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Ogni
progetto sorge come risposta ad un bisogno specifico, emerso dall’incontro
con alcune persone, non è l’Associazione, quindi, a
determinare astrattamente il bisogno e dove si trovi.
Di conseguenza, non
esiste un modello standard di progetto, si valorizzano con l’aiuto di
personale competente e capace di lavorare in modo flessibile, realtà già
presenti ed operanti sul territorio (anche in termini di risorse umane, di
cultura e di professionalità).
1.
CENTRALITÀ DELLA PERSONA
Realizzare
progetti di sviluppo avendo come punto centrale la persona significa
anzitutto condividerne i bisogni, condividerne il senso della vita e
commuoversi per il suo personale destino: senza di ciò la risposta al
bisogno è un gesto di bontà autogratificante, o una strategia politica.
Partire dalla persona sarebbe astratto se la persona non fosse vista nelle
sue relazioni primarie – la famiglia – e secondarie - la comunità
locale, la società locale -.
2.
PARTIRE DAL POSITIVO
Ogni
persona, ogni comunità, per quanto carente, rappresenta una ricchezza e
presenta un suo patrimonio.
Questo principio di metodo tende a valorizzare e
rafforzare ciò che le persone hanno costruito, la loro storia, le relazioni
esistenti, cioè quel tessuto sociale e quell’insieme di esperienze che
costituiscono il loro patrimonio di vita.
E’ un punto operativo fondamentale, che nasce da un
approccio positivo alla realtà che fa capire alla persona
il suo proprio valore, la sua dignità; e nel contempo
l’aiuta ad una responsabilità.
3.
FARE CON
Un
progetto “calato dall’alto” è violento perché non partecipato oppure
inefficace in quanto solo assistenziale.
La modalità con cui
EDUS propone
il progetto e lo attua è quella di fare assieme alle persone, cioè partire
dal rapporto con la gente cui il progetto è rivolto e costruire sulla base
dei passi che maturano con loro.
4
SVILUPPO DEI CORPI INTERMEDI E SUSSIDIARIETÀ
Il
quarto punto del metodo EDUS è favorire e sviluppare le possibilità di
aggregazioni, cioè riconoscere, valorizzare e favorire il costituirsi di
corpi sociali intermedi e di un tessuto sociale ricco di partecipazione e di
corresponsabilità. Il diritto di ogni persona alla libertà di associazione
e di intrapresa, anche economica, si rivela, nell’esperienza, una forza
potente di cambiamento.
Un progetto è sociale non perché “lavora con i
poveri”; un progetto è sociale perché mobilita una realtà presente
secondo le sue dimensioni integrali di sviluppo: persona, famiglia, comunità.
Questo è, nella nostra esperienza quello che deve intendersi per capacity
building.
5.
PARTNERSHIP
La
partnership deriva dall’applicazione della sussidiarietà.
Partire da un soggetto esistente, che coinvolge
nell’azione le amministrazioni locali, le forze sociali,
le istituzioni internazionali, nel cooperare, secondo i
rispettivi ruoli, a rispondere al bisogno con cui ci si
confronta.

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