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In questi anni la vita di molti bambini è cambiata.

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I video di Edus - Educazione e Sviluppo

Un modo semplice per "toccare con mano" le nostre opere ... perché non sia solo la "nostra opera"
 

   

Terremoto ad Haiti
EDUS
in collaborazione con AVSI ha avviato fin da subito una serie di azioni miranti ad alleviare le sofferenze delle popolazioni colpite dal tremendo terremoto ad Haiti.

Una catastrofe. Mai un terremoto di tale portata aveva devastato Haiti, anche se per ora è impossibile valutare appieno le conseguenze del sisma che martedì 12 gennaio 2010, le 16.53 ora locale, quasi le 23 in Italia, ha colpito l’isola di Haiti e in particolare la capitale, Port-au-Prince, dove AVSI lavora dal 1999 con tanti progetti e attività.

Si teme che i morti siano centinaia e centinaia. L’ennesima catastrofe che ha nuovamente messo in ginocchio la popolazione, quella sopravvissuta, già stremata dalla povertà.

Le foto e il messaggio del papa


Music: Cry no more

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La nostra vita appartiene a un Altro
«La nostra vita appartiene a qualcosa d'Altro. L'inevitabilità [di ciò che accade] è come il sinonimo più chiarificatore di questa non appartenenza a noi della cosa, e soprattutto non appartiene a noi ciò da cui tutto deriva: la nostra vita appartiene a un Altro.

In questo senso si capisce perché la vita dell'uomo è drammatica: se non appartenesse a un Altro sarebbe tragica. La tragedia è quando una costruzione frana e tutti i sassi e i pezzi di marmo e i pezzi di muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è destinato a diventar niente, perché di ciò che abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo vissuto fino a un'ora fa, fino a cinque minuti fa, non esiste più niente ...

Scopri il resto guardando il video qui sotto

 

Presentazione di Roberto Abbiati - "Un teatro dove lo vuole il Padre Guido"

"Eravamo lì in quel posto terribile, davanti a una postazione della polizia sventrata, e faceva caldo, il posto è caldo, lo si capiva dagli sguardi sospettosi di quelli che ci spiavano dalle finestrelle e da sotto le lamiere. Zona calda della Chapada do Rio Vermelho, nel cuore di Salvador.
“Vieni” e lì dietro in mezzo alle colline aggredite dalle baracche è apparso il cortiletto, come uno spazio che s‘è formato dopo un bombardamento. Uno spazio da aggredire di nuovo prima che te lo facciano sparire.
“Roby facciamo un teatro, ma deve qui deve essere bello!” La bellezza come unica arma educativa.


Ho cominciato a insegnare il teatro con i ragazzi della chapada, che è un posto che fa abbastanza schifo, e adesso costruiamo il teatro come se quei quindici ragazzi potessero essere una speranza in posto come quello. Dopo tre minuti avevo in mente come doveva essere, non mi manca l’immaginazione.
“Funzionale padre Guido, ma bello, tutto il bello possibile” So come fare è il mio mestiere.
Ci vogliono i soldi, ma prima ci vogliono gli amici, gli amici ti fanno andare avanti, e allora raccontiamolo agli amici.
E gli amici saltano fuori appena rientro in Italia, mi rende molto fare certe cose, non soffro la solitudine, Maria Cristina fa l’architetto e ha molte idee e anche Giovanni che è due mesi che vuole fare il plastico del teatro così si vede già quello che sarà. “Aspetta un attimo Giovanni, che facciamo tutto per benino."

Roberto Abbiati

 

Intervista a Don Guido Zendron in Brasile - Salvador de Bahia
 

E così nascono tante cose che nessuna parola e nes suna foto possono comuni care pienamente, ma pos sono risvegliare la curiosi tà e dare ali alla nostra vita, perché non soffochi nelle pur giuste preoccupazioni quotidiane, ma si incammini senza paura in una grande e sorprendente avventura umana.
Voglio parlare non tanto di me, ma di quello che la Provvidenza divina ha voluto far nascere attraverso un numerosissimo gruppo

di amici al di là e al di qua dell`Oceano.

 

Don Guido Zendron


Foto Gallery - Progetto Alvorada Brasile- Salvador de Bahia
 

Il problema della mancanza di spazi “sani” in cui socializzare è stato rilevato dal partner locale di progetto che sta gestendo il centro “Alvorada” nell’entroterra di Salvador de Bahia.
Mancando infatti gli spazi per una convivenza sana sia dal punto di vista fisico che morale, è sembrato urgente favorire delle esperienze di socializzazione che permettano di approfondire rapporti e conoscenze che saranno a tutto vantaggio della crescita delle persone. Per questo si è resa evidente la necessità di uno spazio fisico “protetto” per quei giovani che vivono in contesti marginali; tale spazio è stato realizzato in questi ultimi due anni attraverso la costruzione del centro educativo e di prevenzione “Alvorada”, in località Pojuca –Miranga.

 

 


Spot adozioni a distanza

Adozione a distanza significa, con un limitato impegno finanziario,  dare ad un bambino o ragazzo che si trova in condizioni particolarmente difficili la possibilità di crescere nella sua terra.

Obiettivo primario è il rispetto della sua cultura, la sua dignità di persona umana: cibo, medicine, scuola, una famiglia, l'affetto di persone "lontane" che hanno a cuore la sua crescita e che partecipano alla sua vita, anche attraverso lo scambio di lettere, disegni ed esperienze.

  

Le adozioni a distanza vengono coordinate sul posto direttamente dai nostri volontari o in collaborazione con associazioni locali serie e affidabili. In diverse situazioni, poi, l'adozione a distanza si integra ad altre attività di AVSI sul territorio, cui contribuiscono anche finanziatori istituzionali.

In questo modo, accanto al sostegno personalizzato, il bambino viene a beneficiare di un programma complessivo di sviluppo, e il contributo dell'adozione a distanza permette di moltiplicare le risorse a favore del bambino, della sua famiglia e della sua comunità. L'adozione a distanza é un prezioso strumento per migliorare la vita quotidiana di migliaia di bambini ed adolescenti e può essere considerato a tutti gli effetti un intervento di riduzione della povertà.

CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLE PAGINE DELLE ADOZIONI A DISTANZA

 

 

 

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Ultimo aggiornamento del sito effettuato  il: 04 marzo, 2010