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Testimonianza
su Padre Berton
in Sierra Leone
con Davide Rondoni
21 giugno 2007 ore 20,45 Aula
Magna dell’oratorio
del Duomo Via Madruzzo, 45 Trento
Incontro
con lo scrittore Davide Rondoni per la presentazione del
libro Quattro giorni quarant’anni Racconto di un viaggio in
Sierra Leone.




Il cristianesimo non è una
religione nè una una filosofia morale. È
un ragazzo segnato come questi a cui torna la voglia di
vivere. Di fare l’elettricista.
È
l’evento di aver incontrato uno come Padre Berton che ti
tira via da un passato che può diventare
l’incubo del futuro.
PADRE BERTON
Padre Giuseppe Berton, nato a
Marostica nel 1932, da quaranta anni è missionario saveriano
in Sierra Leone. Laureato a Glasgow in filosofìa morale e
logica. Dal '64 al '66 comincia la missione in Sierra Leone
dove dal 1972 si stabilisce definitivamente; nel 1985 inizia
a Bumbuna il Family Homes Movement (movimento case famiglia,
un gruppo di famiglie locali che ospitano in casa propria o
assistono presso due case di prima accoglienza minori di
tutte le età) riconosciuto dallo Stato nel 1996; nel 1997 ha
aperto a Lakka — nella penisola di Freetown — un centro di
accoglienza attivo per il recupero di orfani ed ex-bambini
soldato.
DAVIDE
RONDONI
Davide Rondoni, nato a Forlì
nel 1964, ha pubblicato diversi libri di poesia (Il bar del
tempo, 1999; Avrebbe amato chiunque, 2003; Compianto, vita,
2005) e il romanzo per ragazzi I bambini nascono come le
poesie, 2006.
È presente nelle migliori
antologie di poesia italiana contemporanea, e tradotto in
inglese, francese, russo e spagnolo. Dirige il Centro di
poesia contemporanea dell'Università di Bologna e collabora
da editorialista con «Avvenire», «Il Tempo» e «Libero».
www.daviderondoni.it
Ricordiamo che la
Sierra Leone è uno dei paesi più poveri del
mondo e la situazione si è ulteriormente
aggravata in seguito alla guerra civile che ha
purtroppo portato alla morte di migliaia di
uomini donne e soprattutto bambini e terminata
pochi anni fa.
Le condizioni generali del paese e della città di
Freetown sono rimaste molto problematiche
nell’ultimo anno.
Attualmente viste le
mutate condizioni dei paesi vicini tantissimi
rifugiati e sfollati stanno rientrando in Liberia
(dove comunque la guerra è ancora in corso) e in
Guinea. Freetown si sta spopolando di Guineani e
Liberiani ma contemporaneamente si sta ripopolando
di persone che arrivano dal bush, l’entroterra
povero e cruento dove si è combattuto fina a poco
tempo fa. La società urbana è perciò in continuo
mutamento non è in possesso di dati e non può fare
previsioni.
Inoltre la grave crisi
economica e la corruzione diffusissima rendono di
fatto inefficaci tutte le politiche pubbliche.
Ovviamente la situazione
più difficile la stanno vivendo i bambini, sia nel
contesto urbano, sia nei villaggi e nelle zone
periurbane. Sono molti i casi e i problemi che si
presentano agli operatori che cercano soluzioni per
una realtà fatta di abbandono, sfruttamento,
violenza, malattia e denutrizione, dove ogni caso è
unico e va ascoltato e
accompagnato.
Per questo il metodo
dell’associazione F.H.M. si è rivelato l’unico in
grado di perdurare e di accompagnare i bambini
ex-soldato e i bambini di strada in un percorso di
reintegrazione sociale.
La famiglia è l’unico
luogo in grado di riaccendere il desiderio di
socialità dei bambini e fornirgli la circostanza in
cui una personalità completa possa formarsi
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