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Quando
nel febbraio di cinque anni fa un piccolo gruppo di amici decise di
costituire l'Educazione e Sviluppo, nessuno di loro avrebbe immaginato quali
proporzioni avrebbe assunto un’idea nata attorno al tavolo di una pizzeria
del centro storico. L’iniziativa partiva semplicemente dal desiderio di
dare continuità ad un rapporto che essi avevano iniziato quasi per caso con
alcuni volontari di A.V.S.I. ITALIA, un’organizzazione non governativa
(ONG) riconosciuta dal Ministero Affari Esteri che dal 1972 è impegnata ed
è presente in ben 21 paesi (Africa, America Latina, Medio Oriente ed Est
europeo) con progetti che spaziano dalla sanità all'agricoltura, dalla
formazione professionale al recupero delle aree marginali urbane e
dell'ambiente, dall'agricoltura agli interventi di emergenza.
Oggi
l'Educazione e Sviluppo si avvale di una struttura organizzativa stabile che può
contare su 10 collaboratori, una settantina di soci e circa trecento
volontari che prestano gratuitamente tempo e risorse per le attività
dell'Associazione su tutto il territorio regionale. L’Associazione si è
mobilitata per la realizzazione di ben 10 progetti destinati prevalentemente
all'infanzia e alla gioventù in Kenya, Nigeria, Rwanda, Uganda, Messico,
Perù, Brasile, Cile, ex Jugoslavia, Ucraina, gran parte dei quali sono già
stati ultimati, grazie anche al contributo di enti pubblici e privati
(peraltro più della metà dei fondi proviene dalle campagne di
sensibilizzazione e da donatori privati). Ha attivato più di 70 adozioni a
distanza; partecipato con propri stand a manifestazioni pubbliche, fiere,
esposizioni; aderito con propri rappresentanti e testimonial a convegni e
seminari sui temi della solidarietà e della cooperazione internazionale.
Come
è stato possibile tutto ciò? "Una storia fatta di circostanze,
volti amici precisi che hanno piantato nel mondo una cosa piccola, ma
resistente che si chiama AVSI", ama ripetere Alfonso Moser, il
presidente di Educazione e Sviluppo, a chi gli chiede come tutto ciò possa essere
accaduto.
“Non occorre essere buoni per condividere l’imperfezione del mondo. La
carità è qualcosa di più che un assegno intestato alla tal organizzazione
umanitaria: la carità è la dimensione più originale della persona,
l’impulso naturale dell’uomo che lo spinge a riconoscere il bisogno
proprio e quello altrui”.
E
ancora: "Non è l'umanità astratta che ci interpella” fa
presente Paolo Corradi, instancabile vicepresidente,
“ma l'uomo concreto che si accalca negli accampamenti per terremotati, che
varca i mari con imbarcazioni di fortuna, che sfugge alla violenza cieca
degli eserciti in armi, che patisce la condizione di senza patria. O che,
molto più quotidianamente, ha bisogno di asili, ospedali, scuole, imparare
un mestiere, tirar su case, costruire strade e ferrovie. Questo è il mondo
che non possiamo sentire estraneo se vogliamo vivere da uomini".
Ma
di fronte all'oceano del bisogno, l'AVSI sta imparando che la propria opera
non consiste nel piacere di fare cose eclatanti o compiere atti eroici.
Maurizio Pangrazzi, il terzo artefice “storico” dell’Associazione
puntualizza:
“Non si tratta di andare a spiegare, da professori ad alunni bisognosi,
come si organizza un ospedale, una vaccinazione di massa, un asilo per
bambini malati di AIDS. Si tratta di mettere in azione, mettere insieme,
quell'interesse spontaneo che nasce per il bisogno comune incontrato, nel
breve perimetro famigliare così come nell’altrove geografico e umano. La
bontà programmata ha la durata di uno spot dedicato ai temi
dell’altruismo e della generosità”.
Se
ne è sviluppato tutto un fiorire di iniziative ed attività che si snodano
durante tutto l’anno e che si manifesta con una creatività di cui i
principali protagonisti sono proprio i soci, i volontari e i simpatizzanti.
Dal 1993 in concomitanza con il periodo natalizio, costoro danno vita con
indomito slancio a una campagna di raccolta fondi denominata appunto le
“Tende di Natale” organizzando punti di raccolta nelle vie e nelle
piazze dei centri abitati, nelle scuole, nei mercati, in università, nei
luoghi di lavoro, presso i negozi e i Centri commerciali; allestendo mostre,
organizzando concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni sportive, feste
per bambini e adulti, intervenendo in cene sociali.
Un’amicizia
operativa sorretta da un’ideale di condivisione del bisogno dell’uomo
concreto: non ci sono altre formule magiche dietro questa compagnia di
uomini e donne che, nel tempo, sta coinvolgendo sempre nuove persone che
diventano compagni di viaggio. Tra le soddisfazioni più grandi quelli
dell’Educazione e Sviluppo citano senza esitazioni la recente costituzione
dell’AVSI Alto Adige: uno di loro, Walter Costanzi, trasferitosi a Bolzano
per motivi di lavoro, ha voluto trapiantare l’esperienza anche qualche
decina di chilometri più a Nord. La storia si ripete, la compagnia
dell’AVSI si allarga…
DIVENTA
ANCHE TU UN SOSTENITORE DI AVSI
Le modalità con cui sostenere le opere di AVSI nel
mondo sono molteplici. Ve ne proponiamo alcune tra le più semplici ed
efficaci.
1.
Le adozioni a distanza
Adottare un
bambino a distanza significa dargli la possibilità, attraverso una
struttura presente nel paese prescelto (Albania, Bosnia, Croazia, Lituania,
Polonia, Romania, Brasile, Colombia, Kenya, Nigeria, Rwanda, Uganda,
Kazakistan, Palestina) di crescere con la dignità di una persona umana:
cibo, scuola, una famiglia, l’affetto di persone che hanno a cuore la sua
crescita e che partecipano alla sua vita anche attraverso lo scambio di
lettere, disegni ed esperienze. Il costo annuo è di £. 600.000, pagabili
in un’unica soluzione o rateizzabili in quote trimestrali o semestrali. L’impegno
minimo richiesto è di un anno, al termine del quale ogni sostenitore
deciderà liberamente se continuare o meno il proprio impegno. Il
sostenitore, all’atto dell’adesione, riceve la foto del bambino, i suoi
dati anagrafici e la sua storia e, con cadenza almeno semestrale, notizie
sul bambino adottato. L’importo è deducibile dal reddito imponibile nella
misura massima del 2% di tale reddito.
2.
Il volontario “spot”
Hai una professionalità da
spendere? Sei un medico, un ingegnere, un insegnante, un agronomo, un
informatico? Segnalaci la tua disponibilità ad effettuare periodi di stage
formativi, anche per brevi periodi, all’estero. Analizzeremo il tuo
curriculum ed entrerai a far parte dello squadra di AVSI: le risorse umane
sono decisive e irrinunciabili.
3.
Donazioni di merce da destinare ad attività umanitarie nei Paesi in
via di sviluppo
Se sei titolare di un’azienda è bene che tu sappia
che l’AVSI può ricevere donazioni di beni da destinare all’esportazione
nell’ambito delle finalità umanitarie che persegue. Su richiesta
dell’Azienda donatrice AVSI invia l’attestato di esenzione IVA per le
donazioni. L’Azienda, unitamente alla merce invia la bolla di
accompagnamento e la fattura di donazione. La fattura deve essere esente IVA
e contenere la seguente dicitura: “Non imponibile IVA ex art. 14 com.IV
legge 26.02.1987, n. 49”. AVSI provvederà alla spedizione della merce e
restituirà all’Azienda donatrice copia del documento contabile attestante
la spedizione vistata dalla dogana (fattura proforma AVSI).
4.
Donazioni in denaro
Per tutte le oblazioni a favore di AVSI erogate da
persone fisiche e giuridiche ricordiamo che sono deducibili dal reddito per
un ammonatre non superiore al 2% del reddito complessivamente dichiarato. A
tale scopo gli interessati non devono allegare alla dichiarazione dei
redditi alcuna documentazione. E’ sufficiente indicare il relativo importo
devoluto e conservare per 6 anni le ricevute dei versamenti effettuati in
conto corrente postale, le quietanze liberatorie e le ricevute dei bonifici
bancari relativi ai suddetti contributi.
Articolo
comparso sulla rivista dell'Associazione Industriali
maggio 1997
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