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Storie di bambini in fuga dai ribelli nelle notti
dell’Uganda
Sfollati
a migliaia negli ospedali missionari, incursioni violente
nelle missioni, emergenza sanitaria. I ribelli hanno
dichiarato guerra.
Non era mai finita, ma da qualche mese è riesplosa con
violenza la guerriglia che da 17 anni tormenta il nord
Uganda.
I ribelli hanno preso di mira anche parrocchie,
orfanotrofi e missioni, con incursioni continue. Negli
ospedali di Kitgum e Gulu si rifugiano decine di migliaia
di sfollati a passare la notte. Bambini a farsi dare un
pasto. Alla missione di Kitgum, ci sono ormai 700 bambini
sfollati permanentemente. Nel vicino ospedale St Joseph’s
ogni notte dormono all’addiaccio 4.000 persone, donne e
bambini. E non sono al sicuro.
Joseph Kony, il leader del sedicente Esercito di
resistenza del signore (Lra), ha parlato nuovamente
lunedi' scorso dicendo ai suoi uomini di ammazzare senza
pietà chiunque capiti loro a tiro, anche anziani, bambini
e di risparmiare solo le donne incinte e " di uccidere
preti e i missionari e di battere a sangue le suore". La
folle disposizione è stata impartita sulla frequenza
utilizzata dal network delle ricetrasmittenti in dotazione
alle missioni cattoliche del Nord Uganda. I ribelli
infatti, avendo in questi mesi saccheggiato numerose
parrocchie cattoliche, per le loro comunicazioni interne,
dispongono degli apparati ricetrasmittenti utilizzati dai
missionari.
La
guerra civile sta trasformandosi in un lento genocidio
delle popolazioni nilotiche: su una popolazione di un
milione e 400 mila abitanti d’etnia acholi, lango e teso,
circa 1 milione sono sfollati e vivono in condizioni
umanitarie disperate per la mancanza di cibo, medicinali e
vestiti.
Anche i leader religiosi del Nord Uganda hanno deciso di
trascorrere alcune notti all'addiaccio, alla stazione
degli autobus, sotto i portici del centro di Gulu,
capoluogo dell'omonimo distretto d'etnia acholi. "Si
tratta di un gesto di solidarietà nei confronti delle
vittime della guerra che insanguina il Nord Uganda", ha
dichiarato alla MISNA monsignor John Baptist Odama,
arcivescovo di Gulu e presidente dell'Arlpi (Acholi
Religious Leaders' Peace Initiative), il cartello che
riunisce i capi delle varie religioni presenti nella
regione.
"Questa notte dormirò, qui nei pressi della stazione delle
corriere, come fanno, da ormai molti mesi, tanti bambini e
bambine che cercano rifugio in città per timore d'essere
sequestrati dai ribelli dell'Esercito di resistenza del
signore (Lra)". Il personale di AVSI a Gulu si è unito
all’arcivescovo in questo significativo gesto di
solidarietà e denuncia.
Poche le voci che si sono pronunciate su questa guerra.
Mario Mauro, deputato al Parlamento Europeo, ha lanciato
un appello affinchè governo dell'Uganda, governo del
Sudan, governo italiano si facciano carico
dell'angosciante situazione di pericolo in cui si trovano
popolazioni e missioni cristiane in Nord Uganda. Ci
associamo alla sollecitazione di un’iniziativa nell’ambito
del semestre di Presidenza Italiana per riconfermare i
reiterati accordi firmati di fronte agli Organismi
Internazionali.
Storie di bambini in fuga dai ribelli nelle notti
dell’Uganda
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