ALLARGAMENTO ALL’EST: Il 1° maggio dieci
nuovi Paesi entreranno a far parte dell’Unione europea.
La
famiglia Europa si sta allargando. Nuovi paesi si stanno
aggiungendo al grande scacchiere internazionale della Nuova
Europa Unita. La famiglia Europa cresce. Ma con essa anche
molte diversità culturali, necessità e bisogni. Che valore
ha, oggi, in Europa, il concetto della famiglia? Ma
soprattutto, esiste forse un unico valore estendibile a
tutti i vari Paesi?
Cosa chiede, oggi, alla nuova grande Europa, la famiglia dei
Paesi più svantaggiati?
Che futuro ha? Chi si occupa di "lei"? In Romania, per
esempio, nei primi anni ‘90 si scopre il drammatico fenomeno
dell’AIDS pediatrico, oltre 8.000 i bambini infettati. Di
questi, circa la metà vivono in orfanotrofi fatiscenti. Alla
malattia si aggiunge così anche il dramma dell’abbandono.
Le
politiche sociali di Bruxelles cosa prevedono per le
famiglie povere e quali programmi sono in atto per la
prevenzione dell’abbandono infantile?
Una proposta di viaggio attraverso la tante realtà culturali
e sociali di una Europa che non tutti conoscono, unita forse
un po’ troppo semplicemente dal solo nome "Europa" . Un
viaggio tra le piaghe dell’abbandono famigliare, della
povertà, dell’educazione nell’Est Europa.
Un viaggio per non
dimenticare i più deboli, anche nei paesi che non entreranno
già il 1° maggio nell’Ue.
Le realtà di AVSI nell’Est Europa:
1. AVSI in Lituania: il dramma dell’abbandono
infantile AVSI sta svolgendo un importante lavoro
sull'affido per bimbi abbandonati in istituti-orfanotrofi
fatiscenti. Il dramma dell’abbandono infantile nel paese,
purtroppo, ha raggiunto dimensioni importanti. A questo poi
si aggiunge anche un forte problema di alcolismo che
coinvolge molte famiglie.
A Vilnius c’è un istituto dove i ragazzini più grandi
sniffano quasi tutti la colla. Qui AVSI sta cercando le
famiglie di origine oppure famiglie disponibili ad
accoglierli in case di accoglienza, aiutandoli con
assistenza sociale, psicologica ed economica.
2. AVSI in Polonia: dai malati di AIDS a nuove
possibilità di lavoro
Povertà, disoccupazione (quasi il 22%) e malati di AIDS
caratterizzano i progetti nei quali è coinvolta, in Polonia,
AVSI dal 1991. Nel paese, infatti, AVSI coordina progetti
per la cura e l’assistenza di malati sieropositivi, quindi
centri sanitari per la terapia e assistenza sociale, ma
anche programmi di formazione professionale (da nuovi
manager a operatori nel settore del turismo).
Avsi sostiene inoltre oltre 200 minori con l'adozione a distanza (bambini in istituto, abbandonati, orfani,
sieropositivi, famiglie in difficoltà e disabili)
3. AVSI in ROMANIA: case di accoglienza per orfani
sieropositivi + dramma abbandono e HIV
Nei primi anni 90 si scopre il drammatico fenomeno dell’AIDS
pediatrico, oltre 8.000 bambini infettati. Di questi circa
la metà vivono in orfanotrofi fatiscenti (altro fenomeno
drammatico della Romania, in quegli anni si parla di oltre
100.000 bimbi abbandonati), quindi alla malattia si aggiunge
il dramma dell’abbandono. AVSI lavora al Victor Babes,
ospedale di malattie infettive di Bucarest, e al Vidra
(orfanotrofio per bambini sieropositivi). Nel 94-95 nel
Vidra ci sono circa 100 bambini abbandonati, mentre al Babes
circa 40. Ma ristrutturare, creare nuovi ambienti più
accoglienti e curare questi bambini non è sufficiente per
garantire loro “una vita normale”. Ogni bambino non può
vivere tutta la vita in un istituto, ha bisogno di una
famiglia, del calore umano, di una casa, di una stanza, di
una quotidianità normale. Seguendo questo bisogno AVSI ha
dato vita a un importante progetto a Bucarest: case di
accoglienza per i bambini sieropositivi (provenienti dal
Vidra) nelle quali trovare una nuova famiglia disposta a
condividere con loro la vita di tutti i giorni. Le casa sono
famigliari, in ognuna di esse c’è una famiglia vera, una
mamma e un papà e dei fratelli. Le famiglie di accoglienza
vivono ora con 5, 6 o anche più ragazzi sieropositivi.
4. AVSI in ROMANIA, Cojasca il villaggio della
comunità Rom - A 45 km da Bucarest si trova il villaggio di
Cojasca, di cui il quartiere di Iazu, abitato esclusivamente
da rom, è molto povero. AVSI ha incontrato questo villaggio
perché andava a trovare alcuni bimbi sieropositivi che
venivano a curarsi in day hospital al Victor Babes Ospedale
di Bucarest, vedi punto sopra). La cosa bella è che la
comunità Rom non abbandona questi bambini negli istituti.
AVSI inizia così un lavoro di sensibilizzazione e assistenza
socio-educativa nel villaggio: con bimbi sieropositivi e con
bimbi con handicap (quest’ultimi, di solito, vengono tenuti
rinchiusi in casa… AVSI acquista per loro quindi strumenti,
come carrozzelle, per aiutarli nel quotidiano…ecc ecc).
Piano piano AVSI inizia a lavorare anche nelle scuole
elementari del villaggio e costruisce una scuola materna con
una mensa per 150 bambini. Qui AVSI fa formazione agli
insegnanti in modo da insegnare loro come assistere, curare
e rapportarsi con i bambini più fragili, e organizza
importanti incontri con le famiglie sulla sensibilizzazione
dell’AIDS. Dal 2003 prendono avvio altri progetti nella
scuola media e nella scuola professionale, vengono
ristrutturati e equipaggiati laboratori di sartoria,
falegnameria e informatica, per insegnare ai ragazzi anche
un lavoro, quindi un futuro migliore.
5. AVSI in Kosovo - AVSI sta facendo un lavoro
importante con gli orfani musulmani di guerra e le adozioni
a distanza. In più ha dato vita a un importante progetto
agricolo in modo da generare una nuova economia necessaria
per sollevare il paese e il suo popolo dalla crisi che lo
attanaglia.
l'adozione a distanza di AVSI aiuta anche molte famiglie
povere in Pristina e alcuni bambini rom della zona di
Gijacova.
6. RUSSIA-Novosibirsk (Siberia): Casa s. Sofia che
accoglie ragazze madri.
In tutta la Russia il fenomeno delle ragazze madri è
complesso è ha enormi dimensioni. Da un lato sembra incidere
il rapporto numerico uomo-donna per cui è matematicamente
impossibile che ogni donna possa "trovare marito",
dall’altro l’uomo è spesso debole, incapace di mantenere
rapporti stabili, spesso alcolizzato diventa violento. Ma
questo non basta a spiegare il fenomeno, infatti sembra che
nella cultura del paese una donna per essere tale e
riconosciuta debba avere un figlio a tutti i costi.
A Novosibirsk, capitale della Siberia, il personale AVSI
lavora da quasi un decennio. In collaborazione con la
Caritas gestisce un progetto di accoglienza per ragazze
madri, che da sole non riuscirebbero a tenere il bambino
(questa cosa è paradossale, una ragazza spesso vuole un
figlio, ma poi non avendo minime condizioni abitative,
famigliari, spesso viene "cacciata" di casa dai suoi
genitori, sentendosi quasi obbligata ad abbandonare il
figlio in istituto o interrompere la gravidanza). Ci sono
anche dei casi in cui le ragazze hanno subito violenza, ma
nonostante questo trauma hanno deciso di tenere il bambino.
AVSI ha quindi creato la casa S. Sofia, che accoglie per un
tempo determinato la donna con il bambino, di solito un anno
- un anno e mezzo. Il tempo necessario per accompagnare la
mamma nelle prime fasi di vita del bambino, di formarla a un
lavoro con corsi professionali, di aiutarla a un inserimento
sociale e lavorativo. In questi anni oltre 30 madri sono
state accolte, e una volta uscite dalla casa mantengono
sempre un rapporto con il personale educativo e sociale
della casa.
7. AVSI in Serbia: famiglie a rischio di abbandono -
In Serbia AVSI sostiene con il progetto delle adozioni a
distanza 60 famiglie "a rischio di abbandono". Nella cultura
Serba si è sempre tramandata, di famiglia in famiglia, la
sensibilità di ospitare stabilmente bambini orfani o
abbandonati.
Dopo la guerra, però, con l’avvento della povertà, le
famiglie cosiddette "nutrienti" (affidatare) stanno sempre
più diminuendo, aumentando però il rischio abbandono. Il
progetto di AVSI è quindi quello di aiutare queste famiglie
affinché non abbandonino i bambini precedentemente accolti
in casa.
8. AVSI in Albania: dall’emergenza all’educazione -
AVSI è presente in Albania dal 1997. Ha iniziato con
progetti legati all’emergenza (guerra Kosovo):
ristrutturazione e costruzione di case, scuole, ospedali,
centri sanitari eccetera… ora, da sei anni, svolge un
programma di sostegno a 20 centri educativi diurni e scuole
materne in altrettante località urbane e rurali in tutta
l’Albania (cofinanziato dal Dipartimento Affari Sociali
Italiano) che prevede anche attività di formazione di
operatori sociali.
In più, dal 1999 AVSI ha avviato un progetto di promozione
della donna in Albania attraverso attività di formazione e
sostegno all’avvio di piccole imprese artigianali in 14
località urbane e rurali. Il progetto ha visto la creazione
di centri e laboratori artigianali che gradualmente stanno
raggiungendo una loro autonomia…
In Albania, AVSI sostiene oggi circa 1.000 minori con l'adozione a distanza (bambini in famiglie in difficoltà e
villaggi rurali)
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