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«Educare
alla pace» è il tema dell´incontro organizzato per giovedì
5 giugno 2003 alle 17.30 in aula T2
della facoltà di Ingegneria dai rappresentanti degli
studenti con il patrocinio della facoltà e la
collaborazione di «Educazione e sviluppo - socio Network
Avsi».
Si
è parlato in particolare
della situazione in Iraq e la sua ricostruzione,
paragonandola alla ricostruzione post-bellica in Ruanda e
Kosovo.
I
tre relatori sono il professor Gianni Bertola, docente
della stessa facoltà di Ingegneria di Trento, che
ha portato la sua testimonianza
diretta raccontando la sua esperienza in un progetto di
ricostruzione in Ruanda.
E' intervenuto poi
Matteo Matteini, che è stato responsabile di AVSI per il
progetto di ricostruzione post bellica in Kosovo ed
ha parlato della sua esperienza e del progetto
avviato per l´Iraq.
Infine, è intervenuto Rodolfo
Casadei, giornalista e scrittore, redattore esteri per il
settimanale «Tempi» nonché consigliere per le relazioni
con l´estero per la Regione Lombardia. Casadei si
è concentrato sulla situazione in
Iraq e le ragioni dei conflitti ancora presenti.
Attualmente AVSI è presente nella regione
con diversi progetti di sviluppo in Libano e Giordania nel
settore idrico, agricolo, sanitario, formativo-educativo e
sociale.
L’INTERVENTO DI AVSI
IN IRAQ
In
una situazione ancora così confusa, complicata e mutevole,
la proposta
identificata è nata partendo dal considerare i seguenti
fattori come fondamentali per un’ intervento utile ed
adeguato alla realtà odierna di Baghdad.
E’ importante sostenere delle realtà educative che
non siano completamente allo sbando per mancanza di
dirigenza, insegnanti ecc., e quindi in questo momento
completamente inaffidabili, ma opere sostanzialmente
pronte a ripartire a breve che necessitano solo di alcuni
aiuti di carattere materiale per riprendere il proprio
servizio educativo.

L’intervento, che in questa fase è sicuramente
d’emergenza, possa aiutare e riavviare un processo di
normalità nella vita della popolazione, che è il vero e
legittimo desiderio della gente.
Le realtà beneficiarie di questo intervento, oltre
ad offrire un servizio educativo, siano per la
popolazione, in questo periodo caotico, un luogo di
riferimento preciso, concreto ed aggregante dove possono
nascere e svilupparsi altre iniziative di carattere
sociale, che favoriscano un processo di ripresa e sviluppo
nell’area d’intervento.
In base agli elementi di cui sopra, sono
stati identificati come oggetto dell’intervento 3 asili in
Baghdad appartenenti alla chiesa irakena ( le istituzioni
private non hanno scuole in quanto confiscate e
statalizzate dal regime precedente).
Questi 3 asili (la chiesa locale ne ha
circa 15 nella capitale) che offrono un servizio a tutta
la popolazione dell’area, sono tutt’ora chiusi ma vogliono
riaprire a breve sia su espressa richiesta della
popolazione, sia perché al momento sono le sole realtà
educative di base in grado, se aiutate, di poter operare a
breve.
L’obiettivo del presente intervento è
dunque il sostegno a n. 3 asili in quartieri popolari di
Baghdad che ospitano circa 300 bambini.
I tre asili identificati
sono i seguenti:
Asilo Casa del Bambino (Chiesa della
Trinità del Patriarcato Caldeo)
L’asilo, che è situato in un’area centrale
della città (zona est), è strutturato con classi e spazi
ricreativi interni (circa 200 mq.) ed esterni (circa 350
mq.) adeguati per ospitare 70 bambini fra i 3 ed i 6 anni.
Vi operano 5 insegnanti (vecchio stipendio
mensile intorno ai 8 U.S.$, ma ora improponibile con la
situazione attuale)
Sebbene la retta annuale sia intorno ai 5
U.S.$ (poco più che simbolica) circa la metà delle
famiglie che inviavano i bambini non erano in grado di
pagarla già prima della guerra, per cui considerando
l’inflazione e la povertà crescente attuale, la copertura
della semplice gestione diventa difficile.
Le infrastrutture come gli equipaggiamenti,
sebbene ancora utilizzabili ed in discrete condizioni,
risentono in particolare l’effetto embargo e necessitano
un rinnovamento ed un adeguamento.
Asilo Armeno
E’ anch’esso situato nella zona est della
città e prima della guerra contava 100 bambini divisi su
tre classi. Dispone di ampi spazi (circa 400 mq. coperti
utili) per attività didattiche e ricreative, incluso ampio
giardino con giochi. Dispone inoltre di una cucina ed una
mensa (l’asilo opera al mattino, ma i bambini prima di
ritornare a casa pranzano)
Vi operano 10 insegnanti ed una direttrice.
Le rette annuali sono leggermente più alte
(8 U.S.$) ma le problematiche sui pagamenti e sui costi
di gestione sono simili agli altri asili.
La infrastrutture sono discrete, anche se
necessitano di alcuni limitati interventi di
riabilitazioni dovuti ai bombardamenti nella zona.
Gli equipaggiamenti sono ancora
utilizzabili, ma vanno sicuramente integrati ed
aggiornati.
Asilo Latino a Dora
Si trova nel quartiere di Dora-Mechanic,
uno dei più poveri e popolosi di Baghdad con circa 1
milione di abitanti.
L’asilo, prima della chiusura, ospitava
circa 130 bambini, seguiti da 3 insegnanti ed una
direttrice.
Solo un terzo dei bambini che frequentavano
l’asilo erano in grado di pagare la pur minima retta
annuale fissata in 3 dollari.
Sicuramente dei 3 asili è quello che più
vive in un ’ambiente di povertà e degrado.
Oltre all’educazione dei bambini, svolge
anche delle attività di sostegno alle famiglie più
indigenti.
Le infrastrutture sono modeste, anche se
funzionanti, e inadeguate, in termini di spazi alle
esigenze (circa 240 mq coperti e 200 mq. scoperti).
Come per gli altri asili gli
equipaggiamenti didattici e di arredo sono da aggiornare
ed integrare.
Essendo così ampio il bacino d’utenza, è
importante, specialmente in questo primo periodo di
riapertura, favorire il ritorno dei bambini all’asilo
garantendo un servizio di trasporto.
Le attività previste dall’intervento
a sostegno degli asili sono le seguenti:

Interventi di riabilitazione e manutenzione delle
infrastrutture (riparazione crepe, sostituzione vetri,
riparazione serramenti, revisione impianto elettrico,
idrico, fognario e tinteggiatura).
Fornitura di arredamenti ed equipaggiamenti per
sostituire ed integrare gli esistenti (banchi, sedie,
armadi, ecc.).
Fornitura di materiale didattico e ricreativo per
le attività educative in sostituzione ed integrazione di
quello esistente (libri, materiale didattico di consumo,
giochi, cartelloni, ecc.).
Sostegno alle spese di gestione nella fase iniziale
di riapertura, attraverso fondi per l’integrazione dei
salari degli insegnanti e copertura costi per il noleggio
di minibus per il trasporto dei bambini.
Verifica delle capacità educative degli insegnanti
e del materiale didattico in uso, e valutazione di
possibili corsi d’aggiornamento e riqualificazione degli
educatori operanti negli asili da effettuarsi in
un’eventuale fase successiva.
Oltre 12 anni di embargo hanno sicuramente ridotto
la possibilità di confronto ed aggiornamento del
personale docente iracheno, soprattutto ai livelli
educativi medio-bassi, per cui è fondamentale iniziare già
da subito un lavoro di verifica delle risorse
didattico/educative esistenti.
Questo avverrà attraverso visite periodiche di
circa una settimana agli asili del personale AVSI
specializzato nel settore educativo e pedagogico, che
interagirà con gli insegnanti locali sviluppando un
percorso educativo adeguato alle esigenze.
Coordinamento di tutto l’intervento da parte del
personale AVSI in collaborazione con i responsabili degli
asili locali.
Alcune foto scattate
nei dintorni degli asili
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