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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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Emergenza bambini

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Negli ultimi vent’anni, mentre l’economia mondiale è cresciuta in modo esponenziale, il numero di persone che vivono in povertà è arrivato ad oltre 1,2 miliardi (una persona su cinque) fra cui più di 600 milioni di bambini. Dal 1989, data della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, è certamente cresciuta l’attenzione alla condizione del bambini nel mondo; non si può però affermare che questo abbia automaticamente determinato un suo miglioramento: fame, violenza, sfruttamento economico e sessuale, abbandono, guerre, analfabetismo, tuttora caratterizzano l’esperienza quotidiana di milioni di bambini, in tutte le parti del mondo.

Lo stesso contesto familiare, luogo fondamentale per la qualità di vita e per l’identità stessa di ogni persona, e a maggior ragione di ogni bambino, appare sempre più fragile, esposto a sfide di natura strutturale, relazionale e valoriale che spesso ne distruggono il potenziale educativo e solidaristico. Resta quindi fondamentale, per ogni nazione, per ogni comunità locale, verificare se la società che si sta costruendo giorno per giorno sia capace di offrire alle nuove generazioni opportunità di sviluppo, e non un percorso a ostacoli con sfide impossibili.

La Salute dei Bambini

Morbillo, polmonite ed infezioni intestinali restano tra le principali cause di mortalità infantile nei Paesi in via di sviluppo: quasi ogni anno muoiono 10 milioni di bambini che potrebbero invece essere curati con poche migliaia di lire.

Dei passi avanti sono stati fatti: in trent'anni infatti si è arrivati a vaccinare l'80% dei bambini.

Ma oggi si fa strada un nuovo allarme: l'AIDS.

Milioni di bambini, nati da madri sane, ben nutriti e vaccinati contro le malattie infantili, sono sopravvissuti, al contrario di tanti altri.

Ogni giorno nel mondo 8500 bambini e giovani sono infettati dall'HIV e 2500 donne muoiono di AIDS.

Il paese più colpito risulta essere l'Africa, dove l'AIDS ha causato nell'ultimo decennio distruzioni economico-sociali maggiori di quelle determinate da tutti I conflitti del continente messi insieme, cancellando intere famiglie, villaggi, generazioni, tanto che in molti paesi la speranza di vita sta scendendo a livelli non più toccati dal 1960 o addirittura prima.

Mentre le persone istruite hanno accesso alle conoscenze necessarie per proteggersi dal virus, queste informazioni non riescono a farsi strada presso le persone con istruzione scarsa o nulla.

Secondo uno studio condotto in 35 paesi, la probabilità che le persone non istruite non sappiano niente della malattia è cinque volte superiore rispetto a quella riscontrata in persone con un’istruzione post-elementare.

In Africa, chiunque visiti i villaggi aggrediti dall'AIDS trova uno scenario di capanne deserte, campi incolti, bambini sconvolti e rimasti orfani.

I genitori si ammalano e deperiscono, I bambini, e in particolare gli adolescenti, spesso sono costretti ad abbandonare la scuola per prendersi cura dei propri genitori moribondi e poi dei loro fratelli rimasti orfani.

Spesso perdono qualsiasi diritto sulle proprietà dei genitori e sono evitati o messi al bando dalle loro comunità.

In tutto il mondo l'AIDS sta stringendo nella rete della povertà e della precarietà molti paesi, soprattutto quelli gravati da un ingente debito pubblico, che hanno a disposizione servizi sociali limitati, non in grado di fornire assistenza ai malati di AIDS.

Nutrizione e Fame

La fame, purtroppo, continua ad essere la condizione quotidiana in cui versano centinaia di milioni di persone, nonostante gli innegabili progressi registrati dal alcuni paesi del mondo sottosviluppato nel campo dell'alimentazione e nonostante I massicci aiuti alimentari della comunità internazionale in favore delle aree più depresse.

Si calcola oggi che nel mondo più di un miliardo e 300 milioni di persone ha un'alimentazione insufficiente; di queste, almeno 500 milioni soffrono di fame assoluta.

Inoltre, sono più di 600 milioni le persone al mondo prive di acqua potabile.

Un'alimentazione insufficiente porta a dimagrimento, apatia, debolezza muscolare, depressione del sistema nervoso, minor resistenza alle malattie, invecchiamento precoce, morte per inedia.

Queste conseguenze si manifestano soprattutto nei bambini, la cui mortalità nel Terzo mondo è altissima: ventre gonfio, magrezza, avvizzimento della pelle, apatia, ecc.

Le malattie parassitarie e infettive colpiscono I bambini non solo a causa della denutrizione, ma anche per le precarie condizioni igieniche (acqua inquinata, mancanza di fogne).

Se non si presterà maggior attenzione ai problemi della nutrizione, nel 2020 ci saranno nel mondo oltre un miliardo di bambini poco sviluppati o handicappati a causa dei problemi legati alla malnutrizione.

Secondo la relazione della Commissione ONU sui cambiamenti della nutrizione del XXI secolo, ogni anno nascono 30 milioni di bambini sottopeso, che finiscono per subire arresti nella crescita e danneggiamenti mentali.

Nel mondo ci sono più di 150 milioni di bambini in età prescolare denutriti e altri 200 milioni sono meno sviluppati della media.

Secondo la relazione, le regioni maggiormente colpite sono quelle dell’Asia meridionale, seguita dall’Africa sub-sahariana, il Medio oriente, il Nord Africa, l'America Latina e I Caraibi.

Malgrado il programma mirato a ridurre la carenza di vitamina A nei più piccoli, ci sono ancora 250 milioni di bambini in età prescolare con ritardi mentali a causa di questa mancanza.

Bambini e Guerra

La guerra rimane al giorno d'oggi una delle cause principali di sofferenza per l'infanzia.

I conflitti armati continuano ad insanguinare il mondo, ma se la guerra di per sé non è una novità, certamente lo è il coinvolgimento sempre più massiccio dei civili e, tra questi, dei bambini: nelle guerre attuali si stima che 90 vittime su 100 siano civili.

Il maggior coinvolgimento dei civili nelle guerre è dovuto in parte ad una diversa tecnologia militare rispetto al passato (si pensi ad esempio ai bombardamenti aerei), ma la causa principale del fenomeno sembra risiedere nel fatto che i conflitti contemporanei piuttosto che essere scontri tra due stati sono ormai quasi sempre scontri interni: non si trovano più al fronte eserciti rivali, ma esercito e ribelli o gruppi rivali di civili armati.

Soldati, ribelli e sbandati bersagliano e massacrano impunemente bambini e donne.

Inoltre, la connotazione di scontro etnico di molti conflitti contribuisce a far lievitare tragicamente il numero dei bambini uccisi; il progetto di annientamento dell’etnia nemica passa anche attraverso la spietata eliminazione delle nuove generazioni.

Nelle guerre degli ultimi dieci anni, 2 milioni di bambini sono stati uccisi, dai 4 ai 5 milioni sono stati mutilati, più di un milione sono rimasti orfani o separati dai genitori, 12 milioni sono rimasti senza tetto.

Milioni di bambini sono rimasti traumatizzati dalla violenza che hanno subito o di cui sono stati testimoni e innumerevoli altri sono morti per mancanza di cibo e di cure mediche.

Essi sono particolarmente a rischio durante le guerre: le mine, troppe da contare, spezzano vite e mutilano corpi; lo stupro di bambine e donne diventa un'arma di guerra; i conflitti causano crisi economiche che fanno aumentare la povertà e riapparire malattie già sconfitte, innalzando in maniera consistente il tasso di mortalità infantile.

La povertà, la instabilità politica prolungata, l'avidità dei signori della guerra e il vuoto di potere preparano il campo a molte di queste guerre e alla malnutrizione, alla morte delle madri e dei bambini, all'analfabetismo e alle discriminazioni.

Non a caso oltre la metà dei paesi più poveri al mondo sono alle prese con crisi incipienti o in pieno sviluppo.

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008