessi e alle potenzialità dei bambini (gite, corsi pomeridiani di musica e teatro, corsi di recupero scolastico, feste di natale e di fine anno).

Nella primavera del 2003 grazie ad un consistente finanziamento ad opera del comune di Madrid, AVSI e UNICEF Romania, è iniziata a Iazu la costruzione di una nuova scuola materna dotata di mensa per il pranzo e la ristrutturazione della scuola elementare dotata ora di servizi igienici, sala medica e arredata completamente a nuovo (banchi, sedie, lavagne, armadi). Il nuovo complesso scolastico è stato inaugurato nel settembre 2003 e oggi è quasi completamente funzionante. A partire da gennaio 2003 ai bambini che frequentano la scuola materna sarà offerto un pasto caldo tutti i giorni e le cure mediche di base necessarie.
Si tratta di un progetto complesso ed ambizioso che intende innanzitutto offrire a 120 nuovi piccoli bambini la possibilità di trascorrere almeno 2 anni nella scuola materna prima di giungere alla scuola dell’obbligo aumentando così le possibilità di esperienze positive e necessarie al loro sviluppo.
La costruzione della scuola materna ed il suo funzionamento nella sua evidente imponenza (la scuola di Iazu è ora la più bella scuola della zona) ha significato un maggiore coinvolgimento degli adulti ( genitori ed istituzioni tutte – la scuola appartiene alla proprietà dello Stato e funziona sotto le direttive dell’Ispettorato scolastico secondo una convenzione di gestione mista pubblico/privata) nella presa di coscienza dell’importanza della scuola, dell’educazione e del lavoro per la vita dei loro bambini.
Quattro uomini del villaggio (genitori dei bambini della scuola) sono stati selezionati ed impiegati direttamente dalla ditta costruttrice nei lavori, altre quattro mamme sono assunte per il funzionamento della mensa e la pulizia dell’ambiente nella scuola materna, uno dei medici del dispensario di Cojasca ed una infermiera locale sono assunti per l’attività medica nella scuola. L’ex-rappresentante dei genitori della scuola è stato assunto da AVSI dall’ottobre 2002 per attività di «mediatore scolastico» (figura professionale appena sorta in Romania riferita esclusivamente alle comunità di Rom) cioè di persona di riferimento della comunità per i rapporti tra gli insegnanti e gli operatori di AVSI con i genitori dei bambini della scuola, specie nei casi di situazioni scolastiche a rischio di abbandono. Una persona della comunità selezionata e formata dal nostro personale sarà poi assunta dal Ministero della Sanità con il prossimo mese di febbraio per attività «mediatore sanitario della comunità» nel tentativo di avvicinare quanto più possibile i genitori dei bambini ai medici del dispensario locale e di aiutarli nella presa di coscienza dell’importanza di certe azioni per la salute dei propri figli (visite periodiche in caso di gravidanze e di malattie infettive quali TBC, compilazione degli atti necessari per l’assicurazione sulla salute, ecc.).
Con l'adozione a distanza s’intende sostenere all’interno della scuola materna il funzionamento della mensa e della sala medica, offrire il materiale personale e didattico necessario ai bambini per il normale svolgimento delle lezioni, implementare attività espressive vicine ai desideri e alle potenzialità dei bambini (feste di compleanno, feste di natale e di fine anno, gite).

Ed è perché non c’è possibilità di cucita, sviluppo ed educazione se non con adulti responsabili ed impegnati nella vita che a partire da settembre 2001 è iniziato l’intervento nella scuola media di Cojasca dove i bambini di Iazu diventati grandi (il ciclo della scuola media in Romania dura quattro anni – dagli 11 ai 14 anni) pian piano si trasferivano al termine della scuola elementare.
Lo stato di bisogno in cui la scuola media versava (la scuola infatti presenta tuttora una situazione drammatica dal punto di vista della struttura e delle risorse a disposizione per il processo educativo), l’età particolare in cui si trovavano i bambini sino ad allora sostenuti, età ricca e rischiosa per molti versi, i loro grandi desideri e le loro aspettative circa il futuro sempre così costrette a fare i conti con l’impossibilità materiale ha portato gli operatori AVSI a ritenere urgente continuare il sostegno ai bambini di Iazu nel momento del passaggio alla scuola media.
Nella scuola media l'adozione a distanza intende offrire ai ragazzi il materiale personale didattico necessario al normale svolgimento del processo scolastico: implementare attività manuali e sportive maggiormente adeguate alle capacità e ai desideri dei ragazzi, gite e vacanze, visite a luoghi di lavoro ed incontri con persone adulte responsabili ed impegnate nel mondo del lavoro per i ragazzi dell’ultimo anno.
Dal settembre 2002 l’iniziativa «borse di studio» resa possibile sempre grazie all'adozione a distanza ha permesso a 8 ragazzi provenienti da Iazu e Cojasca e che avevano terminato la scuola media, di continuare gli studi.
S’intende con l'adozione a distanza continuare e potenziare l’iniziativa borse di studio.

Grazie ad un importante finanziamento da parte del CRAL TELECOMUNICAZIONI, saranno prossimamente attrezzati un laboratorio di informatica all’interno della scuola media e rifatti completamente a nuovo i laboratori di sartoria e fabbro già esistenti all’interno della scuola professionale annessa alla scuola media di Cojasca dove molti dei ragazzi di Iazu si iscrivono al termine della scuola media.
Il tutto a partire da ciò che agli occhi degli operatori di AVSI appariva urgente e necessario alla vita dei tanti piccoli bambini di Iazu affinché fosse loro concessa una educazione secondo la statura dei propri desideri.


Stefania Famlonga


Bucarest, gennaio 2003



 

  Alcuni dati economici riferiti al paese

 

Superficie 238.400 Kmq
Popolazione 22,4 milioni
Reddito pro capite 1720 $
Speranza di vita 69,9 anni
Mortalità infantile 21‰
Analfabetismo 1,8%
Indice sviluppo umano 0,773 (72 posto)
 


 

 

 

REPORT ROMANIA ANNO 2004

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poter fare il nome di ognuno di voi, persone singole o gruppi di persone, amici, comunque tutte persone speciali perché solo insieme a voi riusciamo a rendere un po’ diversa una realtà
difficile come quella in cui vivono i “nostri” bimbi.

E guardando indietro non possiamo che dire “vale la pena”! Nonostante tutte le difficoltà, davanti ai sorrisi dei più piccoli o alle gioie che provano nelle diverse attività, in una realtà che scoprono più grande di quello che si immaginano, non possiamo che dire “ne vale la pena!”.

Nella mia precedente lettera ho voluto farvi avere un’immagine dell’intero progetto, indirizzato ai bambini di Iazu e Cojasca. Adesso, vorrei raccontarVi quello che siamo riusciti a fare,
le difficoltà affrontate e le gioie provate, ma ci vorrebbe tanto. Per questo, vi presenterò solo alcuni episodi e osservazioni che ritengo molto importanti e che danno l’idea del contesto in cui
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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008