Testimonianza
di Duilio Porro
Grazie al lavoro svolto dalla collaborazione di
AVSI-Trento (Associazione Volontari per il Servizio Internazionale) con l’Istituto
Agrario di S.Michele all’Adige (ISMAA) all’interno del tavolo Trentino
per il Kossovo è stato possibile essere presenti nella municipalità di
Peja-Pec (Kossovo) per lo svolgimento di un corso di formazione
agro-alimentare.
Il corso, coordinato dal perito agrotecnico
Matteo Ragni di AVSI, ha individuato tra gli agricoltori Kossovari dell’area
interessata dal progetto 15 beneficiari, di età compresa tra i 20 e i 30
anni, nei villaggi di Loshan e Vragovc. All’interno dell’area è stato
inoltre previsto l’intervento per altri beneficiari (circa dieci) dell’enclave
serba di Gorasdevac, soprattutto per i docenti che hanno svolto il programma
più strettamente legato alla zootecnia (alimentazione ed allevamento del
bestiame, macellazione, veterinaria e trasformazione degli alimenti) o all’economia
aziendale.
La sicurezza del personale internazionale,
nonché dei docenti partecipanti al progetto di formazione, è stata
garantita dalla forza multinazionale "Kfor".
Grazie all’esperienza dei docenti di
S.Michele all’Adige e seguendo l’esperienza nella formazione che AVSI
propone nei propri progetti, le lezioni si sono svolte in modo interattivo.
La difficoltà della lingua è stata risolta dalla presenza di traduttori,
parlando molto lentamente, con frasi corte e semplici. L’ausilio di
piccole dispense tematiche preparate dai docenti ed opportunamente tradotte,
attualmente in fase di ultimazione, sono state e saranno uno strumento più
che valido da utilizzare da parte dei beneficiari come guida alle diverse
tematiche trattate.
Il tasso di scolarizzazione degli stessi è
risultato molto basso, non essendo abituati a svolgere lezioni frontali, né
tanto meno ad affrontare tematiche di interesse pratico avvalendosi di
concetti piuttosto complessi o calcoli matematici.
Il metodo dell’approccio globale",
dinamica che muove AVSI in qualsiasi forma di intervento, e che è stata
chiesta di condividere ai docenti partecipanti al corso di formazione si è
rilevato molto interessante. "… Il metodo dell’approccio globale
implica la centralità della persona nei progetti di aiuto. Si considera l’individuo
nella sua integralità; per cui non solo i bisogni materiali, in quanto non
può essere definito solo da essi, ma anche spirituali, i suoi desideri, le
sue aspettative. Questa metodologia genera uno sguardo sulla realtà in cui
ci si imbatte che tende a non trascurare nessuno dei fattori della stessa.
… Condividere i bisogni per condividere il senso della vita."
Proprio partendo da tale metodica di affronto
il progetto si è sviluppato coinvolgendo ISMAA, che ha collaborato allo
stesso inviando dieci docenti1 nel periodo compreso tra marzo e giugno,
affrontando tematiche molto variabili, da quelle prettamente agronomiche,
frutticole ed orticole, a quelle zootecniche, di meccanica agraria ed
economico-gestionali.
Il metodo applicato ha previsto innanzitutto
la conoscenza delle famiglie beneficiarie grazie alla presenza dei volontari
di AVSI e della controparte locale e dell’associazione "Trentino per
il Kossovo". Accompagnati dai classici "Rakia" e "caffè
turchi" che continuamente offrono agli ospiti, la conoscenza delle
diverse aziende agricole ha permesso a ciascun docente di poter meglio
impostare ed indirizzare i temi da affrontare nelle lezioni teoriche e
pratiche.
L’obiettivo principale della docenza è
stato, pertanto, quello di trasmettere nuove tecnologie e criteri per la
soluzioni dei problemi caratteristici delle diverse aree formative, partendo
dal livello cognitivo e dalla situazione locale.
I docenti, avvalendosi di diapositive,
cataloghi, schede tecniche, cartelloni, fotografie, grafici e di piccoli
attrezzi (forbici da potatura, coltelli da innesto, materiale pacciamante,
agritelo, ugelli, siringhe, calzari, paillettes, confezioni di concimi,
antiparassitari, sementi e mangimi) hanno potuto svolgere le lezioni sia
teoriche che pratiche. Anche se il livello agricolo generale della zona è
molto "datato", non solo a causa della recente guerra, ma anche
per problemi tecnico-colturali e culturali molto grossi, l’intervento è
sicuramente stato positivo per la possibilità di tali beneficiari di poter
intravedere un futuro più interessante grazie ad accorgimenti
tecnico-operativi minimi.
La prima impressione, per uno che non conosce
la realtà agricola della zona è sicuramente quella di un’arretratezza
impressionante. Non a caso, l’esistenza di poche attrezzature agricole,
richiede tempi lunghissimi di manodopera per lo svolgimento delle principali
operazioni colturali: la fienagione per esempio viene ancora effettuata per
il 90 % dei casi a mano, coinvolgendo gran parte dei familiari nel periodo
piuttosto prolungato della raccolta. Si possono infatti rivedere i
tradizionali "covoni", che accompagnavano ed erano parte
integrante dell’agricoltura italiana degli inizi del secolo scorso, ormai
rimasti a livello di ricordo o relegati in piccole aree montane
svantaggiate. L’insistenza sul periodo ottimale di fienagione da parte dei
docenti, al fine di salvaguardarne il potenziale valore nutritivo, almeno a
livello di conoscenza è stata indubbiamente una novità assoluta per i
beneficiari. I limiti tecnici legati alla possibilità o meno di
meccanizzare e pertanto di poter svolgere con più efficacia le operazioni
colturali, rimangono, ma possono essere oculatamente meglio indirizzati e
gestiti.
Le aziende agricole della municipalità di
Peja-pec sono prevalentemente zootecnico-foraggere, pur disponendo di un
limitato numero di capi di bestiame, prevalentemente frutto di incroci tra
razze locali. L’alimentazione viene effettuata in modo poco razionale con
prodotti disponibili in azienda, quasi esclusivamente senza l’ausilio di
mangimi concentrati o integratori minerali e vitaminici. Un piccolo aiuto è
stato quello di fornire razioni equilibrate e bilanciate, partendo dai
prodotti disponibili in funzione del periodo dell’anno, per bovine nelle
differenti fasi della lattazione. Molto si è insistito anche sull’igiene
in stalla e nella fase della mungitura. Alcuni accenni di veterinaria,
accompagnati da interventi pratici da parte del veterinario, hanno permesso
di intuire l’importanza di una corretta cura del bestiame per l’ottenimento
di risultati insperabili.
Anche dal punto di vista produttivo, sia a
livello foraggero, che orticolo e frutticolo non esiste alcuna strategia di
mercato da parte dell’imprenditore agricolo, né tanto più forme
consociative di tipo cooperativistico. I prodotti sono utilizzati in larga
parte per proprio autoconsumo o tutt’al più venduti su mercato locale. Lo
scopo del corso, non era innanzitutto quello di fornire formule esaustive
per l’economia agricola locale, ma quella di generare un interesse per una
produzione più qualificata e se possibile anche remunerativa. A tale scopo,
l’interesse dei beneficiari, attraverso le domande semplici ma concrete,
è stato quello di cominciare a comprendere che è possibile produrre
"meglio".
I dibattiti, stimolati volutamente da alcuni
accenni dei docenti e del coordinatore del progetto, si sono sviluppati
affrontando anche possibili innovazioni future per le realtà locali: la
possibilità di consociarsi per poter essere una forza di mercato più
interessante e stabile (fornire determinati prodotti in periodi precisi dell’anno
con una determinata costanza qualitativa), di creare delle aziende di punta
a cui altre possono guardare sono stati i primi punti individuati per
migliorare la situazione.
Non a caso, la seconda fase del progetto, che
si svolgerà nei primi mesi dell’autunno, prevede un intervento mirato su
due settori specifici, quello orticolo e quello zootecnico scegliendo tra i
beneficiari alcune aziende di riferimento da "migliorare".
Tutti i beneficiari potranno partecipare a
questi momenti comuni di "progetto" apportando idee o soluzioni
tecnico-operative interessanti. A complemento della seconda fase del
progetto sono in arrivo dall’Italia alcuni mezzi agricoli
"innovativi" per la realtà locale, da sfruttare come possibilità
di rilancio dell’area agricola interessata al progetto.
Con tale contibuto si intende mettere a
conoscenza che anche in Kossovo, qualcosa si muove. Nulla di eccezionale, ma
indubbiamente una risposta positiva al bisogno emergente.
I Docenti coinvolti nel progetto
- perito agrario Andrea Ceschini ISMAA
Agronomia
- perito agrario Livio Fadanelli ISMAA
Conservazione e trasformazione alimenti
- dott. Silvana Marchi ISMAA Colture
protette ed orticoltura
- dott. Basilio Borghi ISMAA Cerealicoltura
e foraggere
- dott. Flavio Pinamonti ISMAA Economia e
conduzione aziendale
- dott. Marzio Comai ISMAA Arboricoltura da
frutto
- dott. Duilio Porro ISMAA Alimentazione del
bestiame
- dott. Walter Ventura ISMAA Tecniche di
allevamento del bestiame
- dott. Roberto Nascimbeni veterinario
Veterinaria, Macellazione
- dott. Valerio Corradini ISMAA Meccanica
agraria