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AVSI
è impegnata in Palestina nel sostegno a due realtà di
accoglienza per bambini: l’orfanotrofio della Sacra
Famiglia a Betlemme e l’orfanotrofio Jeel Al Amal a
Betania, alla periferia di Gerusalemme.
Questi centri sono stati danneggiati durante i tragici
avvenimenti di questi giorni, l’orfanotrofio di Betlemme
ha subito un bombardamento.
Dall'orfanotrofio della Santa Famiglia il 22. agosto
nostra responsabile dell'adozione a distanza ha ricevuto
la seguente lettera della Suor Sophie Bouerì con la foto
dei bambini:
Cara Dania,
Mille volte grazie per l’aiuto concreto e continuo che
con la vostra associazione ci date. Certo sapete quanto
abbiamo sofferto in questi ultimi mesi, moralmente e
fisicamente e quanto perciò di più ci siano stati
preziosi l’aiuto e la vicinanza di tutti gli amici.
Vorrei intanto spiegarvi nel dettaglio, il tipo di
lavoro che svolgiamo qui, come comunità di San Vincenzo
de Paoli.
Due sono i nostri centri distinti nella funzione e
nell’amministrazione:
1) La Creche: e’ l’orfanotrofio che accoglie i bimbi
abbandonati od orfani o bimbi con alle spalle situazioni
sociali molto difficili (incesti,violenze,alcolismo
droga) o ancora, bimbi di famiglie talmente povere da
non poter garantire loro il mantenimento.
La Creche offre anche un servizio diurno di accoglienza
per i bimbi del territorio
2) Il servizio sociale curato e gestito da Suor
Elisabeth. Questo si occupa,con l’aiuto di una
assistente sociale locale, dei nuclei famigliari più
disagiati del territorio, fornendo aiuto alimentare, ed
economico, elaborando anche
micro-progetti per favorire il conseguimento di una
autonomia lavorativa dignitosa dei singoli individui.
Lo scopo è quello di sostituire la beneficenza e
l’elargizione indiscriminate con l’educazione
all’impegno personale ed attivo della propria esistenza.
Purtroppo questi sono momenti molto difficili in cui,
per la mancanza quasi totale di lavoro, il coprifuoco e
l’occupazione del paese, tutto è emergenza.
Vi ringrazio per tutto il lavoro che fate in nostro
favore : che la Pace ritorni fra i nostri bimbi e le
nostre case!
Suor Sophie Bouerì
"La
guerra è la cosa più difficile che può succedere
ad una nazione" - dice una nostra testimone.
"Ho avventurosamente raggiunto Betlemme. Più di 180
scuole sono state colpite con bombe, più del 26% dei
morti sono bambini.
A Betlemme ho visto funzionare solo le organizzazioni
cristiane, alcuni conventi hanno aperto le cucine,
ospitano i senzatetto.
Continuate a pregare per la nostra pace."
«Adagiata su una collina della Giudea, Betlemme ha
accolto 2000 anni fa la nascita di Gesù. Da allora ogni
giorno è riecheggiato nel mondo l'invito ad un amore
universale fino alla croce. Ancor oggi, a Betlemme in
una casa poco distante dalla grotta di Gesù, la comunità
delle Suore della Carità ha attualizzato quella proposta
impegnandosi nell’accoglienza e nell’educazione di un
gran numero di bambini senza genitori. Di questi bambini
si occupano 11 ragazze palestinesi affiancate da
volontarie (attualmente una svedese, una giapponese e
due italiane) coordinate da Suor Ursula, impegnata anche
nella gestione dell'istituto e nella difficile copertura
di tutti i costi a fronte di un continuo aumento delle
spese.
Per soddisfare le diverse esigenze dei bambini, essi
sono stati divisi in 4 fasce d'età: i babies - dai pochi
giorni di vita agli 8 mesi; i piccoli - dai 9 mesi
fino a circa 1 anno e mezzo; i medi - da 1 anno e mezzo
ai 3 anni; e i grandi - dai 3 ai 6 anni. Mentre i primi
due gruppi condividono lo spazio del gioco ed il ritmo
della giornata, gli altri due gruppi svolgono
un'attività educativa indipendente. Tutti i bambini
ricevono cure mediche e, dove necessario, l’intervento
di uno psicologo infantile. Ma quel che più conta è che
sempre si cerca di offrire a questi bimbi un ambiente e
rapporti familiari, con grande amore e tenerezza, ma
anche con serietà e competenza. Dove è possibile si
lavora per il loro reinserimento nella famiglia di
appartenenza o tra i parenti. Un assistente
sociale cura questo servizio. Quando è necessario e si
può, si cerca l'adozione. La maggior parte dei bambini
non ha la famiglia o essa, per vari problemi, non è in
grado di offrire loro una stabilità economica ed
emotiva. Si tratta di bambini orfani, abbandonati o i
cui genitori non sono in grado di assicurare la loro
sussistenza. Per i bimbi abbandonati andare in adozione
non è una semplice, perché l'autorità palestinese pone
dure restrizioni che hanno come discriminante la
religione di appartenenza sia del bimbo che della
famiglia adottiva.
Ci occupiamo inoltre di donne in difficoltà che
attendono un figlio: non sposate, divorziate o con il
marito in prigione. Quasi tutte vivono situazioni
drammatiche. Le accogliamo prima del parto, seguiamo la
nascita del bambino e, se necessario, alloggiamo le
neo-mamme anche in seguito. Ogni caso è diverso dagli
altri, ma riguarda sempre una donna e un bambino che
hanno bisogno di condivisione, simpatia, amore e cura.
Provvedere è la nostra missione, anche con il vostro
prezioso aiuto.
La vostra generosità ci stimola a continuare e ci spinge
ad impegnarci sempre più per migliorare il nostro
servizio, con l’obiettivo di dare un futuro a questi
piccoli. Sentirsi amati durante i primi anni di vita, è
un'esperienza che può segnare positivamente tutta
l'esistenza: per questo motivo il pezzo di strada che
facciamo insieme a questi bambini è assolutamente
decisivo per il loro avvenire. Grazie ancora di cuore.
Suor Sóphie Boueri,Fille de la Charité».
Per
sostenere i bambini con l'adozione a distanza clicca qui
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