Un modo semplice
per "toccare con mano" le nostre opere ... perché non sia
solo la "nostra opera"
VIDEO
PRESENTAZIONE DELLE TENDE 2011-2012
Le
Tende:
Un importante gesto di carità nato nel 1990 per
sostenere i primi volontari di AVSI raccogliendo fondi e
facendo conoscere il loro lavoro nel mondo a favore
delle popolazioni più fragili. La “prima Tenda”
era un semplice banchetto allestito fuori da un
supermercato in Lombardia, ricalcando la fine degli Anni
’50 quando i giovani studenti guidati da don Giussani
andavano nella “Bassa”, la periferia povera di Milano, a
portare gratuitamente attenzione e compagnia alle
famiglie indigenti, senza il pretesto di trovare
risposte, né realizzare azioni filantropiche, bensì
imparare attraverso un gesto esemplare che la legge
ultima dell’esistenza è la gratuità, la carità, contro
ogni possesso egoistico.
VIDEO:
INTERVISTA A MAURIZIO PANGRAZZI
Intervista al vice presidente di Edus - Educazione e
Sviluppo MAURIZIO PANGRAZZI di presentazione della storia e
delle attività di Edus e della Campagna di Solidarietà
2011-20d12 promosse da EDUS in partnership con la Fondazione
AVSI.
Intervista andata in onda su RTTR alle ore
19.45 il giono 19 dicembre 2012.
EDUS da alcuni anni EDUS collabora con l’ONG sierraleonese The Family
Homes Movement (F.H.M.) per la realizzazione di attività a sostegno di
bambini e ragazzi poveri e/o in difficoltà nella città di Freetown e in
località periferiche.
La Sierra Leone è considerata dalle Nazioni Unite, in base all’indice di
sviluppo umano, il terzultimo paese al mondo.
Dal 2008 , grazie all’aiuto di EDUS, è operativo “Holy Family Vocational
Institute” per la formazione professionale, nel settore del legno, di
circa 30 ragazzi e giovani.
La scuola si trova in una zona periferica ad est di Freetown, in forte
espansione demografica, causa l’arrivo e l’insediamento di molte
famiglie che dall’entroterra si spostano in città alla ricerca di
lavoro.
Campagna di solidarietà 2010-2011Le forze che cambiano la storia sono
le stesse che cambiano il cuore dell’uomo
I progetti che si sostengono grazie alla Campagna di quest’anno
attraverso il Vostro aiuto sono:
1. America Latina - Caraibi - Haiti: Avvio di un centro
educativo.
2. America Latina - Cile: Scuola Santa Teresa de Los
Andes.
3. Africa - Kenya: Sostegno alla Scuola Secondaria
Cardinal Maurice Otunga.
4. Africa - Sud Sudan: La St. Mary University di Juba.
5. Medio Oriente - Libano: Riqualificazione del sistema
irriguo della Piana di Marjayoun.
6. Sostegno a distanza: Investire su una generazione,
scuola secondaria e professionale (Uganda e Kenya).
EDUSha
avviato nel corso del 2010 unacollaborazionecon
la Fondazione de Amparo ao Menor de Paulo Afonso,
denominataFUNDAMEche accogliebambini
in difficoltàdella
diocesi di Paulo Afonso, in Brasile.Accoglie
ed assiste bambini e ragazzi abbandonati. Il 90% ha
subito violenze fisiche o sessuali nell' ambiente
familiare e/o comunitario; il 70% è stata vittima di
sfruttamento lavorativo; il 5% presenta problemi di
disturbi mentali.
Il nostro intento è quello di preparare i bambini ed i
ragazzi per ilreinserimento
nella famiglia e nella societàcon
l'obiettivo irrinunciabile di dare una formazione
professionale ai bambini, affinché, raggiunta la
maggiore età e lasciato il centro, possano inserirsi
nella società trovando un'occupazionedignitosa
che permetta loro di mantenersi.
L'associazione
EDUS -- Educazione e sviluppo da annicontribuisce allo sviluppo dei progetti in Sierra
Leone. Collabora in particolare con Padre Berton ed il
movimento Family Home Movement
L'FHM gestisce oggi una quindicina di family-homes per
la maggior parte distribuite nella capitale Freetown e
dintorni. Le case sono condotte da "genitori" che hanno
già figli loro ma che sono disponibili ad accogliere
ex-bambini soldato o ragazzi con problemi. Ogni gruppo
famigliare dovrebbe tendenzialmente gestirsi con risorse
proprie; l'aiuto che viene dato dall'FHM dovrebbe
riguardare la casa e le spese scolastiche dei ragazzi,
ma ci sono poi tantissime eccezioni.
Dal 1998 Padre
Berton ha aperto il "Saint Michael", un centro di
accoglienza. Si tratta di una vecchia struttura
alberghiera utilizzata come punto di prima accoglienza
per i giovanissimi assistiti dall'FHM, in preparazione
all'inserimento in famiglia o all'avviamento alla vita
civile e lavorativa autonoma.
Il St. Michael
è stato utilizzato negli ultimi anni anche come centro
per l'attuazione della prima fase di accoglienza di un
programma sponsorizzato da UNICEF per il reinserimento
di ex bambini soldato.
Oggi, il Movimento Case Famiglia si prende cura di circa
200 "bambini e ragazzi della guerra", sia direttamente
attraverso il Centro di S. Michele, sia indirettamente
con altre forme di convivenza più o meno temporaneamente
assistita.
La convinzione che anima l'opera del FHM è che il
carattere di un ragazzo può formarsi solo nel contesto
di una famiglia.
Fino ad ora il FHM si è occupato di circa 3000 ragazzi:
il 60% dei quali sono stati restituiti alle loro
famiglie, i restanti vivono in centri vicini al loro
luogo d'origine oppure lavorano come apprendisti.
Vedi tutti i dettagli sul nostro sito
http://www.edus.it
.... Oppure direttamente al link
http://www.educazionesviluppo.org/Progetti/sierra-leone2.htm
La nostra vita appartiene a un Altro
«La nostra vita appartiene a qualcosa d'Altro.
L'inevitabilità [di ciò che
accade] è come il sinonimo più chiarificatore di
questa non appartenenza a noi della cosa, e
soprattutto non appartiene a noi ciò da cui tutto
deriva: la nostra vita appartiene a un Altro.
In questo senso si capisce perché la vita dell'uomo
è drammatica: se non appartenesse a un Altro sarebbe
tragica. La tragedia è quando una costruzione frana
e tutti i sassi e i pezzi di marmo e i pezzi di
muro, crollano. E tutto nella vita diventa niente, è
destinato a diventar niente, perché di ciò che
abbiamo vissuto nel passato, di ciò che abbiamo
vissuto fino a un'ora fa,
fino a cinque minuti fa, non esiste più niente
...
Scopri il resto guardando il
video qui fianco
Presentazione di Roberto Abbiati - "Un teatro
dove lo vuole il Padre Guido"
"Eravamo lì in quel posto terribile, davanti a una
postazione della polizia sventrata, e faceva caldo, il posto
è caldo, lo si capiva dagli sguardi sospettosi di quelli che
ci spiavano dalle finestrelle e da sotto le lamiere. Zona
calda della Chapada do Rio Vermelho, nel cuore di Salvador.
“Vieni” e lì dietro in mezzo alle colline aggredite dalle
baracche è apparso il cortiletto, come uno spazio che s‘è
formato dopo un bombardamento. Uno spazio da aggredire di
nuovo prima che te lo facciano sparire.
“Roby facciamo un teatro, ma deve qui deve essere bello!” La
bellezza come unica arma educativa.
Ho
cominciato a insegnare il teatro con i ragazzi della chapada,
che è un posto che fa abbastanza schifo, e adesso costruiamo
il teatro come se quei quindici ragazzi potessero essere una
speranza in posto come quello.Dopo
tre minuti avevo in mente come doveva essere, non mi manca
l’immaginazione.
“Funzionale padre Guido, ma bello, tutto il bello possibile”
So come fare è il mio mestiere. Ci vogliono i soldi, ma prima ci vogliono gli amici,
gli amici ti fanno andare avanti, e allora raccontiamolo
agli amici.
E gli amici saltano fuori appena rientro in Italia, mi rende
molto fare certe cose, non soffro la solitudine, Maria
Cristina fa l’architetto e ha molte idee e anche Giovanni
che è due mesi che vuole fare il plastico del teatro così si
vede già quello che sarà. “Aspetta un attimo Giovanni, che
facciamo tutto per benino."
Roberto Abbiati
Intervista a Don
Guido Zendron in Brasile - Salvador de Bahia
E
così nascono tante cose che nessuna parola e nes suna foto
possono comuni care pienamente, ma pos sono risvegliare la
curiosi tà e dare ali alla nostra vita, perché non soffochi
nelle pur giuste preoccupazioni quotidiane, ma si incammini
senza paura in una grande e sorprendente avventura umana.
Voglio parlare non tanto di me, ma di quello che la
Provvidenza divina ha voluto far nascere attraverso un
numerosissimo gruppo
di
amici al di là e al di qua dell`Oceano.
Don Guido Zendron
Foto
Gallery - Progetto Alvorada Brasile-
Salvador de Bahia
Il problema della mancanza di spazi “sani” in cui
socializzare è stato rilevato dal partner locale di
progetto che sta gestendo il centro “Alvorada”
nell’entroterra di Salvador de Bahia.
Mancando infatti gli spazi per una convivenza sana
sia dal punto di vista fisico che morale, è sembrato
urgente favorire delle esperienze di socializzazione
che permettano di approfondire rapporti e conoscenze
che saranno a tutto vantaggio della crescita delle
persone. Per questo si è resa evidente la necessità
di uno spazio fisico “protetto” per quei giovani che
vivono in contesti marginali; tale spazio è stato
realizzato in questi ultimi due anni attraverso la
costruzione del centro educativo e di prevenzione “Alvorada”,
in località Pojuca –Miranga.
Obiettivo primario è il rispetto
della sua cultura, la sua dignità di persona
umana: cibo, medicine, scuola, una famiglia,
l'affetto di persone "lontane" che hanno a cuore la
sua crescita e che partecipano alla sua vita, anche
attraverso lo scambio di lettere, disegni ed esperienze.
Le adozioni a distanza vengono coordinate
sul posto direttamente dai nostri volontari o in
collaborazione con associazioni locali serie e
affidabili. In diverse situazioni, poi, l'adozione a
distanza si integra ad altre attività di AVSI sul
territorio, cui contribuiscono anche finanziatori
istituzionali.
In
questo modo, accanto al sostegno personalizzato,
il bambino viene a beneficiare di un programma
complessivo di sviluppo, e il contributo
dell'adozione a distanza permette di moltiplicare le
risorse a favore del bambino, della sua famiglia e
della sua comunità. L'adozione a distanza é un
prezioso strumento per migliorare la vita quotidiana
di migliaia di bambini ed adolescenti e può essere
considerato a tutti gli effetti un intervento di
riduzione della povertà.