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IL QUADRO STORICO E SOCIALE
La Sierra Leone, che dopo secoli di colonialismo portoghese
e inglese aveva conquistato l’indipendenza nel 1961 avviando
un processo di sviluppo democratico, all’inizio degli anni
novanta viene trascinata in una terribile guerra civile
voluta dal Fronte Rivoluzionario Unito. Il conflitto che
dura più di 10 anni, causa la distruzione di buona parte
delle infrastrutture del Paese. La Sierra Leone subisce così
un forte regresso i cui effetti coinvolgono anche l’apparato
educativo che vantava le prime università del continente.
Migliaia di ragazzi e ragazze tra i 4 e i 16 anni vengono
rapiti e costretti i primi a combattere e le seconde a
servire e soddisfare le voglie dei ribelli. Quando nel 2002
la guerra finisce il Paese si ritrova ad affrontare una
gravissima situazione socio-economica che tutt’ora persiste.
Oggi la Sierra Leone ha una popolazione di circa cinque
milioni e mezzo di abitanti, più di un quinto dei quali
risiede nella capitale, Freetown.
Alcuni dati evidenziano le difficoltà in cui versa oggi il
Paese:
• la speranza di vita alla nascita è di 47 anni;
• ogni mille bambini nati, 300 non raggiungono i cinque
anni;
• solo il 38% della popolazione ha accesso all’istruzione di
base;
• lo stipendio medio mensile non supera i 60 euro.
Tutto ciò comporta che nella graduatoria mondiale
dell’indice di sviluppo umano aggiornata dalle Nazioni
Unite, la Sierra Leone occupa il terzultimo posto, prima
dell’Afganistan e del Niger.
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EDUS IN SIERRA LEONE from edus on Vimeo. |
PADRE GIUSEPPE BERTON
Padre Giuseppe Berton, “Bepi“ per gli amici, nato a
Marostica nel 1932, da oltre 40anni è missionario saveriano
in Sierra Leone. Laureato a Glasgow in filosofia morale e
logica, dal 1964 al 1966 inizia la sua missione in Sierra
Leone dove dal 1972 si stabilisce definitivamente. Nel 1985
a Bumbuna, città dell’entroterra, dà vita al Family Homes
Movement (Movimento Case famiglia), con un gruppo di
famiglie locali che ospitano bambini e minori in difficoltà
nelle loro case o in alloggi di prima accoglienza. Undici
anni dopo, nel 1996, il movimento viene riconosciuto dallo
stato della Sierra Leone. Durante la guerra civile, il
Family Homes Moviment ha accolto e reinserito nella società
circa 3000 bambini soldato.
Terminata la fase degli aiuti umanitari richiesti dal
sanguinoso conflitto, Padre Berton e i membri della Family
Homes Moviment capiscono che la vera emergenza della Sierra
Leone è quella educativa. Così, accanto all’attività di
accoglienza prestata a circa 300 ragazzi e ragazze di strada
o in difficoltà, nel 2004 nasce la Holy Family School e, nel
gennaio 2008, la Holy Family Vocational school.
L’INTERVENTO DI EDUS
Edus, che sta per Educazione e Sviluppo, è un’associazione
per la solidarietà internazionale nata a Trento nel 1993 e
che nel 2007, viste le iniziative realizzate e la competenza
maturata nel settore, ha ottenuto il titolo di
Organizzazione Non Governativa (ONG). Edus si avvale di 13
collaboratori, 65 soci e circa 150 volontari che prestano
gratuitamente il loro tempo e le loro energie a servizio di
progetti educativi e di introduzione al lavoro rivolti
soprattutto a ragazzi in America Latina e Africa. Il 45 per
cento dei fondi raccolti da Edus proviene da donazioni
mentre sono 500 le adozioni a distanza di bambini e ragazzi
seguite dall’associazione documentate nel sito
educazionesviluppo.org.
Scopo di Edus è sostenere la persona e la famiglia sia nei
bisogni materiali sia soprattutto attraverso l’educazione e
il lavoro che costituiscono, come insegna il magistero
sociale della Chiesa, condizioni primarie per lo sviluppo di
un popolo. Educazione, quindi, perché ogni persona possa
incontrare la verità di sé stessa; e sviluppo per riscoprire
nell’uomo la principale risorsa e nel lavoro la modalità con
cui ciascuno matura, difende ed esprime consapevolmente la
propria dignità.
LE
OPERE
Dopo aver incontrato padre Berton, Edus ha iniziato ad
operare nei quartieri periferici di Freetown, capitale della
Sierra Leone, nel 2003. Da allora ad oggi Edus ha costruito
12 abitazioni in cui ospitare le famiglie adottate dal
Family Home Movement, contribuisce al sostegno delle spese
della Holy Family School, ha realizzato e attrezzato il
centro di formazione professionale “Holy Family Vocational
Institute” alla cui gestione collabora. Con il Family Home
Movement Edus condivide la scelta di fondare i progetti di
cooperazione allo sviluppo sulla persona e i suoi bisogni,
partendo dalla valorizzazione delle esperienze già presenti
a livello locale. Le attività rispondono quindi al criterio
del “fare con”, mai del “fare per” e si concretizzano nel
lavoro impostato e portato avanti insieme alle stesse
persone cui le iniziative sono rivolte. In questo senso le
attività dei singoli, delle comunità, delle aggregazioni più
o meno strutturate, per quanto carenti sono sempre e
comunque il patrimonio di vita e quindi la ricchezza più
importanti che ogni progetto deve favorire e promuovere.
Questo approccio positivo alla realtà che Edus e il Family
Home Movement condividono, aiuta le persone a prendere
coscienza del proprio valore e della propria dignità
accompagnandole nelle responsabilità.
In questo modo gli interventi assumono una doppia valenza:
da una parte tendono a rispondere concretamente ai problemi
ed ai bisogni, dall’altro mirano alla crescita progressiva
dell’autonomia delle persone e delle loro iniziative. Per
rendere possibile questo, Edus punta soprattutto a
rafforzare la capacità associativa, cioè la libera
aggregazione delle persone e delle famiglie nel dare
risposta ai loro bisogni, per diffondere con questi corpi
intermedi quella corresponsabilità sociale che costituisce
il più potente motore dello sviluppo e di una civile
convivenza.
L’obiettivo di Edus è di proseguire anche nei prossimi anni
il lavoro iniziato soprattutto per quanto riguarda le due
scuole, affiancando il Family Home Movement nell’impegno
volto a migliorare l'offerta scolastica e le capacità
professionali e relazionali dei docenti, gli aspetti
organizzativi e gestionali dei due istituti in un'ottica,
soprattutto per quanto riguarda il centro di formazione
professionale “Holy Family Vocational Institute”, di
raggiungere una parziale auto sostenibilità economica. La
collaborazione di Edus è preziosa anche per la copertura
delle spese di gestione e manutenzione degli edifici.
Altre opere gestite dal Family Home Movement anche con il
contributo di Edus sono 52 case di accoglienza dislocate in
vari centri del paese (Freetown, Bumbuna, Makeni, Tabai) che
accolgono oltre 350 bambini e giovani. Le case sono gestite
da “genitori” con figli propri ma disponibili ad accogliere
altri bambini o ragazzi, mediamente fra i 4 e 6 per ogni
nucleo. Quando è necessario le famiglie adottive vengono
sostenute economicamente per le spese alimentari, mediche e
scolastiche.

EDUS in Sierra Leone:
FOTO GALLERY





La Repubblica
della Sierra Leone è
uno Stato dell'Africa
Occidentale, sulla costa dell'oceano
Atlantico. La nazione confina con la Guinea a
nord e a est, e con la Liberia a
sud-est. La vicenda della liberazione degli schiavi rimasti
nei territori della Sierra Leone è stata ricordata nel nome
della capitale Freetown,
"città libera".
Nel 1460,Pedro de Sintra diede il nome di Sierra
Leone allo
stato africano.Il dominio portoghese durò fino al XVII
secolo, quando gli inglesi ne presero il posto. Nel 1787 fu
fondata la città di Freetown che significa città dei liberi.
Fu fondata come una casa per i contadini-schiavi,nel XIX
secolo venne stabilito il protettorato britannico sulla
Sierra Leone, definendone i confini con la Liberia e la
Guinea
Nel 1924 il protettorato ricevette una costituzione; il
regime democratico fu istituito nel 1951, e l'indipendenza
fu raggiunta soltanto nel 1961. Poi diventò Primo Ministro
del paese Stevens, che riuscì a far istituire la repubblica.
Negli anni successivi Stevens consolidò il suo potere e fece
approvare la nuova costituzione che avrebbe messo al bando
tutti i partiti politici dal parlamento. Nel 1985 Stevens si
ritira dalla vita politica e consegna le redini del paese al
generale Momoh Gli anni '90 furono segnati da diversi colpi
di Stato militari e da una terribile guerra civile,
scatenata dai ribelli del Fronte Rivoluzionario Unito. Ad
alimentare la tensione e l'instabilità contribuirono anche
gli ingenti interessi economici locali legati alle ricchezze
minerarie presenti, che coinvolsero non solo le forze
politiche locali, ma anche i Paesi vicini, ed alcune
multinazionali straniere; tra il 1991 e il 2001 la guerra
civile causò più di 200.000 morti. Nel 2004 il Presidente
Tejan Kabbah ha inaugurato l'operato del Tribunale speciale
per i crimini di guerra, chiamato a giudicare sui
responsabili delle atrocità commesse durante il conflitto.

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