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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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Nairobi, Kenya: St. Kizito Vocational Training Institute

nigeria.jpg (33057 byte)Il St. Kizito Vocational Training Institute, localizzato alla periferia di Nairobi, viene realizzato da AVSI e dalla Arcidiocesi di Nairobi,con fondi del Governo Italiano, Ministero Affari Esteri -Cooperazione allo Sviluppo, e` ora gestito su incarico della stessa Arcidiocesi. E` un Istituto che offre corsi di formazione professionale generalmente di due anni, con esami effettuati da Istituzioni governative e organismi intarnazionali. Avviato nel 1994 con tre corsi di formazione e 63 studenti, nell'anno 2001 l'Istituto offre 8 corsi

(meccanici auto ed elettrauti, elettricisti, elettronici, falegnami, sarte, idraulici e lavorazione metalli, segretarie azienda, computer) ospitando circa 400 studenti.In totale fino all'anno 2000 piu` di 1.300 giovani hanno frequentato l`Istituto. I dipendenti della scuola sono 29 e tra questi 21 insegnanti. Particolarmente significativa e' la percentuale di alunni che superano gli esami, pari circa al 95%.

Il punto fondamentale di lavoro e` la proposta educativa alla persona del giovane come introduzione alla realta`. Da qui nasce una posizione attenta a tutti i bisogni implicati nella presenza del giovane nella scuola e in particolare al bisogno educativo che chiede anche una particolare cura della qualità della formazione professionale offerta.

Il bisogno educativo viene affrontato attraverso un comune lavoro degli insegnanti nell’approfondimento della consapevolezza della loro funzione di educatori e attraverso la proposta ai ragazzi di un rapporto di amicizia che varchi anche i confini della vita a scuola. Un ambito dove il giovane possa fare esperienza della positività della realtà e riconquistare una sguardo pieno di speranza su se stesso.

Una tale posizione ha portato la scuola a vivere un’ apertura alla realta` sociale, specialmente quella imprenditoriale, alla quale viene proposta una possibilità di lavoro comune al fine di offrire una formazione realmente efficace dal punto di vista dei bisogni del mondo del lavoro. Diversi sono gli esempi di imprenditori e manager aziendali, tra i quali per es quelli della PIRELLI, TOYOTA e GENERAL MOTORS, che hanno avviato un ormai consolidato rapporto con la nostra scuola (si rendono disponibili per corsi di aggiornamento degli insegnanti, opportunità di apprendistato per studenti, donazione di attrezzature per i laboratori ecc.)

 

Per rispondere al bisogno degli studenti del St Kizito di inserirsi nel mondo del lavoro è stata realizzata una partnership tra AVSI, St. Kizito VTI e l’Associazione no profit COWA (Companionship of Works Association).

La collaborazione prevede un programma di intervento per assistere ex studenti e giovani disoccupati o sottocupati della periferia di Nairobi nella ricerca di opportunita` di lavoro e nell` avvio di piccole attivita` in proprio. L`attivita` e` svolta attraverso due servizi: il primo favorisce la comunicazione tra il giovane che cerca lavoro e l`azienda, rispondendo agli elementari bisogni delle persone (preparare un curriculum vitae, affrontare un colloqui di lavoro, individuare ditte dove inviare domande di assunzione, ecc) e offrendo alle aziende un punto di riferimento capace di preparare il candidato e offrire una prima selezione degli stessi. (fatto molto importante per le aziende sempre alla ricerca di personale affidabile. Piu` di 400 persone si sono presentate ai nostri uffici nel 2001.

Il secondo, attraverso formazione e consulenza, favorisce un realistico e responsabile approccio alla opportunita` di avviare una attivita` in proprio. E` stato individuato un programma che possa accompagnare il giovane attraverso le diverse fasi imprenditoriali ( dalla generazione di idee, al

studio di fattibilita`, allo start up ecc), accentuando la responsabilita` personale e fornendo adeguati e indispensabili strumenti professionali.

Anche in queste due attivita` il punto fondamentale e` educativo. Un aiuto ad una valorizzazione di se` e di coscienza della realta` e la proposta di un luogo che e` l`alternativa alla solitudine, anche e in particolare  dal punto di vista professionale.   Dal marzo 2001 circa 110 persone  hanno partecipato a corsi di formazione, favorendo l'avvio di 23 micro aziende,  anche attraverso piccoli prestiti finalizzati a rendere possibile l'inizio dell'attività.

Kampala, Uganda: COWA Vocational Training Centre e
CENTENARY Vocational Training School

AVSI è direttamente coinvolta nel sostegno e nell’attività quotidiana di due scuole professionali di Kampala. Le scuole sono private e gestite da una organizzazione non governativa locale (il COWA) che è parte del netwok AVSI. La formazione professionale non-governativa è la sola parzialmente efficace in Uganda, poiche` il governo al momento non ha risorse necessarie per un piano che copra tutto il paese con strutture adeguate. Recentemente un grosso progetto per la rivitalizzazione della formazione professionale in Uganda, con finanziatori internazionali e l`avvallo del governo, ha indirizzato i suoi sforzi a 20 scuole di formazione professionale private per tutto il paese e tra queste sono comprese le due scuole del COWA sorte e funzionanti con la collaborazione di AVSI.

 Il COWA Vocational Training Centre

La scuola e` situata nella periferia di Kampala in una zona che si sta trasformando da rurale ad industriale ed offre corsi di falegnameria, carpenteria metallica e muratura (e` previsto un ulteriore sviluppo nel prossimo futuro con corsi di impianti elettrici ed informatica). La scuola e` attualmente frequentata da 30 studenti ed ha   diplomato, nel corso di questi anni, 101 ragazzi, di cui circa il    90%  e` riuscito ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Sorta nel 1995, la scuola e` nata come conseguenza di una altra attivita`: alcuni operatori AVSI avevano iniziato una presenza costante all`interno del riformatorio giovanile di Kampala (turnover annuale di circa 500 adolescenti) con ragazzi che erano stati incarcerati a seguito di problemi legati alla poverta` e  all`abbandono. Poiche` molti avevano manifestato il desiderio di cambiare e ricominciare, e` stato creato questo centro come una esperienza di “bottega” (scuola – lavoro). Tuttora la maggior parte degli studenti viene dal riformatorio dove il COWA continua una presenza educativa quotidiana. Collegate alla scuola ci sono anche “case di accoglienza” per quegli studenti che sono senza casa o sono stati abbandonati dalla famiglia (in genere il legame con i genitori si ricrea dopo alcuni anni, quando i ragazzi riescono a diplomarsi e a trovare un lavoro). La scuola e` cresciuta anche come impostazione: non e` piu` una  “bottega artigiana con alcuni apprendisti” ma e` una vera scuola professionale a cui il Ministero dell`Educazione ha chiesto un contributo culturale per la preparazione dei propri programmi di settore. Si e` sviluppata anche una collaborazione con alcune industrie locali, a cui vengono chiesti stages per gli studenti e valutazioni sul grado di preparazione raggiunto dai ragazzi.

 Il CENTENARY Vocational Training School

Questa scuola e` stata iniziata da un missionario irlandese nel 1992 per accogliere le ragazze orfane a motivo dell` AIDS che cominciava ad incontrare in Kampala. Il bisogno primario era accogliere e ridare coraggio a chi, avendo perduto entrambi i genitori, era abbandonato dai parenti, messo ai margini della societa` perche vittima dell`AIDS e trattato come servo in casa altrui. L`esperienza  e` cresciuta rapidamente ed e` stata affidata al COWA dal fondatore stesso. Ora la scuola, frequentata da  65 ragazze che vengono tutte da situazioni di disagio sociale urbano, offre corsi di sartoria, cucina e attivita` creative artigianali.

 

Manaus, Brasile: la scuola agricola Rainha dos Apóstolos

Per secoli l’uomo dell’Amazzonia ha vissuto di quello che la foresta gli offriva, mentre oggi si registra una diminuzione di ciò che la foresta può offrire all’uomo. Occorre pertanto imparare a coltivare la foresta rispettandola e nel contempo incrementarne la produttività. Uscire dall’estrattivismo ed entrare nella fase della produzione non è però possibile senza che all’uomo siano dati i mezzi tecnici e culturali necessari per fare un salto qualitativo nel modo di rapportarsi con l’ambiente.

La scuola agricola “Rainha dos Apóstolos”, ubicata a 30 Km da Manaus, nel cuore della foresta amazzonica, tenta di rispondere a questa esigenza. Essa accoglie ogni anno circa 300 giovani indios, figli dei piccoli produttori agricoli dell’interno dell’Amazzonia, per offrire loro una formazione umana e professionale, insegnando tecniche e metodologie di produzione e di allevamento che possano essere in seguito riprodotte nei luoghi di origine, per contribuire al miglioramento della qualità di vita delle comunità indigene e al tempo stesso concorrere al mantenimento e alla salvaguardia dell’ecosistema amazzonico, oggi seriamente in pericolo. Essa è una realtà unica nel suo genere perché poche sono le strutture, sia pubbliche che private, in Amazzonia, che preparano tecnici per il mondo agricolo, e quelle che esistono orientano piuttosto alle grandi aziende agricole che alle piccole realtà all’interno, che sono la maggioranza.

Fondata nel 1974 ad opera dei Padri Missionari del PIME, dal 1990 è gestita dalla Cooperativa “São José”, un’opera sociale senza fini di lucro costituita da persone di Manaus. Dallo stesso anno AVSI collabora con la scuola attraverso l'invio di volontari, tecnici e formatori e con progetti di ammodernamento e sviluppo finanziati fra gli altri dalla Cooperazione italiana e dalla UE.

La scuola offre un percorso formativo completo dall’asilo fino al diploma professionale, riconosciuto dallo Stato. Essa però per le specifiche finalità concentra i suoi sforzi negli ultimi cinque anni che vengono svolti in regime di internato.

Dato che i giovani indios non posseggono mezzi economici, gli alunni pagano solo una tassa simbolica d'iscrizione. La scuola provvede pertanto all'alimentazione, al materiale didattico e, in alcuni casi, anche al vestiario.

L’impostazione pedagogica della Scuola è improntata sulla difesa e valorizzazione della cultura indigena, non sulla sua sostituzione con schemi e valori della cultura occidentale: non a caso, molti dei docenti sono di origine e provenienza indigena (generalmente ex studenti della Scuola stessa). La proposta di formazione avanzata dalla scuola, suscitando l'ammirazione e lo stupore di tutti, non solo riesce a permettere una convivenza pacifica tra le diverse identità tribali, ma favorisce il costituirsi di vincoli di unità e collaborazione estremamente utili e proficui per lo sviluppo della persone e del popolo che vive all'interno dell'Amazzonia.

Annessa alla scuola c’è un'azienda agricola che ha una superficie di circa 200 ettari, la maggior parte dei quali sono rimasti a foresta tropicale. Solo una cinquantina di essi è oggetto di coltivazione.

La funzione principale dell’azienda è quella di consentire agli alunni una sperimentazione pratica durante i cinque anni di internato di tutto quanto si apprende in aula.

Gli alunni alternano momenti di lezioni teoriche al lavoro pratico di formazione agricola nei settori della zootecnia, dell'agronomia e delle industrie agrarie. Qui acquisiscono la tecnica degli innesti; imparano a coltivare secondo principi che non siano di sfruttamento intensivo bensì migliorativi del terreno su cui lavorano; vengono loro insegnate tecniche razionali per la selezione e il miglioramento genetico delle razze di allevamento e la conservazione di alcuni prodotti.

Nell'azienda si allevano bovini, suini, caprini, conigli, anitre selvatiche e api. Alcune specie di pesci e tartarughe in pericolo di estinzione sono allevate con lo scopo di ripopolare la foresta circostante. Le coltivazioni sono quelle tipiche della foresta tropicale: maracujà (frutto della passione), arancio, papaya, limone, mango, cocco, pupunha. Oltre alla produzione di verdure e legumi è stata avviata anche un'attività di giardinaggio finalizzata alla produzione di piante ornamentali. Ai giovani vengono insegnate anche tecniche per la trasformazione dei frutti tipici della regione, come ad esempio la mandioca, dalla cui lavorazione si ottengono farina e altri derivati per la produzione di liquori, dolci e marmellate, oltre che imparare le varie fasi per la produzione di formaggi.

La seconda funzione dell’azienda è di sostenere la scuola attraverso le proprie produzioni, riducendo la necessità di acquistare i cibi per l’alimentazione degli alunni. In effetti la produzione diretta arriva a coprire l’80% dei fabbisogni della scuola.

La scuola nel corso di questi anni si è affermata come una realtà assai significativa per la vita degli indios e di tutta la regione amazzonica. Gran parte degli alunni formatisi alla scuola stanno ora lavorando nelle loro comunità di origine, svolgendovi una funzione di traino e incentivo per l'agricoltura e numerosi piccoli produttori agricoli della regione trovano nella scuola un efficace polo di sperimentazione e divulgazione di tecniche innovative. Tutto ciò produce un miglioramento del tenore di vita degli indios nelle comunità di villaggio e contribuisce a salvaguardare l'intero ecosistema amazzonico.


Tunisi, Tunisia: formazione di formatori

Le scuole fondate e gestite dalla Chiesa cattolica in Tunisia godono di una lunga e stimata tradizione: le fondazioni più antiche risalgono alla metà del XIX secolo e le più recenti agli anni cinquanta. Dopo la proclamazione di indipendenza del Paese, nel 1956, la Chiesa ha ottenuto di proseguire, autofinanziandosi ed adeguando i programmi di insegnamento a quelli stabiliti dallo stato, la sua opera educativa rivolta alla gioventù tunisina, con scuole materne, elementari e professionali. Le scuole della Prelatura, in cui c’è pieno rispetto per la tradizione culturale tunisina ed insieme l’attenzione a promuovere i valori umani universali, sono frequentate da quasi 5.400 bambini e ragazzi delle diverse fasce sociali ; la quasi totalità del personale (oltre 400 operatori) è locale. La popolazione dimostra una grande fiducia ed un grande apprezzamento nei confronti di queste scuole, per la qualità dell’insegnamento e la cura per la formazione umana che hanno sempre assicurato.

L’importante evoluzione in atto nel Paese, con i suoi risvolti positivi (maggiore respiro culturale, più contatti con realtà esterne, più risorse a disposizione) e negativi (diffondersi di situazioni familiari instabili e disordinate, perdita di riferimenti significativi, proliferare di bisogni indotti e conseguente disagio giovanile) sollecita tuttavia la Prelatura a dedicare un’ulteriore attenzione alle scuole, sul piano educativo e didattico come sul piano organizzativo e strutturale. Un adeguamento delle strutture e delle attrezzature scolastiche (piuttosto obsolete) è necessario per rispondere alle esigenze attuali ed in considerazione del fatto che anche l’ambiente fisico ha una valenza educativa. Non meno necessaria è la formazione-aggiornamento del personale, perché sia in grado di svolgere efficacemente e consapevolmente il proprio compito in una realtà che evolve.

A questo livello interviene il progetto formativo di AVSI, con contributi dell’Unione Europea, per il personale delle scuole di base della Prelatura di Tunisi (direttori, insegnanti, sorveglianti, amministrativi, ausiliari). Il presupposto è che, nella diversità di ruoli e di mansioni, tutti gli adulti che operano nella scuola formano la comunità educante ed hanno una responsabilità nella crescita dei bambini; la finalità è incrementare le professionalità e la condivisione educativa all’interno di ciascuna scuola, sviluppare lo scambio di esperienze e la collaborazione tra le diverse scuole, permettere contatti con altre realtà educative. Più nello specifico: l’obiettivo per i direttori e responsabili (persone non tunisine, con formazione ed esperienze diverse) è l’aggiornamento sui cambiamenti in atto nel sistema scolastico e sociale tunisino, su orientamenti e metodologie pedagogico-didattiche, sui fattori che favoriscono la qualità globale del servizio; per gli insegnanti, è l’assunzione e/o l’incremento di sensibilità, approcci, metodologie e tecniche che permettano loro di conoscere, valorizzare e aiutare a crescere l’alunno (anche quello in situazione di disagio) nella sua globalità ; per i sorveglianti (personale con compiti sia educativi sia segretariali) e per gli amministrativi, l’acquisizione di competenze operative aggiornate (come l’impiego dell’informatica) e lo sviluppo di competenze comunicative; per il personale di servizio, l’adeguamento delle tecniche di lavoro per migliorare il livello di igiene e sicurezza.

Sono previsti sia interventi specifici per ciascuna categoria professionale e per le singole scuole, sia interventi trasversali.

Tra le azioni finora attuate, particolare interesse ha avuto uno stage formativo in Marocco per i responsabili scolastici, che ha permesso loro di incontrare, raccogliendo utilissimi suggerimenti, l’esperienza dell’ECAM (Enseignement Catholique au Maroc), nelle cui scuole sono stati introdotti il progetto formativo, la pedagogia del progetto, la Biblioteca Centro di Documentazione.

 

 
 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 11 giugno, 2008