Per
rispondere urgentemente al grido doloroso della popolazione
d'Abruzzo, colpita dal terremoto, EDUS
sostiene l’appello della Fondazione Banco Alimentare Onlus
“per raccogliere e distribuire generi alimentari per aiutare
chi è stato colpito da un così grave evento - ha spiegato
Monsignor Mauro Inzoli, presidente della Fondazione Banco
Alimentare Onlus.
In questo momento, in cui le
necessità principali sono il pane e la casa, la Fondazione
Banco Alimentare Onlus vuole essere in prima linea a
condividere il dolore di questo popolo, consapevole che
dalla gratuita condivisione del bisogno nasce sempre un
germoglio di speranza, ora più che mai indispensabile per
affrontare la fatica del vivere".
Per sostenere la Fondazione Banco Alimentare Onlus ad
aiutare le popolazioni colpite dal terremotoi privati possono fare una donazione in denaro, non
sarà possibile accettare donazioni di alimenti.
TERREMOTO IN ABRUZZO
Passione dell’uomo, passione di Cristo
Ancora una volta siamo stati
feriti nell’intimo del nostro essere da un evento
sconvolgente. Così sconvolgente che è difficile sottrarsi
alla domanda circa il suo significato, talmente supera la
nostra capacità di comprensione.
La questione è tanto radicale quanto scomoda. Non possiamo
cercare di chiuderla in fretta, desiderando di voltare
pagina quanto prima per dimenticare. Non è ragionevole
restare prigionieri di una emotività che ci soffoca, tanto
meno spostare l’attenzione su eventuali responsabili. La
carità sterminata, che si è documentata in questi giorni
come moto spontaneo e che sarà necessaria soprattutto nei
prossimi mesi quando ci sarà più bisogno di aiuto, indica
che la dimenticanza non è l’unica strada.
Eppure neanche questa mossa è in grado di esaurire l’urgenza
della domanda, suscitata dall’esperienza della nostra
impotenza di fronte al terremoto. Eventi come questo ci
mettono davanti al mistero dell’esistenza, provocando la
nostra ragione e la nostra libertà di uomini. Sprecare
l’occasione di guardarlo in faccia ci lascerebbe ancora più
smarriti e scettici.
Ma per stare davanti almistero dell’esistenza abbiamo
bisogno di qualcosa di più della nostra pur giusta
solidarietà. Da soli non possiamo. La compagnia di Cristo -
che è all’origine dell’amore all’uomo proprio del nostro
popolo - si rivela ancora una volta decisiva nella nostra
storia: una compagnia che dà senso alla vita e allamorte,
alle vittime, ai sopravvissuti e a noi stessi, e sostiene la
speranza. L’imminenza della Pasqua acquista, allora, una
nuova luce.
«Egli che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha
dato per tutti noi, come non ci donerà ogni cosa insieme con
lui?» (Rm 8,32).